Meno carne, più futuro

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Che il nostro stile di vita non sia sostenibile lo sappiamo bene. Che dovremmo fare di più, pure.  E fra le cose che quasi ognuno di noi potrebbe fare, soprattutto in Occidente, c’è, per esempio, la diminuzione del consumo di carne. Un consumo che, oggi, in alcuni paesi, è addirittura superiore ai 100 chili di carne pro capite. Ovviamente andrebbe fatto per contenere la produzione di gas serra e il conseguente surriscaldamento del nostro Pianeta. Ma anche per la nostra salute. E allora cosa stiamo facendo proprio su questo fronte? Non si tratta di cifre straordinarie, ma la tendenza è senza dubbio positiva. Nel piatto degli svizzeri c’è sempre meno carne, a dirlo è uno studio commissionato dall’associazione Swissveg.

“Swissveg, per gli animali, l’ambiente e la salute”. È questo il motto del più grande gruppo d’interesse che nella Confederazione porta avanti le istanze di vegetariani e vegani. L’associazione si batte per ridurre il consumo di carne, promuovendo innanzitutto una dieta vegetariana o vegana, sana e consapevole dal punto di vista ambientale. Il 5% della popolazione elvetica che ha più di 14 anni è vegetariano, lo 0,6% vegano. Una tendenza in costante crescita che dimostra come negli ultimi anni il numero di chi ha scelto di rinunciare alla carne nel piatto è aumentato del 14%. 

Se la progressione dovesse rimanere tale, tra cinque anni, la percentuale di vegetariani e vegani potrebbe essere addirittura del 10%. Avremmo così una persona su dieci che ha scelto di non mangiare o di ridurre drasticamente il proprio consumo di carne. Tra l’altro, come accade anche nel resto del mondo, la rinuncia alla carne non per forza ha dietro di sé una ragione etica, ma è legata piuttosto al desiderio di avere un regime alimentare ritenuto più sano. Spesso un eccessivo consumo di carne si lega a un alto tasso di colesterolo nel sangue. Così, anche se lentamente, il consumo di carne è in costante calo.

Ad aver registrato invece una crescita inattesa sono tutti quei prodotti alimentari sostitutivi della carne. Che la ricordano nella forma e nel gusto ma che sono di origine vegetale. Inoltre è curioso notare come la scelta vari a dipendenza di sesso, età ed istruzione. Se in Svizzera solo il 3,5% degli uomini ha finora rinunciato alla carne, le donne sono al 5,3%. I più convinti sostenitori della rinuncia ad hamburger e bistecche sono soprattutto i giovani (il 6,5% degli interpellati d’età compresa tra i 14 e i 34). Infine, il numero di vegetariani, è sensibilmente più grande fra i laureati rispetto a chi non lo è.

Analizzando a livello globale il consumo di acqua e d’energia necessari per la produzione di cibo, la disponibilità e l’estensione delle terre attualmente coltivabili nel mondo e la loro resa, risulta evidente che un consumo più equilibrato di carne farebbe senza dubbio la differenza. Si stima che quasi il 40% della superficie terrestre sia utilizzato come terreno agricolo, e che, di questa parte, i due terzi sono prati e pascoli per il bestiame. Così proviamo solo a immaginare quale possa essere il beneficio ambientale che tutti noi avremmo se lasciassimo che i terreni oggi destinati ai pascoli tornassero ad essere foresta. 

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