Per l’energia… e così sia

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Ve le ricordate le precedenti raccomandazioni del Consiglio federale riguardo alle misure da adottare per risparmiare energia, in particolare quella elettrica? Il consiglio più divertente di tutti era stato senza dubbio quello di fare la doccia in compagnia. Certo. Ma ora, con le nuove disposizioni che potrebbero essere prese in considerazione di fronte a una seria mancanza d’energia si sfiora quasi il ridicolo. E si va dal limite a 100 km/h di velocità in autostrada al divieto di fare il bucato a più di 40 gradi e via di questo passo. Tanto discutere ha fatto anche la limitazione dello streaming che vorrebbe dire fare ciao-ciao con la manina a Netflix. Ma è davvero questo l’approccio da adottare? 

Ma davvero immaginare di spegnere l’illuminazione delle vetrine dei negozi e gli schermi pubblicitari o regolare il frigorifero o restringere l’uso delle auto elettriche è la via per risolvere il problema dell’energia? A me sembra un po’ come voler distribuire cerotti mentre il Boeing 747 sul quale stiamo volando sta per schiantarsi al suolo. Non va mica tanto bene pensare che rinunciando a Netflix oppure ad avere le lenzuola bianche che più bianche non si può riusciremo a sopravvivere, a sfangarla su questo malandato Pianeta.

Ciò che sarebbe auspicabile è casomai un radicale cambio di passo e di mentalità, che si costruisce, giorno dopo giorno, ripensando il nostro stile di vita. Facendolo dalle fondamenta. E non con qualche tocco di cosmesi qua e là. Mio zio Alfredo, con la parrucca bionda e il trucco, pur con tutta la buona volontà di questo mondo non assomiglierà mai a Michelle Hunziker, neppure se si dovesse tagliare i baffi. Ecco perché invece di ridicoli consigli che probabilmente nessuno prenderà mai sul serio, non sarebbe male che, a partire dal Consiglio federale, iniziassimo tutti a fare i compiti seriamente.

Invece, almeno per ora, in caso di penuria energetica, ciò che ci aspetta è una serie di limitazioni che com’era prevedibile hanno fatto storcere il naso a chi l’energia la divora proprio come se non si fosse un domani. Infatti la reazione dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, non si è fatta attendere. Secondo loro, vietare e limitare è intrusivo e sproporzionato. E ovviamente, anche in questo caso, l’asso o il jolly sfoderato per far saltare il banco è anche stavolta quello di sempre. Basta dire che così rischiamo di far chiudere numerose aziende con il conseguente carico di chi si ritroverebbe poi senza un lavoro.

Insomma il solito spauracchio sventolato perché nulla cambi e si continui ad andare dritti dritti a schiantarsi contro un muro a tutta velocità. Con i soliti, triti e ritriti argomenti di chi è disposto a fare poco o nulla sebbene il sistema economico che ci ha portato fino qui abbiamo dimostrato una volta di più di essere proprio come un pugile suonato e ormai alle corde convinto al contrario di poter ribaltare il risultato di un match ormai straperso.

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