Gasbook: dove tutto è cominciato

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Ultima fermata per Gasbook: ma è uguale alla prima? Un po’. Colpa o merito di Massimo Bubola, che scrive un libro ogni 5 anni.

Per una coincidenza del caso Gasbook chiude da dove è iniziato, 5 anni fa. Con un nome noto ma non (abbastanza) conosciuto, uno scrittore che è anche poeta e cantante, un autore in senso lato cha ha dato molto di più di quanto non abbia ricevuto: Massimo Bubola. Nel 2017, con «Ballata senza nome», sorprese e incantò grazie ad una storia incentrata sul «milite ignoto» italiano, una sorta di Spoon River meravigliosamente trasposta nel dramma del primo conflitto mondiale. Ora, in «Sognai talmente forte» (edito da Mondadori) eccolo di nuovo in forma splendida con una storia originalissima per schema e impianto.

Il vecchio Callimaco è ai saluti conclusivi e, confortato dai suoi affetti più cari, trova opportuno rivelare segreti e confessare ricordi mai rivelati. Ricordare, raccontare e … anche permettersi una qualche visione, o ideale. Una vita in poche ore. 

Per il lettore è un viaggio in sospeso tra cuore e ragione, musica e parole. Una meraviglia senza se e senza ma. Perché il moribondo, alter ego dello stesso Bubola, ne ha di cose da raccontare. Per esempio la storia di quella ragazza rapita dai colonnelli argentini e violentemente caricata assieme a tanti suoi coetanei su di una carcassa di aereo in volo sopra l’Oceano: quando toccherà con mano questo olocausto aereo anticiperà gli assassini, gettandosi da sola. E’ qui, e così!, che «Nina imparò a volare». Ancora di quella donna che «ho bevuto fino al’inverosimile e solo per salvare l’anima, e la mia anima è evaporata un mattino in una nuvola di catrame, Gocciolando all’improvviso e allungandosi come una lunga pozzanghera mera sulla strada bianca, diventando poi una voragine a non poter saltare. Questo per via di quelle sei bambine che ho partorito e poi venduto da bambine». Lei è … Madame Doré. E qui una buona parte dei nostri dodici lettori avranno già intuito il tema o argomento del romanzo: sono le storie legate ai due album (due gioielli assoluti!) che Massimo Bubola ha scritto con e per Fabrizio De André («Rimini» del 1978 e il cosiddetto «Indiano» del 1981). Storie vicine, la Teresa figlia di pirati «ora all’Harris bar», e lontane come quella a Djurango. Testi ritenuti ai tempi oscuri che ora trovano nuova versione grazie a toni epici. C’è più poesia che prosa in queste pagine senza schemi lirici. Davvero un gran bel libro. Che ti fa venire subito voglia di andare a risentirti questi vecchi album, per ritrovare quel dolore universale che già aveva colpito, 40 anni fa! 

Per chi scrive è anche un signor titolo di coda per l’avventura impegnativa e nutriente di Gasbook. Un impegno traformatosi in abitudine settimanale necessaria. Perché leggere rimane pur sempre uno dei più bei passatempi. E quando ci si può confrontare, scambiare opinioni e pareri, è sempre un bel vivere. 

Ringrazio e non per formale educazione la vera anima di Gas, quel Corrado incontrato e visto per la prima volta nel mese di ottobre del 2017 in un bar a Lugano. In 10 minuti fors’anche scarsi è nato Gasbook. Un nome che, diciamola tutta, a me non garbava neanche troppo (questi inglesismi…) ma che poi mi  è diventato familiare a cadenza regolare. Come si dice: rifarei.

«Sognai talmente forte», 2022, di MASSIMO BUBOLA, ed. Mondadori, 2022, pag. 153, Euro 18,00.

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