Le lacrime di CR7

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“Oggi il tuo amico e allenatore ha deciso male. Quell’amico per il quale hai tante parole di ammirazione e tanto rispetto. Lo stesso amico che, mettendoti in campo, ha visto come tutto è cambiato, ma ormai era troppo tardi. Non puoi sottovalutare il miglior giocatore del mondo e l’arma più potente che hai, così come non puoi difendere qualcuno che non se lo merita. La vita ci dà lezioni: oggi non abbiamo perso, oggi abbiamo imparato qualcosa”.

Queste le parole affidate ai social dalla compagna di Cristiano Ronaldo, Georgina Rodriguez. Un pochettino più “aggressiv” Elma Aveiro, sorellina di CR7, che ha lanciato un hastag che chiede le dimissioni del CT Fernando Santos.

“Hanno ucciso l’uomo, hanno ucciso una nazionale, hanno ucciso una nazione.”

Parole legate alle scelte del CT, di non fare giocare o fare giocare pochissimo il giocatore più forte al mondo nella finale col Marocco. Scelta che avrebbe estromesso il Portogallo dai mondiali di calcio in Qatar. Giochi che saranno ricordati per essere avvenuti in mezzo al deserto, in inverno, con una serie di ribaltoni, vittorie e sconfitte, che nemmeno un bookmaker ubriaco di Bristol sarebbe stato in grado anche solo vagamente di profetizzare.

Che io non sia un patito di calcio molti lo sanno. Sono uno di quei rari maschi anomali che non si alterano visibilmente durante le partite, partite spesso imposte da figli o cognati c he invece hanno ereditato nei geni la passione per il gioco più bello del mondo.

Sarò inoltre un “benaltrista”*, ma se penso a Cristiano Ronaldo, non mi sorge spontaneo un moto di commozione e partecipazione al suo dolore, peraltro comprensibile. Ronaldo è una macchina da soldi, i suoi incassi nel 2017, secondo la rivista Forbes, sarebbero i più alti al mondo per uno sportivo con 93 milioni di dollari, Il patrimonio totale del fenomeno portoghese, secondo diverse fonti specializzate, si aggirerebbe tra i 230 e i 290 milioni di euro.

E qui, aggiungiamo all’uomo poco amante del calcio e benaltrista, l’antiopatia congenita per i patrimoni smisurati che certi personaggi incamerano. Mi spiace per il Portogallo? Certo, come mi spiace per la Svizzera, dire però che si è ucciso un uomo perché non lo si è fatto giocare, mi sembra un po’ iperbolico. CR7 potrà sempre consolarsi con la marea di titoli conquistati e col suo tesoretto da 300 milioni e rotti.

Ah, poi c’è in ballo un probabile contratto con i sauditi, di due anni. La squadra Al Nassr di Riad lo scritturerebbe per 172 milioni di sterline a stagione. E poi gli sponsor gente! Nel 2016 CR7 ha firmato un accordo a vita con Nike, che si stima valga 1 miliardo di sterline. Ha anche contratti con Armani e delle attività in proprio, tra cui una catena di hotel e intimo CR7.

Ecco, per questo penso che alle lacrime di CR7 e alle contumelie di compagna e sorella posso sopravvivere. Io, da fesso che sono, tifo per le squadre povere e meno abbienti. Ammiro la compostezza e il coraggio del giapponesi, l’energia dei camerunensi e la, seppur sfortunata, performance della nostrea nazionale. Le partite si vincono e si perdono, poi se va male, si raccolgono i cocci e si ricomincia più motivati di prima. I pianti miliardari non risolleveranno il Portogallo, il coraggio dei suoi giocatori, magari orfani di Ronaldo, sì.

*espediente retorico che consiste nell’eludere un tema o un problema posto in una discussione, adducendo semplicemente l’esistenza di altre problematiche più impellenti o più generali, spesso senza chiarirle specificamente

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