Vuoi fare l’amore con me?

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Parole semplici, plateali, che sono anche tenere. Sono alla base del consenso che una persona da all’altra per intraprendere un viaggio che può essere tanto più bello quanto è condiviso.

“Solo sì è sì” è il principio approvato poco tempo fa dal Consiglio nazionale svizzero. Una questione che a tanti sembrerà di lana caprina e che, onestamente, anche a me sembrava risibile. Cosa cambia tra un no e un sì?

Poi ci ho riflettuto, una buona abitudine che consiglio a tutti e mi sono ricordato, come dovremmo sempre fare, le fasce più in difficoltà della popolazione. Che siano donne o uomini, l’errore madornale è applicare a tutti lo stesso metro di misura.

Per esempio c’è chi sessualmente è esuberante, chi è lento, chi frenetico, chi timido, chi ha difficoltà che possono essere superate solo con amore e comprensione. Se una mia partner accetta di avere rapporti sessuali con me, può esserci in qualche modo una coercizione che le impedisca di sottrarsi. Questioni morali, psicologiche, estrema timidezza, voglia di compiacere l’altro, non sono a tutti gli effetti un assenso.

E chi pensa che tolga poesia all’amore, dovrebbe chinarsi sull’estrema gentilezza e accoglienza che una frase così comporta. Ricordo che quando baciai per la prima volta mia moglie le chiesi “posso baciarti?”

Era ovvio, lo sapevo che avrebbe voluto, ma quella domanda stese un velo di serenità e dolcezza su un atto che a volte è troppo banale.

Ecco, chiedere l’assenso, o solo un “ti va di farlo” , non è così terribile. Se facciamo il paragone con l’indossare un preservativo, quello si un atto poco poetico, penso saremo in grado di sopravvivere chiedendo un assenso alla o al nostro partner. Perché è semplicemente un atto di attenzione e gentilezza. Significa “ti vedo” in tutte le tue espressioni e manifestazioni, e rispetto il tuo essere e le tua ansie

Non tutti sono Rocco Siffredi o Valentina Nappi. Il mondo è variegato e con menti diverse, a volte semplici a volte complesse, quella che a molti maschi sembra una prevaricazione nel loro vivere la sessualità è invece solo un altro tassello per una parità, quando parità vuol dire rispetto per chiunque e in qualunque situazione. Questo atto, che a molti sembra futile ha molta importanza. Come ne ha l’assenso automatico in caso di donazione di organi. Una cosa è dire “voglio donare gli organi”, un’altra dire no quando c’è un automatismo che ne consente l’asportazione in caso di morte.

Qui non si tratta comunque di fegato o reni, ma semplicemente di cuore e cervello, due organi che se lavorano insieme, rendono il mondo un posto migliore in cui vivere.

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