AIDS, la guerra non è finita

AIDS, la guerra non è finita

Di Marco Narzisi

Ieri, 1 Dicembre, ricorreva la giornata mondiale della lotta all’AIDS. Quella che negli anni ‘80/90 è stata una vera e propria epidemia è oggi, fortunatamente, più contenuta nelle cifre e nei suoi tragici bilanci. I successi della medicina e la conseguente migliorata aspettativa di vita per sieropositivi e malati non devono tuttavia fare abbassare la guardia nei confronti di quella che è e comunque rimane una minaccia sempre viva anche per le nuove generazioni. La sindrome da immunodeficienza acquisita, questo il significato dell’acronimo AIDS in inglese, trasmessa tramite il virus HIV,oltre ai suoi evidenti aspetti clinici, comporta anche una serie di conseguenze a livello sociale per le persone colpite, sia nei rapporti con il partner e le persone vicine, sia, soprattutto, per quanto concerne tutte le discriminazioni e i pregiudizi a cui sono esse sono sottoposte.
Anche se i casi i contagio tendono a diminuire di anno in anno , la via principale per combattere la piaga dell’AIDS sono e rimangono la diagnosi precoce tramite il test e, soprattutto, la prevenzione costante nei rapporti sessuali.

Il Personaggio

Da Freddie a Nureyev, una strage di stelle

Fu Freddie Mercury, il frontman dei Queen, in un certo senso, la prima vera vittima illustre dell’AIDS: la sua morte, il 24 Novembre 1991 per le conseguenze di una broncopolmonite, rese consapevoli milioni di persone del rischio legato alla malattia e della necessità di aumentare gli sforzi per la prevenzione e la ricerca di una cura.

In cifre

AIDS, le cifre del contagio

I numeri dell’AIDS nel mondo e in Svizzera, un contagio in calo ma da non sottovalutare

Il Video

Swaziland, fra gli orfani dell’HIV

Nel piccolo regno africano di eSwatini (ex Swaziland), il 27% della popolazione è affetta da HIV. Lorenzo Simoncelli è andato per la RSI a trovare gli orfani.

Approfondimento

Un virus infido e mutevole

L’Aids (Acquired Immunodeficiency Syndrome, ovvero Sindrome da immunodeficienza acquisita) è la conseguenza tardiva di un’infezione con il virus HIV (Human Immunodeficiency Virus, HIV/virus dell’immunodeficienza umana), che appartiene alla sottospecie dei lentivirus, facenti parte del gruppo dei retrovirus.

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