L’Eurovision a Tel Aviv: polvere di bombe e di stelle

Trionfano i Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest grazie ad un talentuoso Duncan Laurence, che con la sua dolce ballata “Arcade”, conquista il cuore della giuria e del pubblico a casa. Seguono l’italiano Mahmood, che si aggiudica il secondo posto, e il nostro connazionale Luca Hänni, che sale al quarto. L’Eurovision 2019 a Tel Aviv sarà ricordato soprattutto per la sua polvere, polvere di bombe e di stelle.

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Il corpo non è un campo di battaglia

Nella notte di martedì 23 aprile, la commissione ONU ha approvato la mozione contro gli stupri di guerra. La decisione arriva dopo una lunga e dura trattativa che vedeva contrapposti USA, che minacciavano di porre il veto, e il resto degli Stati membri. Un passo avanti nel tentativo di debellare le violenze sessuali perpetrate durante i conflitti armati, eppure lascia comunque con l’amaro in bocca. Perché la risoluzione finale è stata snellita di alcune sue parti importanti. Perché c’è molto da fare e noi abbiamo appena iniziato.

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Dragi Radovan, benvenuto in prigione!

È stato un discreto psichiatra, un poeta mediocre, un politico corrotto e un abile truffatore. Questo è Radovan Karadžić, condannato alcuni giorni fa all’ergastolo per i più gravi massacri ed eccidi avvenuti durante la guerra in Ex Jugoslavia. Questo è Karadžić, e se deve passare alla Storia, come vorrebbero i suoi sostenitori nazionalisti e negazionisti, lo deve fare con il giusto nome: criminale di guerra.

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I mille volti della Lega – Sovranismo per essere liberi?

I volti della Lega di Matteo Salvini sono molti e non sempre è facile dare un nome totalizzante all’insieme di valori cui il partito s’ispira. Alcuni riassumono il fenomeno in una mera e progressiva emulazione del fascismo, mentre altri lo descrivono come la prima vera forza promotrice degl’interessi italiani, in patria tanto quanto all’estero. Una questione ancora oggi piuttosto complessa, sulla quale ci si concentrerà in questo articolo, è quella legata al “sovranismo”.

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Genitori stranieri e figli svizzeri: storie di ordinaria incertezza e ingiustizia

Negli anni si sono rincorse diverse storie di genitori stranieri separarti dai propri figli: racconti di madri nubili a cui, dopo aver dato alla luce un bambino di nazionalità svizzera, non viene rinnovato il permesso di dimora, oppure storie di padri espulsi perché senza lavoro oppure in assistenza. Oggi veniamo a conoscenza di un’altra testimonianza, quella di un madre che per visitare il suo bambino in Svizzera deve pagare una garanzia di 30’000 franchi.

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