San Suu Kyi come Orbán: la strana coppia contro l’immigrazione e l’Islam

In un raro viaggio in Europa, la consigliera birmana e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ha incontrato il premier ungherese Viktor Orbán a Budapest. I due leader hanno trovato un terreno comune sul tema dell’immigrazione e la crescita demografica della popolazione musulmana, definendo quest’ultima “un problema”.

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L’alba del milkshake

Può sembrare un caso ridicolo (nonché esilarante) e singolare, ma la verità è che Farage è solo l’ultimo di una lunga serie di politici attaccati tramite il lancio di generi alimentari. E nonostante la pratica di inzuppare i politici di destra con latticini e quant’altro appaia relativamente recente, ha una storia sorprendentemente lunga. Una storia che, prima di cercare di spiegarvi da cosa scaturisce l’efficacia di tale azione, terrei a raccontarvi.

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L’Eurovision a Tel Aviv: polvere di bombe e di stelle

Trionfano i Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest grazie ad un talentuoso Duncan Laurence, che con la sua dolce ballata “Arcade”, conquista il cuore della giuria e del pubblico a casa. Seguono l’italiano Mahmood, che si aggiudica il secondo posto, e il nostro connazionale Luca Hänni, che sale al quarto. L’Eurovision 2019 a Tel Aviv sarà ricordato soprattutto per la sua polvere, polvere di bombe e di stelle.

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Il corpo non è un campo di battaglia

Nella notte di martedì 23 aprile, la commissione ONU ha approvato la mozione contro gli stupri di guerra. La decisione arriva dopo una lunga e dura trattativa che vedeva contrapposti USA, che minacciavano di porre il veto, e il resto degli Stati membri. Un passo avanti nel tentativo di debellare le violenze sessuali perpetrate durante i conflitti armati, eppure lascia comunque con l’amaro in bocca. Perché la risoluzione finale è stata snellita di alcune sue parti importanti. Perché c’è molto da fare e noi abbiamo appena iniziato.

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Dragi Radovan, benvenuto in prigione!

È stato un discreto psichiatra, un poeta mediocre, un politico corrotto e un abile truffatore. Questo è Radovan Karadžić, condannato alcuni giorni fa all’ergastolo per i più gravi massacri ed eccidi avvenuti durante la guerra in Ex Jugoslavia. Questo è Karadžić, e se deve passare alla Storia, come vorrebbero i suoi sostenitori nazionalisti e negazionisti, lo deve fare con il giusto nome: criminale di guerra.

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