29 anni fa la Strage di Via D’Amelio

Il 19 luglio 1992 Cosa Nostra uccise il giudice Paolo Borsellino egli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Alle 16:58 una forte botto travolge il civico 21 di via Mariano D’Amelio a Palermo, dove all’epoca abitavano madre e sorella del magistrato. Ad esplodere una Fiat 127, imbottita di tritolo.
Antonino Vullo, unico agente sopravvissuto all’attentato di stampo mafioso, descrisse così l’esplosione: “Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l’auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l’inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L’onda d’urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c’erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto…”
Per ricordare l’uomo che fu Paolo Borsellino, abbiamo deciso stasera di proporvi un estratto del discorso, tenuto dal giudice nella biblioteca comunale di Palermo il 25 giugno del 1992, in cui parla del collega Giovanni Falcone, morto anch’egli in un attentato, il 23 maggio dello stesso anno.

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Il 18 luglio termina il genocidio in Ruanda

18 luglio 1994. Il Fronte Patriottico Ruandese occupa e conquista la città di Gisenyi, nella parte nordoccidentale del paese, ponendo così fine al genocidio di Tutsi, Hutu moderati e Twa, perpetrato dalle organizzazioni estremiste dei Hutu. I massacri durarono circa 100 giorni e, nelle uccisioni sistematiche, persero la vita fra le 800.000 e le 1.000.000 persone. Tra le atroci violenze commesse vi anche lo stupro etnico, subito da circa 500 000 donne e ragazze ruandesi.
Il genocidio del Ruanda è considerato come uno dei più violenti episodi della storia dell’umanità del XX secolo eppure, la comunità internazionale ancora oggi accoglie nella totale indifferenza quanto successo nello Stato africano.
Noi abbiamo deciso di ricordare, con questo piccolo filmato.

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Accadde Oggi – 18 Luglio

18 Luglio 1995 – Durante la quindicesima tappa del Tour de France, in un incidente muore il ciclista venticinquenne Fabio Casartelli. Lo sportivo era sprovvisto di casco di protezione e questo portò il mondo del ciclismo agonistico ad aprire una discussione per introdurre maggiori norme di sicurezza.
Il casco venne reso obbligatorio soltanto nel 2003, dopo che un altro ciclista, Andrej Kivilëv, perse la vita.

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Valle Bavona: bellezza e natura

La Bavona è una della valli che compone la Vallemaggia. Di “Lei” si è parlato in passato grazie allo scrittore ticinese Plinio Martini, che l’ha raccontata più e più volte nei suoi libri. Nei giorni scorsi la Bavona è tornata “alla cronache” , purtroppo, per via del maltempo che l’ha colpita con forza. Infatti, sono state ben quattro le frane cadute, una di queste, talmente potente da aver letteralmente mangiato un tratto di strada, poco prima del paese (o meglio terra) di San Carlo.
In Valle Bavona il tempo sembra essersi fermato, poiché tutto è rimasto come un tempo, quando l’uomo viveva ancora d’agricoltura e di allevamento, la vita era dura e l’elettricità non c’era. Proprio quest’ultima, l’elettricità, non c’è tutt’ora, per scelta degli abitanti di allora e di oggi.
Per omaggiare questa Valle ricca di bellezza, storia e immersa nel verde, stasera vi proponiamo una passeggiata virtuale per le vie e le viuzze di Foroglio. A farne da cornice la suggestiva cascata.
E voi siete mai stati in Valle Bavona?

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“Più boomer, più amore”

“Amore di mamma, mi si è rotta la rete”, “Amore di mamma, come funziona questa epp… upp…app?”, “Amore di mamma, ho provato a videochiamarti, ma vedo lo schermo tutto nero…”. Quante volte è capitato anche voi di aiutare i vostri genitori a usare la tecnologia? Glielo spieghi una, due, cento, mille volte ma sembrano sempre non capire… oppure è tutto un complotto?

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