Il diritto alla felicità e i cinici

Lo sapete chi sono quelli che mi fanno veramente schifo? Ma proprio uno schifo profondo? I tanti che, dinanzi alle immagini di un qualunque sbarco di migranti, scrivono frasi oscene, del tipo: “mah, non mi sembrano tanto deperiti…”, “ammazza, che muscoli! e questi sarebbero profughi di guerra?”, “eccoli, quelli che scappano della miseria! belli pasciuti!”, “ma non erano pelle e ossa?”… E via dicendo. Vorrebbero vedere i cadaveri, gli zombie, gli arti mancanti, le ferite ancora fresche, di pus e di sangue, e i bambini con il ventre gonfio e le gambette rachitiche, le donne coi graffi sul collo e i volti bruciati

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Resistere! Resistere! Resistere!

Frecciabianca, una tranquilla serata di luglio. Delle urla forti e indistinte irrompono nel tuo vagone. È difficile capire a chi appartengono e a chi sono rivolte. Poi alzi lo sguardo, metti a fuoco e vedi un uomo sulla quarantina portata male, occhiali dalla montatura spessa e indosso la pettorina del servizio di pulizia. Man mano che si avvicina, anche la voce si fa più nitida. Ora capisci bene cosa dice: “Ne*ra di m… Tornatene al tuo paese”. “Devi levarti da qui, schifosa, lascia il posto a chi paga il biglietto.”

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