Russia, il passato che incombe

Se c’è una cosa della quale i russi ancora oggi discutono è del perché l’Unione Sovietica a un certo punto, poco dopo la caduta del Muro di Berlino, sia collassata. Era il 1991. Eppure a trent’anni di distanza dalla dissoluzione dell’Urss, l’impronta che l’impero sovietico ha lasciato nel suo ex spazio d’influenza è tuttora ben presente. Lo si è visto nella recente crisi tra Ucraina e Russia e negli scontri di piazza che hanno scosso il Kazakistan. Un passato ancora in vita che segna confini, rotte geopolitiche del Cremlino e dei suoi avversari. Tutti prigionieri di uno schema mentale duro a morire, quello della guerra fredda.

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La marcia delle paperelle

Trent’anni fa, una marea gialla di paperelle galleggianti invase l’oceano Pacifico. Era il 10 gennaio del 1992 quando un esercito di poco meno di 29’000 papere e altri animali giocattolo di gomma colorata tra cui tartarughe, rane e castori, a causa di un incidente navale, finirono disperse in alto mare. Non si trattò di uno scherzo, no, ma di un terribile disastro ambientale, malgrado all’epoca tutta la vicenda fu vissuta come un episodio divertente.

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Il primo SMS e altri tesori impalpabili

Qualche giorno fa è stato battuto all’asta il primo SMS della storia. E a pensarci bene, il primo messaggino mai inviato, non è soltanto un pezzo importante nell’evoluzione del mondo delle telecomunicazioni, ma è anche e soprattutto un tassello fondamentale della nostra storia recente. Quel messaggino è stato il capostipite, il primo degli oltre trecento milioni di SMS che ogni giorno, oggi, circolano grazie a WhatsApp, la più popolare piattaforma di messaggistica gratuita. Era il 1992 quando Vodaphone inviò a un proprio dipendente il seguente messaggio: “Merry Christmas”. E quel “Buon Natale” oggi ha ufficialmente un proprietario. Si tratta di un acquirente anonimo che l’ha comprato all’asta pagandolo la ragguardevole somma di 107’000 euro.

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Gaia: uomo addio, goodbye

Secondo la Teoria di Gaia, formulata nel 1979 dal chimico James Lovelock, il pianeta Terra sarebbe un unico gigantesco essere vivente, o meglio, un super-organismo in cui sembrerebbero convivere e coesistere, in un sistema sinergico e autoregolante, i vari organismi viventi così come le componenti inorganiche. Tutti pezzi di un unico grande puzzle, di un sistema complesso in grado di mantenere e tramandare le condizioni che permettono la vita sul nostro Pianeta. E se nel frattempo Gaia avesse deciso di sbarazzarsi dell’uomo, prima che noi distruggiamo la Terra? Il Covid-19 ne sarebbe la prova.

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Usa, sull’orlo della guerra civile

A sostenerlo è l’analista della CIA Barbara Walter, professoressa all’Università della California e membro della Task Force per l’instabilità politica. L’anno prossimo verrà pubblicato un suo libro dal titolo piuttosto emblematico: “How Civil Wars Start”. Come ha inizio una guerra civile. Un saggio in cui la Walter afferma che gli Stati Uniti sono “più vicini alla guerra civile di quanto chiunque di noi vorrebbe credere”. Uno scenario che non può non preoccuparci visto che stiamo parlando di quella che viene universalmente considerata come la più grande democrazia al mondo. Già, ma cosa sta succedendo?

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C’è vita sull’isola di plastica

Stando ai risultati di una recente ricerca, l’inquinamento da plastica starebbe portando alla creazione di interi ecosistemi in mare aperto. Numerose specie di piante e di animali che mai ci saremmo sognati di trovare nel bel mezzo dell’oceano stanno letteralmente colonizzando le tonnellate di rifiuti plastici che galleggiano sulle acque. Un’ampia migrazione che ha portato alla nascita di comunità completamente nuove e finora impensabili. Una realtà che ci dà una chiara idea del devastante impatto che l’inquinamento può avere sugli ambienti che ci circondano. Isole di plastica che galleggiano placide in pieno oceano.

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La verità di “Only a Child”

Cosa lega le parole pronunciate a Rio de Janeiro trent’anni fa da Severn Cullis-Suzuki di fronte ai potenti della Terra a un ragazzo cresciuto a Vacallo, oggi poco più che trentenne? Semplice. Il fatto che quelle parole ancora oggi attualissime sono al centro di un cortometraggio d’animazione di Simone Giampaolo, un giovane regista con una grande passione per la narrazione e l’animazione. Simone è l’autore di “Only a Child”.

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Più alberi ora, a costo zero

Tra le misure che l’Europa si è ripromessa di adottare per contrastare il surriscaldamento climatico ce n’è una particolarmente ambiziosa: la riforestazione di ampie aree del Vecchio Continente. L’obiettivo è di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030, così da contribuire a ridurre le emissioni di gas serra del 44%. Proteggere i boschi e foreste già esistenti, piantando nel contempo nuovi alberi, è indispensabile per poter far fronte alla crisi climatica. Oltre ad assorbire CO2, le piante in cambio producendo ossigeno e ci sono utili nel regolare temperatura e umidità dell’ambiente. Già, ma dove si trovano così tanti alberi?

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Montagna sacra cercasi

C’è chi vuole una vetta da non scalare. È quello che, in Piemonte, chiede un comitato di alpinisti, ambientalisti e amanti della montagna. “Non tutte le montagne che siamo in grado di salire devono essere scalate o conquistate – si legge nella loro proposta – per una volta, in un luogo almeno, può prevalere l’idea dell’astensione. In questo caso, l’astensione, più che togliere, regala qualcosa”. Ci regala la bellezza di un’idea. Di un luogo che diventerebbe simbolo del rispetto, del sapersi inchinare di fronte alla maestosità della Natura. Di un dialogo inedito. Di un rapporto che, alla conquista e alla sopraffazione, preferisce la contemplazione.

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Europa, culla dei nuovi fascismi

Quando nel presente si pensa all’Europa, difficilmente la si associa al fascismo. Almeno non subito. Eppure nemmeno il Vecchio Continente è immune alle derive dell’estrema destra. Metastasi ben più insidiose di quanto ci si possa immaginare. Oggi più che mai, fascismi e fascisti, proliferano indisturbati all’ombra dei sovranismi. E sono un cancro che non può essere sdoganato solo tirando in ballo il folclore o la nostalgia.

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