La magia della musica

Qualunque sia l’approccio nei suoi confronti, analitico o emotivo, l’arte dei suoni e la magia della musica non lasciano indifferente nessun essere umano. La musica è in grado di attivare alcune aree specifiche del nostro cervello, modulando i livelli d’eccitazione, di piacere, di concentrazione e rilassamento. Danzare a ritmo di musica è importante sia per i bambini, dato che li aiuta a sviluppare il linguaggio e a coordinare i movimenti, sia per gli adulti o per gli anziani, arginando il loro invecchiamento cerebrale e fisico.

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Naufraghi, sopravvissuti perché uniti

Nel giugno del 1965 sei ragazzi adolescenti che studiavano in un collegio di Nuku‘alofa sull’isola di Tonga, nel Sud del Pacifico, decisero di rubare la barca di un pescatore per farsi un giro nel bel mezzo dell’oceano e magari pescare qualcosa. Insomma, per intenderci stiamo parlando di una di quelle bravate che una volta adulti fanno brillare gli occhi di nostalgia a chi le racconta, avendole le vissute in prima persona. Un’avventura che però finì per sfuggir loro di mano, perché di lì a poco si trovarono in mare, alla deriva, con appena due caschi di banane e qualche noce di cocco da mangiare. Un viaggio a dir poco temerario, intrapreso senza avere neppure una bussola o una carta nautica.

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Nylon: una rivoluzione trasparente

Nella smorfia napoletana il 77 è il numero che corrisponde alle gambe delle donne. 80 sono invece gli anni che compiono quest’anno le calze di nylon, anche se era il 1935 quando il chimico statunitense Wallace Hume Carothers scoprì il nylon. Senza quella preziosa resina sintetica che dal dopoguerra avrebbe avuto un’enorme diffusione e molteplici impieghi, in particolare come fibra tessile, le calze di nylon non sarebbero mai state create. Carothers, che era soggetto a frequenti crisi depressive e se andava in giro con una capsula di cianuro pronta alla bisogna in tasca, depositò il brevetto nel ’37, ma venti giorni dopo si suicidò, perdendo così l’occasione per godersi quel suo successo.

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Noam Chomsky e il Covid-19

Critico nei confronti del capitalismo, del neoliberismo e del potere assunto dai mass media, i grandi mali che condizionano il nostro presente, Noam Chomsky ha analizzato con grande lucidità quanto è accaduto in questi ultimi due mesi, esprimendo senza riserve il suo pensiero. Ad aver intervistato il filosofo e linguista statunitense, vero e proprio guru per intere generazioni di orfani di un pensiero ormai anche solo vagamente di sinistra, c’è stata anche la RSI, con un’intervista del giornalista Roberto Antonini trasmessa sabato in Moby Dick

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Servizio pubblico e Coronavirus

Com’è cambiata l’offerta del Servizio pubblico radiotelevisivo in tempi d’emergenza sanitaria da Covid-19? L’inevitabile blocco di alcune produzioni, soprattutto nell’ambito dei programmi d’intrattenimento e della fiction, ha restituito un ruolo da protagonista all’informazione. Dalla Rai alla RSI, passando per tutte le altre televisione pubbliche d’Europa e non, si è dovuta riorganizzare l’offerta televisiva e radiofonica, dando la priorità agli spazi informativi e agli speciali dedicati al Coronavirus e alla sua diffusione.

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Quel terrorista del coronavirus

“La logica del contagio fa saltare uno schema psichico difensivo fondamentale dell’essere umano, ovvero la distinzione tra amico e nemico. Chi è l’amico, chi è il nemico?”, a domandarselo è lo psicoanalista Massimo Recalcati, in un’intervista nel corso della quale aggiunge anche che: “Se fossimo davvero in guerra, come dicono alcuni, saremmo in grado di fare questa distinzione. Se davvero vogliamo chiamarla guerra è del tutto non convenzionale. E’ per questo che io ho paragonato il coronavirus a un terrorista, perché è tra di noi, in mezzo a noi, posso essere contagiato ed essere al tempo stesso fonte di contagio. Il pericolo è ovunque”.

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Paese che vai, Covid-19 che trovi

Di questi tempi, mentre il conta-morti sale e il numero dei contagiati s’aggiorna di ora in ora, giorno dopo giorno, e gli Stati Uniti svettano drammaticamente in entrambe le classifiche, ci sono domande che tornano puntuali. Che si ripetono. E alle quali non è sempre facile rispondere. Tabelle alla mano ce n’è una che chiama in causa la Germania e la questione riguarda il motivo per cui, rispetto al numero di positivi accertati, possa vantare una mortalità così bassa.

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La quotidianità al tempo del Coronavirus

Passiamo la nostra vita a ripetere cose, gesti e comportamenti che chiamiamo abitudini. Le abitudini rendono la vita meno eroica, ma di sicuro più comoda. E tra le cose in assoluto più difficili, soprattutto con l’avanzare dell’età, è cambiarle. Così, ritrovarsi costretti tra le mura domestiche al tempo del Coronavirus, c’impone – oltre che un cambio di passo – anche di trovare nuove strategie e nuove abitudini per affrontare la quotidianità domestica.

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