Il GdP doveva fallire

Anche con la volontà più ferrea era impossibile tenere in piedi il giornale, al limite si sarebbe potuto prolungarne l’agonia di qualche mese, ed è impensabile oggettivamente che la Curia investisse due o tre milioni l’anno per sostenere una realtà editoriale con queste premesse. Le energie si possono e devono investire se ci sono anche vaghe possibilità di riuscita, bisogna però anche ammettere quando il malato è in coma irreversibile ed è quasi un atto pietoso praticare l’eutanasia. Ovviamente i giornalisti e i collaboratori che rimarranno per strada fanno male. Come qualsiasi fallimento è doloroso e lo è di più in quanto realtà mediatica che in fondo dava un servizio alla popolazione.

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Apple paga il 35% in meno di tasse

La teoria di perseguire sempre sgravi sistematici alle aziende è spesso foriera di perdite per lo Stato e dunque per i contribuenti, che siamo noi. Inoltre, troppo spesso, i fantomatici aumenti del PIL, non si traducono in posti di lavoro ma solo in maggiori utili per le aziende. Vedremo se in futuro le teorie di Vitta, che oggettivamente non sono proprio innovative, avranno successo. Noi ci permettiamo di dubitarne fortemente.

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Ritornano i boia del Ventennio

Oggi, intonare il canto partigiano “Bella Ciao”, durante la festa della Liberazione d’Italia (realizzata dai partigiani contro il regime fascista) diventa una colpa. A dare un sonoro schiaffo ai bambini della prima media dell’istituto Roncalli di Quarto D’altino, nel Veneto dellaLlega, una delle regioni più a destra d’Italia, i sindaci leghisti Matteo Romanello (del paese di Marcon) e Claudio Grosso (di Quarto d’Altino), che hanno disertato la cerimonia istituita presso le scuole alle prime note del coro.

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