Io, robot e Amazon

“Io mi trovo molto bene con il mio capo, Mr. Zzo”
“Non lo conosco, come fa di nome?”
“Stoca”
“Non penso lavori al nostro centro, siamo sicuri di lavorare nello stesso magazzino?”
Questa conversazione è avvenuta (in inglese) tra un utente di Twitter (il primo a parlare) e “Darla”, altra utente che secondo le informazioni del suo profilo è mamma di due splendidi bambini, impiegata da Amazon da Aprile 2020 e usa “lei/essa” come pronomi.

Perché stiamo parlando di Darla? Sicuramente una rispettabile signora che non ha capito di essere presa per i fondelli, giusto? 

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La vendetta contro gli speculatori

Pochi giorni fa è successo qualcosa di bellissimo, o deprimente a dipendenza della vostra prospettiva. “GameStop” è una catena di negozi che vende videogiochi, famosa per la sua politica che permette ai clienti di rivendere giochi usati presso le loro filiali. La compagnia è in declino da anni: il mercato videoludico si è spostato su piattaforme digitali, rendendo obsoleti negozi che vendono copie fisiche. Perché questa specifica catena è importante? Ne parleremo, ma prima devo spiegarvi un altro paio di cose.

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