Quando il figlio delle stelle è l’angelo del male

“Brightburn” c’impone di interrogarci sugli effetti che le nostre azioni hanno sulla psiche degli altri, usando come dimostrazione visiva la rabbia di un piccolo che è perfettamente in grado di dare seguito a ciò che pensa. Ci porta anche riflettere sul fatto che le azioni di un figlio sono legate al rapporto coi genitori, alle circostanze o alla sua stessa indole. E se lo sono, in che misura?

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L’ora delle nostre vite

L’ora del rancore e della discordia è passata, non abbiamo più tempo per questo. Non abbiamo più tempo per dibattere con negazionisti o oscurantisti, non abbiamo più tempo di spiegare ai più ignoranti che una sedicenne svedese che parla in una lingua straniera davanti all’ONU ha più coraggio di ognuno di noi. Come disse quel ragazzo, che tanto vorrei poter reincontrare, questa è solo l’ora delle nostre vite. L’ora in cui ci è data la possibilità di riprenderci un futuro sempre più lontano.

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YouTube per i più piccoli

Partiamo da un dato di fatto: l’intrattenimento per bambini non è più quello di una volta. A cambiare sono stati soprattutto gli strumenti con cui i giovanissimi possono usufruire di contenuti dedicati a loro. Molti di voi sono probabilmente cresciuti aspettando che arrivasse il sabato sera con Scacciapensieri o forse con i cartoni animati giapponesi riciclati da Italia 1 o magari con quelli più recenti targati Cartoon Network. Ecco. Scordatevi di tutto questo perché oggi, a farla da padrone in questo florido campo dell’intrattenimento permesso ai minori è… YouTube.

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Una tragedia dell’America contemporanea

Dopo aver già (magistralmente) parlato dell’attivismo di Martin Luther King in “Selma – La strada per la libertà” e in “13th” dell’efferata ingiustizia che in più di un’occasione ha contraddistinto il sistema carcerario statunitense, la promettente e decisamente sul pezzo regista Ava DuVernay torna su questi argomenti a lei cari e conclude questa trilogia sua dedicata a controversi temi sociopolitici della realtà a stelle e strisce con la miniserie intitolata “When they see us”.

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Una distopia orwelliana in salsa carioca

Prodotta in Brasile nel 2016 e distribuita con un (appena sufficiente) doppiaggio inglese, “3%” è ambientata in un futuro familiare, ma assolutamente non cliché. La serie realizzata in Brasile e trasmessa in 190 Paesi grazie alla piattaforma Netflix, è riuscita ad appassionare interi eserciti di fan che ancora si domandano come sia stato possibile, con un budget risicatissimo, creare un’avvincente storia che ricalchi le orme di un romanzo distopico.

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Come diventare adulto vendendo droga

Se avete trovato questa serie per caso, cercando qualcos’altro, avete già commesso il primo errore. Sappiatelo. Anche perché il tema e gli ingredienti di questa serie non possono non rimandarci immediatamente a una delle pietre miliari della narrazione seriale televisiva: “Breaking bad”. Stiamo ovviamente parlando della tedesca “How to sell drugs online (fast)”, cioè traducendo il titolo in italiano: come vendere droga online velocemente. Una serie creata da Philipp Käßbohrer e Matthias Murmann e prodotta, sull’arco di sei episodi da un’ora circa, per Netflix.

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