Bright

Bright, del regista David Ayer, usa come incipit un mondo dove l’umanità non si preoccupa del proprio colore della pelle, ma le differenze di classe sono semplicemente dovute alla specie; un mondo moderno dove coesistono elfi, orchi e magia. Nell’interessante creazione di Ayer, il sempreverde Will Smith funge da tramite tra i due mondi, una volta entrato in contatto con il suo nuovo partner di pattuglia, l’orco Jakoby, pesantemente discriminato e assunto solo in base a un programma governativo per la multiculturalità.

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Get out

Il film è diretto e scritto in modo magistrale, una spirale di realtà assurde e angoscianti che prendono forma sempre più rapidamente, travolgendo il protagonista, che si vede costretto ad affrontare la prospettiva di un destino tanto orribile da potervi preferire la morte. Il film cerca anche di porre la lente sulle questioni razziali negli Stati Uniti, suggerendo come le élite bianche e il potere economico possano avere potere assoluto sulle classi meno agiate come appunto le minoranze afroamericane.

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Tau

Pur essendo un’opera cinematografica assolutamente godibile, “Tau” ci porta a interrogarci sul tema dell’intelligenza artificiale, che secondo alcuni è persino destinata a estinguere quella biologica. Nonostante esistano molte e variegate correnti di pensiero sul tema, il film sceglie di non profilarsi, ma invece ci lascia con un avvertimento, un assunto fondamentale su cui costruire il proprio pensiero: l’intelligenza è intelligenza, e se decidiamo di proseguire su questa strada, non sarà possibile nascondersi dietro alla differenza tra carne e metallo.

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Tanto di cappello, Salvini. Davvero

Regioni povere, sottosviluppate. Regioni che tuttavia, nel momento del bisogno, sanno dimostrare di essere signorili, in grado di pensare anche con il cuore. Popoli in grado di dimostrare che le quattro giornate di Napoli, in cui la città fu la prima in Europa a liberarsi da sola dai nazisti, non sono solo una storia da raccontare ai nipoti, ma anche un modo di essere. Un modo di pensare, un orgoglio e un onore di regioni che in questi anni sono stati gli zimbelli dell’Italia studiata, industrializzata e moderna. E queste, purtroppo per Salvini, sono cose che non si possono comprare. Nemmeno con i soldi dei diritti televisivi del Milan. Come diceva Totò: “signori si nasce, e io modestamente, lo nacqui.”

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