Nessuno in terra straniera o straniero in terra di nessuno?

Durante il nostro incedere quotidiano, ci siamo mai messi nei panni di una persona catapultata in terra straniera? Abbiamo mai pensato alle loro angosce, alla sofferenza che si portano appresso, come unico bagaglio? Non parlo di noi che giochiamo a fare i cretini sull’Isola dei Famosi, o dei Peter Pan, eterni bambini che se la spassano sull’Isola che non c’è. Parlo di loro, degli stranieri.

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Salvini zittito: il silenzio degli impotenti

Salvini, che come vuole la migliore tradizione leghista, ce l’ha sempre duro, non demorde mai e, anche quando la contestazione si fa sempre più dura, macina comizi su comizi, rimbalzando da una città all’altra. Lui, il leader indiscusso, il celodurista del momento, tiene alto il motto della Lega e vola da un impegno lavorativo all’altro, con l’agilità di una libellula e con un guardaroba di magliette da far invidia a Lapo Elkann. Perché lui lavora, lavorare stanca e spesso fa anche sudare. Ha sempre pronte anche le felpe, ma quelle no, ora è caldo. Fa quasi tenerezza, il pover’uomo.

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Vita da migrante

Migrazione è una parola che scotta ed è sempre attuale, ma mai come ora si abusa del termine nel definire migrante ogni persona in un perenne vagare verso nuove mete. La dura vita fatta di sacrifici del mondo contadino del XIX secolo nella Svizzera italiana, ha costretto migliaia di persone a cercare alternative lontano da casa. Chi negli Stati Uniti, chi in Australia, chi in America latina.

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Vite in transito

Quattro stracci infilati alla bell’e meglio in una sacca sgangherata o in un grande lenzuolo annodato ai quattro angoli. Giorni di cammino in fila indiana, a volte ne cade uno, a volte un altro non ce la fa. Devono andarsene dal loro Paese, da dove sono nati, cresciuti. Via dai loro riferimenti, dai ricordi, gli unici oggetti preziosi, spesso avvolti dal dolore, che nessuno potrà mai portar loro via.

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Storia di una sopravvissuta all’atomica

Il 6 agosto del 1945, “Little boy” viene sganciato su Hiroshima da un B-29, il bombardiere chiamato Enola Gay, nome scelto in onore della madre del comandante. Tre giorni dopo è il turno di “Fat Man” su Nagasaki. Un anno dopo, la gente moriva ancora per le cause dirette – ustioni e radiazioni – e col passare degli anni molti di loro, moriranno colpiti dal cancro e dalle più disparate patologie dovute alle radiazioni rilasciate dallo scoppio della bomba atomica. Innumerevoli saranno anche i casi di malformazioni alla nascita.

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5G, la vendetta

Riprendendo le domande che aleggiano attorno all’argomento e allargando il discorso del 5G, anche i farmaci possono far male, ma la vendita degli stessi è supportata da informazioni obbligatorie sui rischi, notizie non opzionali, né marginali che per una consapevolezza sull’effetto debbono essere lette. Non si può mettere in commercio un prodotto senza che la popolazione sia informata sui rischi per la salute, a maggior ragione vale se l’esposizione e il consumo passivo non può essere evitato. Non sarebbe forse questo anche il caso del 5G e dell’elettrosmog?

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