Zona rossa o non zona rossa?

Perché a Codogno si intervenne prontamente ed ad Alzano Lombardo e Nembro (dove la situazione era ben peggiore che a Codogno) non si fece nulla? La risposta è semplice e criminale come l’agire di Trump o di un Bolsonaro. La zona bergamasca è tra le più industrializzate d’Italia e perché Confindustria (l’associazione degli imprenditori italiani) si dichiarò fin da subito assolutamente contraria a chiudere le attività economiche, esercitando tutte le pressioni del caso.

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Fontana, eccolo reo… (con)fesso

“Ma se avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto … forse farei lo stesso. Mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso”. Così “L’avvelenata” di Guccini. Forse farei lo stesso anzi, senza forse, farei esattamente tutto nello stesso identico modo. Continuano a ripetere ai piani alti della Regione Lombardia, parlando dell’emergenza Covid. Il presidente Attilio Fontana e il suo assessore alla sanità Giulio Gallera lo ripetono ormai da mesi. Più bravi di loro non ce n’è

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Su una pietra che rotola il muschio non attacca

Ovvero Salvini, Facebook, Tonga e il racconto di Rolling Stone. Interpreti principali: Salvini Matteo. “Politico” italiano, leader della Lega che da qualche tempo ha perso il Nord. Almeno nel nome. Facebook: noto social network. Tonga: Stato sovrano noto anche con l’appellativo di Isole degli Amici, per via del carattere cordiale che gli abitanti mostrarono all’arrivo dei primi esploratori. Sarà per questo che Salvini ha un nutrito stuolo di fan su quelle isolette? E infine Rolling Stone: storico periodico pubblicato sin dal 1967 negli Stati Uniti e in seguito anche in altri Paesi. La rivista, nata dalla scena Hippie di San Francisco, si è sempre occupata di musica e cultura pop, ma ha dedicato, anche se con fasi alterne, un discreto spazio anche agli aspetti politici. La riprova sta nel fatto che la versione italiana (dal 2019 si trova solo online) osserva con attenzione anche le dichiarazioni e i comportamenti del leader della Lega.

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Lunga vita a Guccini

Oggi, domenica 14 giugno, Francesco Guccini, uno dei più importanti e amati cantautori italiani, compie ottant’anni. In oltre cinquanta di carriera, Francesco soprannominato “Il maestrone” ha provato a spiegarci la nostra vita raccontandoci la sua (perché “…Siam tutti uguali e moriamo ogni giorno dei medesimi mali”2), narrando storie, dolori, dubbi, sogni e ideali che ancora oggi, forse a maggior ragione oggi, continuano a risplendere, pensieri espressi in parole capaci di affabulare anche chi, a partire dalla fine degli anni Sessanta, non ha avuto le sue canzoni come compagne di viaggio e di vita.

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Don Ferrante, per tacere di Trump e Bolsonaro

Don Ferrante e sua moglie non presero precauzioni e morirono di peste, i nostri presidenti sicuramente non moriranno di Covid, dovesse mai capitar loro d’infettarsi hanno i migliori medici, i più attrezzati ospedali, le cure più prestigiose al loro servizio. Loro hanno tutte queste opportunità di cura, non così per il resto della popolazione e per quella più povera, che abita nelle favelas o nelle zone emarginate.

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La mia vecchia zia e Whatsapp

Che le persone anziane sofferenti di patologie respiratorie, cardiache o che hanno altre disabilità fisiche e/o mentali fossero tra le più esposte al covid-19 è cosa nota. La loro difficoltà a comprendere e a seguire i consigli igienici sono ulteriori fattori di rischio. Per tutti la maggior possibilità di contrarre il virus sono stati, sono, gli assembramenti, i contatti umani ravvicinati e, a tutto ciò, per gli anziani ospiti delle case di riposo si sommavano le criticità pregresse.

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Camarelli e armamenti

Venerdì 17 aprile è attraccata al porto di Genova una nave della società Saudita Bhari con un importante carico a bordo diretto verso il Medio Oriente. Cosa trasportava secondo voi? Cosa dite? Beni di prima necessità? Mascherine e ausili per il personale sanitario? Respiratori polmonari? No, nulla di tutto questo. Nel ventre della nave “Abha” erano invece ospitate decine di mezzi blindati (come dimostrano le immagini, scattate dai lavoratori portuali, alla stiva della nave ormeggiata al terminal GMT di Ponte Eritrea) che andranno ad alimentare quelle guerre criminali che si combattono in Siria, Yemen, Kashmir e Turchia.

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Appunti da un soggiorno “obbligato”

Riflettere su quanto ci sta mancando il rapporto con l’ambiente e con gli altri, sul fatto che possiamo vivere senza tante cose ma non senza gli affetti e il rapporto con la natura; proviamo ad andare un po’ più a fondo, proviamo ad entrare nelle crepe del sistema – oggi è meno difficile perché più che crepe sono voragini – potrebbe essere questo il lato “positivo” di questa reclusione forzata.

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