Un lecca lecca se fai il vaccino

Tempo fa negli Stati Uniti si discuteva se era il caso d’incentivare – e in che modo – la vaccinazione. Un po’ come per i bonus rottamazione o quelli a disposizione per comprarsi una bici elettrica oppure i pannelli fotovoltaici. Così, in America, alcuni politici s’erano detti: perché non dare mille dollari a ogni cittadino che decide di farsi vaccinare? In pratica si trattava del buon vecchio lecca lecca o della caramellina che il dottore ci dava come premio dopo il “calvario” della punturina o una delle tante vaccinazioni obbligatorie.

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Una gioventù avvelenata dal Covid

Il suicidio uccide più degli incidenti stradali. In Svizzera è la principale causa di mortalità tra chi si affaccia all’età adulta. E i dati, soprattutto se consideriamo ciò che sta accadendo da un anno a questa parte, sono davvero impietosi. Tra gli adolescenti si è purtroppo registrato un pesante aumento dei tentativi di suicidio. A denunciarlo e a lanciare l’allarme a tal proposito è il pronto soccorso del Kinderspital di Zurigo.

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La generazione dei senza

Chi appartiene alla Generazione Z, cresciuto, se non addirittura nato, di fronte ad uno schermo, abile nell’uso della tecnologia e dei social media che hanno inciso – e non poco – nel modo di socializzare, sono stati definiti come “la generazione dei senza”. A esserne convinto è il filosofo Umberto Galimberti. Senza lavoro. Senza casa. Senza famiglia. Senza politica. Una generazione che è il frutto di un mondo votato all’efficienza e alla produttività.

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Nuova Zelanda, 3 giorni dopo un aborto

Mentre in Svizzera a ogni ipotesi di estensione del congedo maternità o paternità, poco cambia, s’infiamma la polemica, con la destra che sputa fuoco e fiamme, in Nuova Zelanda si è da poco approvato all’unanimità un disegno di legge che concede alle donne e ai loro partner tre giorni di congedo parentale retribuito in caso di aborto spontaneo o di morte di un bimbo nato prematuro.

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Quando l’estate durerà sei mesi

Con i primi caldi e l’arrivo della primavera il pensiero corre inevitabilmente in avanti. La voglia di mare e di caldo si fa sentire, sì fa più pressante. Ma se vi dicessi che entro il 2100 l’estate potrebbe durare sei mesi? E l’inverno non più di un paio? Probabilmente qualcuno di fronte a questo scenario non storcerebbe nemmeno poi troppo il naso, immaginando il proprio guardaroba fatto esclusivamente di pantaloncini corti, infradito e camicie hawaiane con l’immancabile Mojito in una mano.

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Dante e quel suo inferno così attuale

Proprio oggi ricorre il Dante Dì, il giorno di Dante Alighieri. Il 25 marzo è infatti la data che gli studiosi del Sommo Poeta hanno individuato come il giorno in cui inizia il suo viaggio nell’aldilà, lei cui tappe ritroviamo nella Divina Commedia, un capolavoro senza tempo della letteratura universale. E quest’anno, in cui cadono i 700 anni dalla sua morte, la ricorrenza assume un significato perfino maggiore. Numerose, malgrado la pandemia, sono infatti le iniziative volute e organizzate un po’ ovunque per celebrare l’opera e il genio del padre della lingua italiana.

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Shopping, se non puoi farne a meno

Anche questo weekend, complici i saldi e il maltempo, il Ticino ha visto negozi e centri commerciali riempirsi di gente che, in barba al Covid e alle sue varianti, ha affollato i ritrovi tipici dello shopping. La vera ragione di questo esodo però non sempre risiedere in un reale bisogno. Più spesso di quanto si pensi, a guidare la smania di fare acquisti, è un bisogno irrefrenabile e irrazionale.

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Magdalena Blocher e il bavaglio alla ragione

Nell’attesa di sapere che cosa sarà di noi a partire dal 22 marzo, nel suo recente intervento al Consiglio nazionale a nome di tutto il gruppo democentrista, Magdalena Martullo Blocher non si è fatta alcun scrupolo nell’attaccare frontalmente il Consiglio federale e la Task Force Covid-19. Ha stigmatizzato il procedere in modo “massiccio e arbitrario” del Consiglio federale che a suo dire, da un anno a questa parte, avrebbe fatto carta straccia della Costituzione restringendo la libertà economica e di movimento della popolazione elvetica, andando ben al di là del necessario, proprio come stata accadendo in questo momento.

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Marchesi e la Swissexit

A me Piero Marchesi piace. Mi garbano assai quei suoi toni pacati. Quella sua maniera discreta di raccontarci come stanno davvero le cose. Il mondo secondo Piero non è un luogo poi così malvagio. Anzi. La cosa che più me lo fa stare simpatico è quell’aria da eterno Calimero. Quel suo tono da: “È un’ingiustizia però!” che, se ci pensate, è identico a quello di un altro esponente della politica nostrana. Somiglia parecchio al modo di fare di Matteo Pronzini che, pure lui, ha bandito il sorriso dal suo programma. Uno agli antipodi rispetto agli ideali e al credo dell’attuale presidente dell’UDC ticinese. Eppure.

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