I vignettisti di destra non fanno ridere

Le produzioni di Ghisberto e Marione sono rappresentazioni di parte (e ci mancherebbe) ma totalmente prive di humor. Sono l’equivalente dei manifesti fascisti dove il cattivo ebreo o il militare sovietico venivano dipinti con la gobba, il naso adunco e le mani feroci pronte a ghermire. Non esiste una battuta reale, o se c’è è talmente scarsa da lasciare perplessi anche i bambini delle elementari.

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Napoli, l’esasperazione dell’italianità

In un mondo rionale, dove i malandrini a volte sono ancora persone d’onore, eredi dei guappi settecenteschi e dove nessuno avrebbe voluto vedere finire quella rapina con un morto, esiste ancora la pietà. Esiste quello che noi abbiamo perso, e che quei rioni colorati e sofferenti ma struggenti e feroci mantengono ancora: la vita, la passione, l’onore e la disgrazia. Il miracolo di Napoli è poi questo. Napoli vive di vita propria, e lo fa senza remore e rimpianti.

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Rubata la memoria

Di ieri è un fatto increscioso, dove 20 pietre “d’inciampo”, ovvero lastre di bronzo commemorative mischiate ai dadi di porfido sono sparite.
Le pietre d’inciampo erano posate a Roma, in Rione dei Monti, quello che era il ghetto ebraico, a ricordare le persone e le famiglie deportate negli anni del fascismo.
Qualcuno, nottetempo, ha divelto le pietre del selciato e trafugato le lastre di bronzo coi nomi.

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L’uomo nero non esiste

Spesso le paure dei bambini sono semplicemente lo specchio di quello degli adulti. La razionalità si affievolisce come una candela consumata, lasciando spazio alle ombre. E forse oggi, più che il “rassicurante” vecchio babau, altre figure si fanno largo. Figure figlie del pregiudizio e delle paranoie degli adulti. I bambini hanno immaginazione, e questo è bene, ma non è difficile varare una narrazione collettiva di autosuggestione, dove il pregiudizio e la paura dei pedofili, sommata a quelle di altre figure, fanno la parte del leone.

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