Franco Denti e la farsa UDC

Franco Denti è proprio quella rappresentazione della politica che non solo mette a disagio, ma che crea disaffezione in tutta una categoria. Dal PPD, ai verdi, ora approda all’UDC. Un modo di fare vergognoso, senza tanti giri di parole. Ricorda i protagonisti dello scorso ventennio politico italiano che venivano messi all’asta come mucche al miglior offerente. Antonio Razzi ne è un fulgido esempio, una macchietta comica che però si è mantenuto per anni con lo stipendio di parlamentare, ammettendo addirittura apertamente che il suo fine più che far politica era fare soldi.

Al congresso del suo partito Lara Filippini, unica parlamentare democentrista donna (solo questa tornata i verdi ne hanno candidate 50 e il PS 46) Si è permessa di chiedersi, in un riferimento plateale a Tuto Rossi, se l’UDC stia diventando il refugium peccatorum del cantone. Denti allegramente, si è definito da sempre uomo di destra, amicone di Chiesa e fautore delle politiche UDC. Inutile dire che se gli avesse offerto un posto il partito LGBT, avrebbe spergiurato di essere gay fin dalla tenera infanzia.

Denti può permettersi allegramente questo agire perché ha una dote che porta quasi ogni medico, anche uno sgarruppato come Werner Nussbaumer che di casacche ne ha cambiate una decina. Perché un medico si relaziona con un bel mucchio di persone e se non è un assassino, le cura e salva loro la vita. Se poi ha un minimo di savoir faire ed è un “piacione”, come direbbero a Roma, il gioco è fatto.

La figura del medico è perciò, a prescindere dalle capacità politiche, una figura avvantaggiata che può comunque rappresentare una lobby come Cassis (leggi qui), e che si porta dietro una scia di gratitudine traducibile in voti. Basti vedere Il plebiscito di cardiopatici che osannano Moccetti o di malati oncologici che guardano a Cavalli come una divinità.

È sbagliato? No, ovvio, ognuno raccoglie ciò che semina e ci sono medici che hanno salde idee politiche che portano avanti con passione e dedizione. Non è il caso di Denti, che ci rammenta solo quanto possa essere minimale l’animo umano e quanto poco contino i concetti e le idee di fronte al proprio tornaconto.

Denti sarà votato ancora una volta, dopo avere militato in un partito di matrice cristiana e in uno ambientalista e sociale, lo sarà tra le fila di gente che ha come leader un miliardario arrogante in perfetto stile Donald Trump. Ah, com’è Commovente! Cosa non fa la passione per la politica!

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Il terrorista svizzero in regalo a Salvini?

Adesso la Lega tira in ballo Alvaro Lojacono Baragiola, ex terrorista delle Brigate Rosse, che ha scontato 17 anni in Svizzera. “La Svizzera consegni Baragiola all’Italia!” tuonano i legaioli. Questo fatto ha esattamente la stessa valenza di quando si parlava dei frontalieri che insultano gli svizzeri. “Togliamogli il permesso di lavoro!” berciavano Lorenzo Quadri e Massimiliano Robbiani. Questi fatti sono simili, perché?

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Quel libretto cucito su un bimbo affogato

Aveva la pagella cucita nel vestito quel ragazzino. Il suo unico tesoro, il suo viatico per un’altra vita. C’erano delle belle note su quel libretto, andava bene a scuola questo ragazzino, e probabilmente credeva che arrivando in Europa quei numerini accanto alle materie di studio gli avrebbero aperto qualche porta in più. Guardate quel bambino affogato negli occhi bianchi, leggete il suo libretto, leggete la sua speranza che si è infradiciata negli abiti frusti. Leggete quello che il mare si è mangiato tra l’acqua e il sale.

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