Marcare la differenza vs poltrone

Un memorabile disastro del bon ton? In realtà io non so che cosa avrei fatto se fossi stata al posto di Ursula von der Leyen. So che, sapendomi donna in un contesto pensato da e per uomini, altro non avrei potuto fare, se non adattarmi a ruoli e spazi pensati al maschile. Ergo accomodarmi sul divano. Ursula, stammi a sentire, lascia perdere le poltrone mancate e libera la mente dalla soggezione ad un contesto che sin qui, con buona probabilità, hai ritenuto essere neutro e che invece neutro non è.

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Otto marzo 2021, tra passato, presente e futuro.

Una scadenza, quella dell’8 marzo, che invita a tornare a ragionare sul femminismo. Su quello decollato in tempi migliori di questi e che ha portato le donne fin qui. Tempi che sono cambiati, ovviamente. Tanto quanto basta perché si possa parlare di un cambio di civiltà. I principali fattori del cambiamento sono noti: la rivoluzione del digitale da un lato, che ha modificato il nostro modo di relazionarci – ciò che rendeva reale il reale non esiste più – e il trionfo del capitalismo finanziario globale dall’altro.

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