Carne, no grazie

Gli effetti devastanti degli allevamenti intensivi sul clima e sull’ambiente è noto ormai da tempo. Così come sappiamo bene che una parte importante delle emissioni di gas serra nell’atmosfera sono prodotte proprio da questo tipo di attività. Ecco perché, fra le misure che dobbiamo fare nostre per ridurre significativamente l’impatto dell’uomo sul Pianeta, c’è innanzitutto la drastica riduzione del nostro consumo di carne. E così, fra le misure annunciate per andare in questa direzione, c’è pure quella adottata da una città olandese di duecentomila abitanti, Haarlem, che, dal 2024, eliminerà la possibilità di pubblicizzare e promuovere prodotti a base di carne, diventando la prima città al mondo a vietarne le pubblicità proprio come oggi facciamo con il tabacco.

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La grandine grossa e assassina

È la morte che piove dal cielo. Immaginate soltanto la ferita che lascia negli occhi, la grandine che colpisce violentemente il vostro orto oppure la vostra auto. Ma la grandine può essere grande come ciliegie o peggio come mele. Ce ne sarà sempre di più. Si formerà e distruggerà come un tempo non faceva. Oggi, per esempio, uccide. In Spagna una bambina è stata uccisa dalla grandine. La piccola, trasportata immediatamente in ospedale, è deceduta a causa delle ferite riportate alla testa.

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Un milione di rubli alla “Madre eroina”

Le cifre dei morti nella guerra scatenata dalla Russia in Ucraina sono impietose. Secondo le stime fatte dagli Stati Uniti, a partire dal 27 gennaio scorso, sarebbero tra i 70’000 e gli 80’000 i soldati russi morti o feriti nel corso del conflitto. Ovviamente sono cifre da prendere con le molle, considerando la fonte. Eppure, per una Russia che ha visto crollare il proprio tasso di natalità e che vede nello spopolamento del Paese la sua più grande minaccia, anche se fossero molti di meno, sarebbero comunque tutti morti di troppi. Ecco spiegato forse il motivo che ha spinto Putin a rispolverare una vecchia usanza sovietica premiando con un milione di rubli quelle donne che hanno partorito e accudito almeno dieci figli.

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Voglio l’erba voglio

Sì, si può. Facciamo l’America di nuovo grande. Ogni campagna elettorale che si rispetti è infarcita di promesse. Perlopiù si tratta di promesse assurde e irrealizzabili che però fanno la loro porca figura e tornano a ripresentarsi come un vecchio coniglio che, per l’ennesima volta, riappare sbucando da un cappello a cilindro ormai logoro. È accaduto, in Italia, con il celeberrimo ponte sullo Stretto di Messina. A parole costruito almeno cento volte. A questo giro c’ha pensato Matteo Salvini: “Il ponte sullo Stretto di Messina? Io lo voglio.” Ma prima di lui Giuseppe Conte, Matteo Renzi, ma soprattutto Berlusconi e Rutelli che lo avevano entrambi come punto del loro programma elettorale del 2001. La morale è che a spararle grosse ci vuole davvero poco. E non costa nulla dato che gli elettori ormai ci hanno fatto il callo.

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Agli UFO io ci credo

L’8 luglio del 1947, un disco volante precipita nei paraggi di Roswell, una cittadina del New Mexico famosa per la sua base aerea. A bordo ci sono dei passeggeri alieni che vengono subito recuperati dall’aviazione degli Stati Uniti, dopodiché scompaiono nell’Area 51. È senza dubbio questa la prima storia di un avvistamento alieno. La leggenda da cui tutto parte. E a un certo punto, eravamo già negli anni Novanta, inizia a circolare perfino il video di un’autopsia condotta all’epoca sul cadavere di uno di quegli omini verde. Si tratta di un falso, anche piuttosto grossolano. Eppure a volerci crederci, ieri come oggi, sono in molti. Perché?

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Ghali, una barca per i profughi

“Mi sono comprato una barca”. Lo ha scritto sul suo profilo Ghali Amdouni, in arte semplicemente Ghali. Pur muovendosi nell’ambito del genere trap, è senza dubbio una delle voci più singolari del panorama musicale italiano contemporaneo. Canta con intelligenza e ironia di temi sensibili quali il razzismo, la droga e il degrado delle periferie. E lo fa in italiano con accento milanese, in francese con accento magrebino o in tunisino con accento italiano. Ma Ghali, che è nato e cresciuto nella periferia di Milano, non è soltanto musica. Di recente, il suo impegno per i migranti, lo ha portato a comprare una barca e a donarla all’ONG Mediterranea per salvare i profughi in mare.

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Burioni, una parabola social

Blastare. È un altro dei tanti, troppi anglicismi che si sono insinuati nel nostro idioma, facendo dell’italiano una lingua ancor più meticcia, bastarda. Che non per forza è un male, intendiamoci. Ma che, di sicuro, è il segno dei tempi, di un’epoca in cui a spopolare, a diffondersi nel lessico familiare, sono parole come loggare, trollare, spammare e linkare. O blastare. Che nel gergo giovanile e nella lingua di chi sta sui social significa – lo certifica perfino la pagina web della Treccani – distruggere, far saltare in aria. Significa anche attaccare e zittire l’interlocutore dall’alto di una presunta superiorità intellettuale e morale. Cosa che sui social accade di continuo. Ed è ciò che molto spesso ha fatto il professor Burioni.

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Salute mentale, tra i giovani è emergenza

Ansia e depressione sono ormai abituali compagne di vita dei nostri ragazzi, ma, attenzione, il Covid-19 ha solo accelerato una tendenza già in atto. Con la pandemia sono stati soprattutto loro ad averne sofferto di più. Anche se ancora non disponiamo di dati precisi, nel 2021, in Svizzera, il numero dei tentati suicidi tra gli adolescenti, è aumentato drasticamente. Dopo quella accidentale, il suicidio, è la seconda causa di morte tra i giovani d’età compresa fra i 10 e i 19 anni. Ma il problema non tocca solo la Svizzera. Per esempio, negli Stati Uniti, i ragazzi che decidono di togliersi la vita tra i 10 e i 24 anni, rimasti stabili per decenni, sono aumentati del 60% fra il 2007 e il 2018. Un’emergenza, come mai prima d’ora s’era vista.

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Aborto, la guerra santa continua

La vita di ognuno di noi non comincia nel momento del suo concepimento. L’embrione è da considerarsi vita umana solo quando inizia a formarsi il sistema nervoso, che gli permette di provare, tra le altre cose, il dolore. Ciò avviene intorno al terzo mese di gravidanza. Così, nei primi mesi, non ci troviamo davvero di fronte a piccolo essere umano. Lo è in potenza, ma non lo è di fatto. A dircelo è la scienza. Ecco perché la guerra santa contro l’aborto, combattuta in nome della vita umana, è innanzitutto sbagliata.

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Un pianeta senz’acqua

Vista dallo spazio o dalla Luna, la Terra ci appare come un puntino azzurro nell’Universo. Il nostro pianeta è il pianeta azzurro per antonomasia. Una sorta di oasi nello spazio. La ragione è dovuta al fatto che sette decimi della sua superficie sono coperti da oceani. Da acqua. Eppure entro meno di trent’anni, il 75% dei Paesi del pianeta, dovrà fare i conti con la carenza d’acqua dolce causata da una sempre più frequente siccità. Un paradosso che rischia di compromettere la sopravvivenza di tutta la vita presente sulla Terra.

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