No Pass, scontri a Berna

In Svizzera le proteste contro il Covid Pass continuano a infiammare le piazze e in particolare Piazza Federale dove la polizia, la scorsa notte, per disperdere la folla e placare le tensioni si è vista costretta a usare i cannoni ad acqua e perfino proiettili di gomma. Lo ha fatto per disperdere alcune migliaia di partecipanti a un corteo non autorizzato che, sulla falsa riga di quanto accaduto a Washington a inizio gennaio, hanno avuto la brillante idea di prendere d’assalto Palazzo federale con lancio di petardi e altri oggetti. Una protesta che, da settimane, si sta ripetendo identica nelle principali città svizzere.

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Blocher e la paura di una dittatura

Un po’ Berlusconi, un po’ Salvini, con una spruzzatina di Trump e due gocce di Orban. Ecco cosa penso sinceramente di lui, dell’ex Consigliere federale democentrista Christoph Blocher, del miglior rappresentante di sempre della destra estrema in Svizzera. Soprattutto quando lo sento ripetere le stesse identiche cose dette dai suoi compagni di merende. Come se la destra sovranista avesse lo stesso identico suggeritore pronto a imbeccare la squadra. In una recente intervista il grande vecchio ha perfino sventolato lo spettro della dittatura, giudicando “pericoloso” il comportamento delle autorità elvetich

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Un algoritmo ci ucciderà tutti?

Le macchine, prima o poi, porteranno la razza umana all’estinzione. A prefigurare questo fantascientifico scenario alla Terminator, non è però la trama del blockbuster hollywoodiano di turno, ma l’astrofisico Stephen Hawking che, qualche tempo prima di morire, in un’intervista alla BBC, spiegò come l’evoluzione della tecnologia fosse molto più veloce di quella della vita biologica. “I primi esperimenti di intelligenza artificiale stanno dando risultati brillanti: presto le macchine potrebbero sviluppare un’autocoscienza e sopraffare l’uomo” disse in quell’occasione Hawking.

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Quei bei funghetti targati RSI

In fondo la decisione del duo Timbal-Pelli, del nuovo corso RSI, di puntare sui funghi, e di farlo addirittura in prima serata, è una scommessa che arriva da lontano. Come dimenticare Saverio il funghetto poco serio, una delle colonne portanti, insieme a Lupo Lupone, di “Cappuccetto a pois”, un’altra serie storica della Radiotelevisione svizzera del bel tempo che fu. E allora vai di funghi con “Non te lo dirò mai”, questo il nome della nuova trasmissione, in cinque puntate, condotta da Alice Pedrazzini. Cinque luoghi segreti. Cinque ritratti di altrettanti personaggi.

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Mobilità dolce… amara, se non amarissima

Monopattini elettrici, biciclette, segway e skateboard. Giusto per citare solo qualcuno dei sempre più frequenti ostacoli che si frappongono tra il pedone il suo percorso. Ma attenzione perché le norme che disciplinano il traffico stradale sono ormai ben più complesse delle regole degli scacchi. Per accorgersene ci vuol poco. Basta farsi un giro per una qualsiasi delle nostre città.

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Prove tecniche di dittatura

Quali saranno a livello globale le conseguenze sul medio e lungo periodo della disfatta militare degli Stati Uniti in Afghanistan? Per gli analisti politici, la scoppola rifilata dai talebani all’esercito dello Zio Sam, che si era illuso di poter tener a bada il fondamentalismo islamico, è una scoppola rifilata all’intero Occidente e ai suoi valori o presunti tali. E l’onda d’urto di ciò che è avvenuto a Kabul, avrà effetti che toccheremo presto con mani anche al di fuori dell’Afghanistan. Il timore per la sorte delle donne afghane è identico a quello che tutti noi dovremmo avere di fronte al vento antidemocratico che già soffiava potente su buona parte del Pianeta.

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Talebani, terre rare ed eroina

Almeno all’apparenza l’Afghanistan sembra essere una landa di terra brulla e desolata, quasi desertica, abbandonata dalla grazia degli uomini e del Signore. O forse sarebbe più corretto dire di Allah. E invece basta giusto scavare un po’, quel tanto che basta per andare oltre la facciata per capire che dietro alle apparenze c’è ben altro. Dietro al ritorno al potere dei talebani ci sono interessi economici che levati. Non solo le coltivazioni di fiori di papavero da cui si ricavano l’oppio e l’eroina smerciata poi in mezzo mondo. A fare gola a Cina e Russia, i primi ad aprire un dialogo con i talebani, ci sono anche le terre rare.

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Philip Morris, stop sigarette?

Di recente Jacek Olczak, l’amministratore delegato della multinazionale americana del tabacco che ha il suo quartier generale operativo a Losanna, ha spiazzato tutti affermando che il tabacco dovrebbe essere trattato come le auto a benzina, che saranno vietate dal 2030. Dunque basta sigarette? Ma è mai possibile che un’azienda da 80 miliardi di dollari di fatturato e più di settantamila dipendenti, con un utile netto di 8 miliardi l’anno, abbia deciso di fare harakiri?

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Fango e giornalismo

Si chiama Susanna Ohlen, la giornalista che In Germania, poco prima di una diretta televisiva dalle zone alluvionate, ha pensato bene di sporcarsi i vestiti e la faccia di fango. La bionda trentanovenne si trovava a Bad Münstereifel, nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Peccato che qualcuno l’abbia immortalata proprio mentre si “truccava”, inzaccherandosi ad arte per risultare più vera. Più autentica. Un gesto che l’è costato caro.

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Semplicemente Amy

Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Brian Jones, Robert Johnson. Fanno tutti parte di un club piuttosto esclusivo. Si tratta del Club dei 27. In pratica sono tutte leggende della musica rock morte nel fiore della loro giovinezza. Avevano soltanto 27 anni quando sono morte tragicamente. L’ultima stella cadente entrata esattamente dieci anni fa a far parte di questo firmamento è stata Amy Winehouse. Amy fu trovata morta nel suo letto, nella sua casa di Londra, al numero 30 di Camden Square. Era il 23 luglio del 2011.

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