Quando la parola d’ordine è omertà

Omertà. Da qualche tempo a questa parte, pare essere questa la parola più gettonata dai candidati di Lega e UDC. Anche perché le campagne elettorali, si combattono a suon di proclami e di parole. Le parole sono importanti, ripeteva Nanni Moretti in “Palombella Rossa”. Non vanno usate a vanvera. Eppure, sarà che sono gratis, fatto sta che se ne fa uso e abuso, senza necessariamente dar loro il giusto peso e valore. Talvolta correndo il rischio di svuotarle del loro significato.

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Lo sconcerto di un intellettuale ticinese

In un’intervista, pubblicata ieri, dal titolo “Il panorama politico è sconcertante”, Renato Martinoni, per trent’anni professore di letteratura italiana all’Università di San Gallo, si è espresso senza troppi giri di parole su quale sia il suo giudizio riguardo al Ticino di oggi e alla sua classe dirigente. Una durissima e amara analisi nella quale non mancano le critiche a partiti, social media e al quel degrado civile certo non un fenomeno esclusivo del nostro Cantone.

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Borse di studio, l’ennesima beffa

La decisione presa dalla commissione scolastica di rinviare ancora una volta il dibattito sulle borse di studio è un pessimo segnale. L’ennesima beffa. Non le mandano certo a dire quelli del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). C’è delusione e rabbia tra le fila di chi finora si è battuto con le unghie e con i denti per assicurare la possibilità, soprattutto a chi non ha sufficienti mezzi finanziari per studiare, di farlo grazie a una congrua borsa di studio.

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Quando non si scherza con le armi da fuoco

Che un bambino di quinta elementare arrivi a scuola con una pistola vera, non una giocattolo, è notizia di qualche giorno fa. Del resto, quando si è ancora piccoli, prima o poi può capitare di ficcarsi in un qualche guaio, pure grosso, solo perché non si è ancora del tutto capaci di maneggiare la realtà. Figuriamoci poi quando di mezzo c’è un’arma e quella che si sta sottovalutando è la sua reale pericolosità. Ma se sei un adulto? Come diavolo mi giustifichi il fatto che, a tifare per la tua squadra, ci vai con un fucile d’assalto?

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I social, fabbrica di depressi e di malati

“I social stanno ai rapporti interpersonali reali come i pop corn stanno alla sana alimentazione: ci si aspetta di provare gioia tra amici e ciò che in verità si ottiene è solo aria fritta”. A riferire, ormai da anni, della pericolosità di una società iperdigitalizzata, è lo psichiatra tedesco Manfred Spitzer. Nel suo ultimo saggio “Connessi e isolati” (che segue i precedenti “Demenza digitale” e “Solitudine digitale”) ci mette in guardia ancora una volta proprio sui rischi, gli effetti e le contraddizioni che nascondono i social.

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Bill Gates: più tasse per me

Non è giusto, avrei assolutamente dovuto pagarne di più. A dirlo è Bill Gates che non è nuovo a questo tipo di uscite. Lui, che vanta un patrimonio personale pari a circa 83 miliardi di euro, sembra sapere il fatto suo. Sa cosa è giusto e cosa no. Ecco perché la sua ricchezza, così come pure quella accumulata dagli altri super-ricchi sparsi per il Pianeta e con lui ai primi posti della classifica stilata annualmente da Forbes, è secondo Bill, una roba folle e insensata. Un’offesa al buonsens

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Grazie Matteo, te che sei un Pelli…

Un grazie però, al Pelli Matteo, va detto. Grazie mille. Perché io sabato sera c’ero. Ero lì a guardare. Mentre tu per dieci-ore-dieci come un aborigeno australiano cantavi il tuo piccolo pezzettino di terra. Che è anche un po’ la mia. Allibito di fronte a questa tua impietosa polaroid di un fazzoletto di mondo andato irrimediabilmente a male, tanto che il tanfo aleggia su tutti noi.

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Ganz genau Bruno

Era il più grande attore di lingua tedesca in circolazione. Lo era davvero. Lo era diventato sul campo. In trincea. Tra cinema e teatro. Tra la Svizzera e il resto del mondo. Ma è morto nella notte tra venerdì e sabato a Zurigo. Aveva 77 anni. Si chiamava Damiel. Era stato l’amico americano ma anche il nonno di Heidi. Quello burbero, ma con un cuore tenero come il burro. E nel mondo dei sogni, di quelli fatti di celluloide, lo rimarrà per sempre. Un po’ nonno, un po’ angelo, un po’ demone. Uno svizzero capace di lasciare il segno, ma con discrezione. Senza strepiti, senza scalciare.

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Sanremo: al rogo Virginia Raffaele

Tremate, tremate le streghe son tornate! Perché le ancelle del demonio s’annidano dove meno te lo aspetti. Anche sul palco che porta il nome di un santo. In questo caso quello della canzonetta all’italiana per antonomasia. Esatto. Proprio quello di Sanremo. Ad aver tuonato contro la conduttrice dell’ultima edizione del festival è stato nientemeno che un prete esorcista.

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Una frittella per il Duce

I manganelli, quelli fanno ormai parte del passato. Ora tocca alle frittelle. Oggi sono loro lo strumento punitivo scelto da Luca de Marchi, militante di Fratelli d’Italia e consigliere comunale a Mantova, che ha deciso di distribuire a gratis frittelle e biglietti per gli autoscontri di un luna park della zona. Solo ai bambini italiani, però. Perché “prima gli Italiani” vale soprattutto per loro

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