Treni e lotta di classe

Di terza classe s’è tornato a parlare grazie a un’indiscrezione della “NZZ am Sonntag”, a proposito di un curioso studio commissionato dall’Ufficio federale dei trasporti. Per adeguarsi allo spirito dei tempi si sta seriamente valutando l’introduzione sui treni di una terza classe. Per la verità si tratterebbe di una reintroduzione, visto che la terza classe un tempo c’era anche sui treni proprio come sul Titanic.

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Il clima visto dalla destra

Mentre a livello globale la questione ambientale prende sempre più piede tra le preoccupazioni e i timori della gente e malgrado la scienza sia concorde nell’esistenza di un’evidente impronta umana nel cambiamento climatico, c’è ancora chi fa spallucce. O peggio. Nega l’evidenza per un mero tornaconto economico, proprio come nel caso di certa destra fiancheggiatrice delle lobby energetiche che, sulla produzione di anidride carbonica, hanno costruito i loro imperi.

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Cara Migros, ti scrivo…

Moana, ha fatto tutto da sola. Letterina, disegni ma soprattutto l’idea. Quale? Scrivere a Migros chiedendo di “alleggerire” l’imballaggio dei suoi cracker preferiti. “Perché avvolgere le confezioni che sono già nella plastica in altra plastica?”, questo si è chiesta la bimba. Sì, perché Moana ha appena nove anni. E l’unico merito di mamma Christina è stato quello di condividere su Facebook il proposito della figlia.

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Quella masseria a chi la do?

Bello poter scrivere non solo di demolizioni e nuovi cubi di cemento che spuntano come funghi avvelenati un po’ ovunque. Li vedi sorgere in nome del sacro investimento immobiliare. Perché finché c’è cemento c’è profitto. Fortuna che non sia sempre così. Bello leggere che, qualche giorno fa, a Lugano è stato presentato un progetto per il recupero della Masseria di Cornaredo e del suo torchio che occupano una parte delle terre sul quale sorgeva il celeberrimo Castello di Trevano

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Quando la paura faceva Novanta

Chi aveva vent’anni negli anni dell’esplosione della musica grunge sa perfettamente di cosa stiamo parlando. Conosce bene il panico morale di quella generazione, definita Generation X mica a caso. Definita da un’incognita. Una generazione malinconica e maledetta. Con uno sconforto e un malessere tatuati nell’animo. Restituito e condiviso attraverso un urlo che quello di Munch in confronto è nulla. Un grido collettivo. Di voci dolenti e graffianti. Con l’urgenza di buttare fuori l’orrore. E un ago troppo spesso conficcato nel braccio. Perché gli anni Novanta hanno anche visto il ritorno sulla scena – prepotente – dell’eroina.

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Quando la parola d’ordine è omertà

Omertà. Da qualche tempo a questa parte, pare essere questa la parola più gettonata dai candidati di Lega e UDC. Anche perché le campagne elettorali, si combattono a suon di proclami e di parole. Le parole sono importanti, ripeteva Nanni Moretti in “Palombella Rossa”. Non vanno usate a vanvera. Eppure, sarà che sono gratis, fatto sta che se ne fa uso e abuso, senza necessariamente dar loro il giusto peso e valore. Talvolta correndo il rischio di svuotarle del loro significato.

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Lo sconcerto di un intellettuale ticinese

In un’intervista, pubblicata ieri, dal titolo “Il panorama politico è sconcertante”, Renato Martinoni, per trent’anni professore di letteratura italiana all’Università di San Gallo, si è espresso senza troppi giri di parole su quale sia il suo giudizio riguardo al Ticino di oggi e alla sua classe dirigente. Una durissima e amara analisi nella quale non mancano le critiche a partiti, social media e al quel degrado civile certo non un fenomeno esclusivo del nostro Cantone.

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Borse di studio, l’ennesima beffa

La decisione presa dalla commissione scolastica di rinviare ancora una volta il dibattito sulle borse di studio è un pessimo segnale. L’ennesima beffa. Non le mandano certo a dire quelli del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). C’è delusione e rabbia tra le fila di chi finora si è battuto con le unghie e con i denti per assicurare la possibilità, soprattutto a chi non ha sufficienti mezzi finanziari per studiare, di farlo grazie a una congrua borsa di studio.

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