Dove c’è guerra, c’è la Svizzera

Negli ultimi nove mesi, forse anche per merito della posizione rigorosamente a novanta tenuta dall’amministrazione federale e dal nostro governo in materia di armi, c’è stato un vero e proprio boom nelle vendite di quelle di fabbricazione svizzera. Certo, viste le premesse, avremmo forse tutti preferito che la lieta novella riguardasse l’incremento di nuove nascite ma, coi tempi che corrono, bisogna sapersi accontentare.

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A Bellinzona c’è puzza di… plastica

Da gennaio, nella Capitale, non verrà più effettuata la raccolta differenziata della plastica. Entrerà in vigore un nuovo regolamento sui rifiuti che abolirà la possibilità di consegnare all’ecocentro tutto ciò che è fatto di materiale plastico. Come si giustifica l’atteggiamento decisamente poco virtuoso dal punto di vista ecologico della Municipalità della Turrita? Perché abolire questo tipo di raccolta differenziata?

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L’uomo e l’arte della distruzione

Era appena stato battuto all’asta da Sotheby’s a Londra per la cifra record di 1,4 milioni di sterline quando un quadro di Banksy s’è autodistrutto. Il disegno raffigurante una bambina a cui, per colpa del vento, sfugge di mano un palloncino a forma di cuore è stato fatto, per metà, a sottili striscioline da un tritacarte che il più celebre street artist in circolazione, anni addietro, aveva nascosto nella cornice della sua opera.

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Quando Robin Hood è il direttore di una banca

Nella vicina penisola, non è solo il reddito di cittadinanza promosso dall’improponibile carrozzone Lega – Cinquestelle a voler dare ossigeno e un concreto aiuto economico ai poveri. Prima di loro c’aveva già pensato il direttore di una banca in provincia di Udine che, confrontato quotidianamente con l’inaccettabile divario fra chi è ricco sfondato e chi no, si è lanciato in una di quelle imprese tanto nobili quanto illegali.

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Stop dell’ONU all’espulsione, ma sul Caffè…

La domanda delle cento pistole che ci piacerebbe tanto fare alla redazione del Caffè è: come si fa a confondere una mamma etiope con una dell’Azerbaijan se c’è un video che ritrae la donna? Ma soprattutto qual è il problema, cari colleghi del Caffè? Forse il fatto che un comitato di cittadini sia in grado di mobilitare l’opinione pubblica più di quanto non riesca a fare un giornale che naviga a vista, in ansia da scoop e con la coda di paglia al punto da ribattere senz’arte né parte?

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