Dalla notte più buia di Berlino, e d’Europa, arriva la voce di Sandor Marai

Siamo nel 1924 ed in Germania sta accadendo quello che tutti sappiamo. L’uovo del serpente, il nascente nazismo, è sempre più riconoscibile. Siamo nel 1924 ed il grande Sandor Marai, lo scrittore ungherese che la casa editrice Adelphi (chapeau per sempre, e non solo per questo motivo!) ha fatto scoprire al mondo sul finire degli Anni Novanta, ha al suo attivo solo un paio di raccolte di poesie. E rompe il ghiaccio con un raccontino di un centinaio scarso di paginette: «Il macellaio».

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Manuel Vilas e il “libro dell’anno”

Ci son libri che non smetteresti mai di leggere. Pagine che prima di girare chiedono un’altra occhiata perché … chi sa?, una rilettura permetterebbe magari di scoprire altri, nuovi tesori. Stiamo scrivendo di «In tutto c’è stata bellezza», dello spagnolo Manuel Vilas. Un libro resoconto esistenziale di rara profondità, che conquista il lettore fin dalle sue prime righe

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