Dalla notte più buia di Berlino, e d’Europa, arriva la voce di Sandor Marai

Siamo nel 1924 ed in Germania sta accadendo quello che tutti sappiamo. L’uovo del serpente, il nascente nazismo, è sempre più riconoscibile. Siamo nel 1924 ed il grande Sandor Marai, lo scrittore ungherese che la casa editrice Adelphi (chapeau per sempre, e non solo per questo motivo!) ha fatto scoprire al mondo sul finire degli Anni Novanta, ha al suo attivo solo un paio di raccolte di poesie. E rompe il ghiaccio con un raccontino di un centinaio scarso di paginette: «Il macellaio».

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