Quando il raccontare con intelligenza fa ridere e … pensare: Gaetano Savatteri.

Leggero e mai banale, divertente ma serio nello stesso tempo, irriverente e appassionato. Leggerlo è come stare a sentire un commensale brillante e sagace, uno che ti spiazza con battute e descrizioni ma che poi, subito dopo, ti fa riflettere. In pratica riporta ad una sicilianità che conosciamo spesso nell’oralità e più raramente nella lingua scritta. Per raggiungere questi livelli Savatteri usa l’escamotage del giallo, vale a dire l’inchiesta su di un delitto.

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Si inizia con la maleducazione e si arriva al fascismo…

Il motivo di questa pubblicazione di Michela Murgia è presto detto: si tratta di alzare la guardia su certi modi di fare, dire, e magari anche pensare che negli ultimi anni, complice il mutato quadro ideologico mondiale e la pericolosa invadenza dei social, sembra stia dilagando. A poco a poco, magari con piccole battute (o presunte tali) oppure con atteggiamenti non pensati … il virus del fascismo è ancora qui.

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Cercare il proprio io nel … fratello

È questa la prima grande forza del romanzo di Pennac: dimostrare come la letteratura, quella di Melville ma anche e soprattutto la sua, sia un qualcosa di reale, di fisico. Che aiuta, anche nei momenti più duri. La seconda è l’atto di amore che sottende tutta la pubblicazione: un gesto tenero e profondo. Per un libro che emoziona e … fa male. Come è giusto che sia. Grande Pennac!

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