Le ombre? vanno affrontate. Perché ci sono.

La bravura di Grossi nella scrittura è evidente. Sarà per la scelta chirurgica delle parole, sarà per il peso che riesce a conferire al «non detto», fatto sta che il lettore non riesce ad abbandonare una pagina che è una, sono solo 140 (!) e alla fine non prova solo il sollievo di essere uscito da un incubo ma anche la gratitudine per aver vissuto un’esperienza più unica che rara

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