Regeni, 4 anni di mistero

Il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di Piazza Tahrir al Cairo, il giovane dottorando italiano Giulio Regeni scompariva in quella città dove stava svolgendo una ricerca presso l’Università americana. Il suo corpo, nudo e recante atroci segni di tortura, veniva ritrovato il 3 febbraio in un fosso lungo la strada che collega Il Cairo ad Alessandria. Sono passati quattro anni, ma le circostanze di questa morte atroce non sono mai state chiarite e le autorità egiziane continuano a tacere.

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Le Chiese evangeliche e Bolsonaro

Quest’anno Jair Bolsonaro non è presente al World Economic Forum di Davos dove è giunto ieri mattina il suo grande amico Donald Trump. Pochi giorni dopo aver licenziato il suo ministro della cultura Roberto Alvim, colpevole di avere parafrasato un discorso del nazista Joseph Goebbels in un suo incauto discorso, il presidente brasiliano ha altre priorità. Soprattutto quella di consolidare la sua posizione di leader dell’immenso paese latinoamericano. E lo aiutano sempre più le potenti Chiese evangeliche che in quell’appoggio incondizionato trovano un tornaconto milionario.

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Carlo Sortino, il re del trash

Tanti in Ticino lo conoscono da decenni per le sue serate cantanti e per i suoi fotoromanzi e lo ricordano quando giravano per le strade del cantone al volante della sua auto con la scritta ben visibile “Carlo il fotoromanzo”. Da una quindicina d’anni l’istrionico ed ormai settantenne musicista italiano Carlo Sortino si è fatto conoscere per i suoi film amatoriali. Ne gira uno all’anno, a costo zero o quasi. Li chiamano film “trash” e lui ci spiega perché

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Uccisa a Friburgo, fu davvero il cane

La 45enne ritrovata senza vita martedì scorso in un parco di addestramento per cani ad Auboranges nel canton Friburgo è stata davvero uccisa da proprio cane, un pastore belga malinese. Lo ha confermato venerdì, dopo i risultati dell’autopsia della vittima, il procuratore generale aggiunto Raphaël Bourquin che conduce l’indagine. La notizia aveva suscitato scalpore tra gli ambientalisti che si erano scatenati sui social.

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Campione d’Italia, triste svolta

L’enclave sul lago Ceresio, quel luogo un po’diverso che sapeva d’Italia, caro ai nottambuli ticinesi che ci venivano a mangiare un boccone anche alle due di notte, iniziò a spegnersi sin dal 27 luglio 2018 con la chiusura, per fallimento, del Casinò municipale. Pian piano chiusero i battenti i primi esercizi pubblici, le scuole, i negozi poiché l’economia ruotava attorno alla casa da gioco. Dal 1 gennaio con l’inserimento dell’enclave nello spazio UE, Campione d’Italia è ormai fisicamente separata dal Ticino da una dogana fisica. Triste svolta. Non ci voleva.

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Da Berlino a Bosco Gurin passando da Arosa

Erano anni che non “salivo” a Bosco Gurin, quel paesino che è in sé un unicum non soltanto in Ticino, ma in tutta la Svizzera. Dico “Salivo” poiché per andarci bisogna davvero salire, 16 km tutti in tornanti stretti a partire da Cevio. Fino a Cerentino, due chilometri più giù non vi è traccia di neve ed è proprio dopo l’ultima curva e il pannello che ti augura il benvenuto nell’incredibile villaggio dei Valser che la neve te la trovi in quantità, due metri almeno. A Bosco, domenica scorsa, ho incontrato un abitante insolito.

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La mia vicina speciale Elsy

Si chiama Elsa, ma nel nucleo di Sala Capriasca dove vive ormai da decenni tutti la conoscono come Elsy poiché il suo nome di battesimo non le è mai piaciuto. Ha appena compiuto 88 anni e se non fosse per le gambe che non la reggono più sarebbe ancora in ottima forma. Intellettualmente è lucidissima e fino a poco fa guidava anche l’auto. Vedova e senza figli vive sola nella sua grande casa attorniata dai ricordi, ormai un po’ sbiaditi, di un’esistenza appassionante. Segno particolare: è la nipote di Charles-Ferdinand Ramuz, il maggior scrittore svizzero di lingua francese

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ATS, 40 anni di anonimato in Ticino

L’ATS si è ufficialmente insediata a Lugano-Besso, con una sua propria redazione bilingue, ossia francofona e germanofona, nell’ormai lontano 1980. Prima di allora la giornalista ticinese Iva Cantoreggi (1913-2005) ne era stata la collaboratrice freelance dal 1954 al 1979 anno in cui andò in pensione. Malgrado i decenni trascorsi sul territorio sono ancora ben pochi i ticinesi che conoscono il significato dell’acronimo ATS.

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