Sala Capriasca: questa statua di Alfonsina non s’ha da fare!

Il nucleo storico di Sala, iscritto nell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri d’importanza nazionale (ISOS), è in cantiere da alcuni mesi per il rifacimento della pavimentazione della via principale che lo attraversa passando dalla Piazza Alfonsina Storni. È lì, in una bella casa d’angolo a due piani attorniata da un ampio giardino, che la grande poetessa, un mito in Argentina, nacque nel 1892. L’abbellimento del nucleo prevede l’istallazione di una statua in bronzo di Alfonsina. Una statua che non piace agli abitanti del nucleo che hanno appena lanciato una petizione per impedirne la posa

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Campione alle urne: “Far rinascere il paese”

Dopo oltre due anni di commissariamento, Campione d’Italia sta per avere una sua amministrazione. Sono due le liste candidate per le elezioni municipali di domenica e lunedì, elezioni che dovrebbero anche dare il via alla rinascita dell’enclave duramente colpita dalla chiusura del Casinò nel luglio del 2018.
Ne abbiamo parlato con Paolo Bortoluzzi, candidato per il Consiglio comunale della lista civica “Campione Rinasce”. Ex dipendente della casa di gioco, sindacalista, Paolo Bortoluzzi è stato anche uno dei pilastri del presidio che, durante mesi, ha sostato davanti al Casinò per chiederne la riapertura.

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Ucciso a Como il prete degli ultimi

Questa mattina poco dopo le 7, in Piazza San Rocco a Como, è stato trovato il corpo senza vita di Don Roberto Malgesini, un sacerdote 51enne originario della Valtellina, ucciso a coltellate. Il prete era molto conosciuto per il suo impegno a favore degli emarginati, dei senza tetto, dei rifugiati. Ed è stato proprio uno di loro, un 53enne tunisino che si è costituito ai carabinieri, ad averlo ucciso a coltellate.

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Fiamme nell’inferno dei profughi

“il Ticino faccia come la città di Berna”. Lo chiede giovedì il gruppo MPS-POP-Indipendenti al Gran Consiglio in un’interpellanza al Consiglio di Stato ticinese, a due giorni dal rogo che ha raso al suolo il campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo in Grecia. La voce della sinistra ticinese si aggiunge a quella, sdegnata, del Collettivo “Evakuerien jetzt” (Evacuare ora) che da mesi chiede invano alla Confederazione di accogliere in Svizzera minorenni non accompagnati e che oggi ha organizzato manifestazioni di protesta spontanee dalle 14 in poi a Berna, Zurigo e Lucerna.

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Il petrolio mina l’ecosistema ugandese

Il gruppo petrolifero francese Total sta mandando avanti, indisturbato, il suo progetto di più grande oleodotto riscaldato al mondo sulle rive del lago Albert in Uganda. Denominato Tilenga, il progetto prevede di scavare più di 400 pozzi petroliferi e di costruire un oleodotto di 1455 km fino attraverso la Tanzania. Le ONG denunciano i rischi elevati per l’ecosistema e le popolazioni indigene.

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Suicida sotto un treno a Glarona

Quando, pochi giorni fa, ho letto la straziante notizia del giovane richiedente l’asilo curdo-iraniano Masoud Ghadiri, morto suicida buttandosi sotto un treno alla stazione di Ziegelbrücke (GL) mi è venuto da piangere. Poi mi è salita una grande rabbia. Questo ragazzo – come posso chiamarlo altrimenti io mamma di due adulti – era in Svizzera da due anni e mezzo, e alla notizia che la sua domanda d’asilo era stata respinta dalla Sezione della Migrazione (SEM) ha preferito la morte al ritorno in patria.

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Completamento Alptransit: le FFS dimenticano il Mendrisiotto!

I vertici delle Ferrovie federali Svizzere(FFS) sono irremovibili e lo hanno ribadito ieri a Bellinzona durante una conferenza stampa alla quale ha partecipato il nuovo CEO Vincent Ducrot: I treni Intercity a lunga percorrenza che copriranno la tratta Zurigo-Milano non si fermeranno nel sud del Ticino, né a Mendrisio ma neppure a Chiasso. Questa decisione ha suscitato parecchio sgomento nel Mendrisiotto.

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Michelle: le cose possono peggiorare

È tempo di discorsi elettorali negli Stati Uniti a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. L’altroieri durante la Convention del Partito democratico che si è tenuta a Milwaukee nello Stato del Wisconsin, l’ex first lady Michelle Obama non l’ha mandata a dire. In un discorso di 18 minuti e 27 secondi, come riporta la stampa locale, la moglie di Barack Obama ha lanciato un duro monito ai suoi compagni di partito: “Se voi pensate che le cose non possono peggiorare”, ha detto, “credetemi, possono”!

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