Ho visto il virus

Ho visto immagini in tv di pipistrelli morti, rinsecchiti, gli occhi come di vetro, ghigni sinistri, appoggiati sul bancone di un mercato cinese.
Ho visto le stesse immagini il giorno dopo.
Ho visto città cinesi vuote, spettrali.
Ho visto uno che rideva perché un altro portava la mascherina sul bus a Lugano.
Ho visto un anziano aggirarsi con aria di sfida al supermercato senza comperare nulla.
Ho visto un’anziana cercare di aprire il sacchetto per la verdura con i guanti di plastica, un’eternità.

Ho visto supermercati vietati agli anziani.
Ho visto uno che diceva agli anziani di andare in letargo.

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A Moira

Che bel nome per un festival: castelli in aria. Onirico. C’è tanta gente. Respiri, sali sul palco per fare il tuo lavoro. Che cos’hai provato poi, subito dopo, io non lo so. Provo ad immaginare. Una parola: culo. Un’altra: tettine. Cerchi di dirti che forse non hai sentito bene. Invece no. Ha detto così. Un istante di confusione, di stordimento. Una fitta, forse, leggera, quelle che ti fanno perdere un attimo l’equilibrio davanti ad un’offesa. Senti l’imbarazzo della sala. Pesante. Poi un sorriso e la battuta pronta, che ci abbiamo messo una vita ad imparare a rispondere col tono giusto a questi qui. Perchè se ti incazzi sei un’isterica, sei eccessiva, e magari hai anche le tue cose. Se fai finta di nulla però, quelli vanno avanti, ci provano pure, e tutto sembra normale.

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Rock’n’roll per sempre

Che mostro sono io, Enrico, che mi servo di te? E tu? Perchè lo fai? Tu che sorridi e che concludi ogni tuo post con queste 3 parole: “Rock’n Roll”. “Rock’n Roll”. E sono proprio queste parole che mi restano dentro, che scandiscono le mie giornate. Me le regali, ma io non ne sono degna. Non me le merito, perchè in fondo ti sto rubando qualcosa. Perchè io, sana, sono lì a cercare la morte che ti sta sfidando. E allora, scusami, Enrico. Scusami. E Rock’n Roll per sempre.

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Storia di un vibratore

È un vibratore grigio, con una parte dorata, non vi dico quale. Si chiama “Osé”. La notizia è che questo vibratore aveva ricevuto un prestigioso riconoscimento: il premio per l’innovazione tecnologica e il design della Consumer Technology Association, assegnato durante la fiera internazionale dell’elettronica di Las Vegas. Qualcuno però si è reso conto che dare un premio a un vibratore forse non andava bene e allora il premio il vibratore non l’ha ricevuto più. Apriti cielo.

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Bestie

Prima di partire lancio uno sguardo furtivo verso il maiale Egon e la sua amica umana. Lei lo sta spazzolando con cura, ora. Gli parla. Vicina vicina. Sull’autobus, tornando a casa, leggo notizie di migranti, di mare, di gente senza terra ferma. Di uomini, donne, bambini, trattati come animali. Come bestie. Umanità. Folle umanità.

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