Dopo Svizzera e Usa anche il Canada risarcisce i suoi criminali minorenni

La cancellazione di un’altra cultura, la riduzione in schiavitù, anche sessuale, è una caratteristica della nostra società occidentale e cristiana, che emerge sempre più dalla pancia profonda della storia e pone seri interrogativi sulla bontà della nostra cultura: il 14 dicembre la Corte Suprema canadese ha respinto il ricorso governativo firmato da Justin Trudeau contro la decisione di imporre allo Stato il pagamento di. 40 miliardi di dollari canadesi (ca. 27 miliardi di euro) a più di 50000 bambini nativi canadesi internati nei riformatori cattolici e protestanti. Quelli privati della loro personalità dal 1876 al 1996 sono molti di più.

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Lugano: Polo sportivo (e degli appartamenti)

Visto dall’esterno, un Polo come quello presentato dalla Città di Lugano è in primo luogo una prima mondiale in materia di contraddizione in termini. Perché un polo, in tutte le definizioni, da quelle “terre à terre”, a quelle più scientifiche, rappresenta un accentramento, un punto di concentrazione estremo in ogni senso: nord, sud, caldo, freddo, negativo, positivo: a Lugano invece il Polo, definito “Sportivo e degli Eventi” come prima operazione sposta parte del comparto sportivo (giovani, FC Rapid) al Maglio, per un costo di una quarantina di milioni.

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Ma che diavol(esse) queste donne svizzere!

Contro le due favoritissime, le francesi Loana Lecomte e Pauline Ferrand-Prévot, in partenza le possibilità di vincere l’oro o l’argento erano pochissime, figuriamoci quelle di occupare l’intero podio! Dubito che gli scommettitori inglesi che offrono magari uno a 10000 le possibilità che un rampollo della famiglia reale vinca il salto triplo alle Olimpiadi del 2036, o che il micio riesca a catturare uno sparviero, abbiano anche solo messo in lista, magari a uno su un milione, l’ipotesi dell’intero podio occupato dalle rossocrociate.

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De Coubertin – il cattolico devoto ai numi dell’Olimpo

“O sport, piacere degli Dei/ essenza di vita apparso all’improvviso/ dove si affanna il travaglio/ Ingrato della moderna esistenza/ radioso messaggio delle età sepolte/ dell’era in cui l’umanità sorrideva!” Quale ateo, quale neo-pagano nostalgico degli Dei dell’Olimpo ha scritto questi versi premiati con la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 – che secondo la tradizione greca comprendevano anche concorsi di letteratura, pittura e architettura?

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Dalle stalle alle stelle: grandissima Svizzera

Chi vuol esser lieto lo sia, anzi chi vuole fare il matto (senza far danno agli altri come “i raver” fascistoidi del “no vax – no mask”) lo può tranquillamente fare: ciò che abbiamo vissuto ieri, lo si vive una volta ogni mezzo secolo, o giù di lì. La banda di sbandati con la Fifa addosso vista contro l’Italia, la combriccola di anatroccoli spennati e rospi cornuti trasformata in principi azzurri dal passo leggero al braccio delle più belle, i piedi rettangolari a forma di mazza, “las piernas quadras” come diceva Maradona, trasformati in “piernas redondas” in piedi sferici capaci di accarezzare la palla. Una metamorfosi straordinaria sotto tutti i punti di vista: tecnica, collettiva, caratteriale.

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Super League: l’ora dello sciacallo (a tre zampe)

Che il ricco tenda con tutti i mezzi ad accumulare ricchezze rubando ai poveri lo ha spiegato bene il Barba di Treviri, noto sino a poco fa come Karl Marx (e prima di lui gli evangelisti) ma che lo faccia in modo così spudorato, così scoperto, è cosa nuova: noi, i 12 club più ricchi d’Europa, ne cerchiamo ancora 3, altri 5 li scegliamo a invito e ci spartiremo la torta televisiva e dello spettabile pubblico togliendola ai club minori: i campionati nazionali senza di noi non li vorrà più nessuno, la Champions League nemmeno. Tutta la massa monetaria generata dagli spettatori e dalla TV sarà nostra.

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Schwazer/Pantani: non toccate i mostri sacri!

Per le masse un semi-dio dello sport è al di sopra della legge: si sono identificate nelle sue imprese e non accettano che l’idolo sia strappato dal piedistallo, magari dopo essere stato imbrattato a tiri di uova marce e pomodori. A molti, ai mass-media, ai venditori di materiale tecnico, agli sponsors, cavalcare l’onda dello sdegno nazionale, torna comodo. La teoria del complotto ha vita facile.

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Mondiali: se la Rsi prende un granchio

L’inconfessabile fascino dei Mondiali consiste nel fatto che chi gareggia si gioca tutto in un giorno, anzi in un attimo che lui non ha scelto; e in quel momento deve comunque andare oltre il 100%, non ha nessun margine di sicurezza: pertanto il paradosso è che le medaglie non vanno necessariamente al miglior sciatore, ma a chi ha la maggior forza mentale: fra tutti gli slalom che ho visto in 40 anni quello di ieri a Cortina è stato il più crudele: grandi slalomisti (Noël, Schwarz, Jakobsen, i nostri Meillard e Aerni) lanciatissimi hanno inforcato sul più bello, anche l’italiano Gross, che era solo un outsider ma che era nettamente in vantaggio.

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