I corpi di Dalilah e delle sue sorelle

Ma come stanno bene nella loro pelle le donne dell’atletica leggera, viste a Doha. Sprizzano gioia da tutti i pori, celebrano i loro splendidi corpi correndo, saltando in alto e in lungo, lanciando il giavellotto e il disco con lo stesso gesto immortalato millenni or sono dal greco Mirone, che mai si sarebbe sognato di rappresentare una donna in quella posa. Il corpo che, forse, muterà l’Islam.

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Gimondi, il campione di un intero Paese

Gimondi è il campione di un intero Paese, più di Coppi e Bartali: un Paese formalmente diviso fra i campi di Don Camillo e Peppone, ma in realtà unito da un impegno sentito da tutti, la rinascita delle macerie di ogni tipo generate dalla guerra e dalla guerra civile fra partigiani e repubblichini. E sotterraneo, ma non troppo, scorre un fiume formato da due affluenti che lo fanno grande, perché DC e PCI a livello popolare hanno un’etica non molto diversa, ma, al di là delle discussioni che può suscitare il discorso sulle due anime, hanno un’etica certa, un’etica esiste.

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King Roger e l’usurpatore Djokovic

Salire in modo fraudolento sul trono del Re in un Paese in cui nell’inno nazionale si chiede a Dio di salvare la Monarchia? Crimine orrendo. Ma non nello sport, perché lo sport è l’unica rappresentazione della commedia umana in cui il migliore si impone, al di là delle suo origini, della sua fede e delle sue risorse finanziarie: allora perché considerare, come hanno fatto i 15000 di Wimbledon, il numero uno al mondo Novak Djokovic un usurpatore, un guastafeste?

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Il nero che sconfiggerà Casapound

Un fantasma in carne e ossa s’aggira per l’Europa. È l’uomo nero. Utilizzato come capro espiatorio dei nostri mali e, assieme a molti altri, come nutrimento al rigurgito nazifascista. Ma proprio quest’uomo, sovente impiegato assieme agli altri lavoratori-schiavi in condizioni di stipendio e di alloggio miserabili, ha un alter-ego in tutti i sensi, un suo insospettabile “doppio” che fa strame dei pregiudizi razziali e ne fa emergere le contraddizioni. È il celebrato e ricchissimo campione dello sport, l’asso del basket e del football americano e, dalle nostre e altre parti, citando (per i diversamente giovani) Pelé e Garrincha, il calciatore.

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iPhone e web “socialisti”? Fine della cuccagna

Ma l’iPhone è mio, come dice quell’ “io” che ha sostituito il “noi”
di recente memoria? Pagato il prezzo del mezzo, ho diritto a tutti i contenuti? Ma certo- ci hanno detto i padri del we – tutte le immagini, le parole e la musica liberamente accessibili a tutti: la cuccagna! Ma com’è che ci fanno regali del genere nell’epoca in cui il capitalismo trionfante s’appresta a privatizzare l’aria e a venderla in sacchetti di “cellophan” a 5 cents al cm cubo?

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