L’esorcista, Don Sandro, il Diavolo e Marx

Un esorcista che a “Storie” dice di non aver trovato il Demonio nelle persone da esorcizzare, ma che al 99% le persone che vanno da lui sono in preda a “gravi sofferenze personali” e nemmeno nell’1% rimanente individua il Diavolo ma piuttosto “comportamenti umanamente incomprensibili”? Don Sandro Vitalini a “Storie”, sulla RSI,vede piuttosto il Diavolo nei mali del mondo:guerre, fame, povertà.

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Il sogno di Walaschek (e quello di Petkovic)

La sensazionale impresa della Svizzera che ha battuto per 5 a 2 il Belgio, primo classificato nel “ranking” della Fifa ( tiene conto dei risultati negli ultimi 5 anni) è la più grande impresa nella storia del calcio rossocrociato? Per quanto simili confronti siano opinabili, no. Non eguaglia il 4 a 2 inflitto alla grande Germania al Parc des Princes di Parigi il 9 giugno 1938 nella ripetizione prima partita finita 1-1, rete di Trello Abegglen.

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Fratelli d’Italia, Paoletta s’è desta

Ne uccide (metaforicamente) più la penne del cannone? In questo caso più una ragazza che”schiaccia” la palla salendo ad altezze impressionanti, di molti antifascisti che si prodigano per evitare il ritorno di certe leggi e certa mentalità. Al punto da costringere Salvini a una clamorosa marcia indietro, incurante, come solito, della logica e della coerenza: “grandi ragazze, l’Italia è con voi!!!”.

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Quel pasticciaccio brutto di Via dei Rossocrociati

Behrami ai Mondiali é stato fra i migliori. Meritava di chiudere il suo ciclo rossocrociato agli Europei, fra due anni. La Federazione, e lo stesso Petkovic, con l’ennesima capriola, dicono che l’esclusione di certi giocatori (casualmente fra i più intelligenti) é dovuto a un logico cambio generazionale, ma soprattutto non é definitiva.
A quando il coraggio di parlare in faccia alla gente con un minimo di rispetto e riconoscenza per quanto hanno dato?

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Shaqiri, Xhaka e l’aquila acefala

Come capita nel gioco del calcio, in cui l’allenatore deve convincere i giocatori ad essere virtuosi, ossia ad essere altruisti, a pensare al bene comune, non per amore della virtù, ma per avere successo. Le dediche, entro certi limiti e a patto che non si ripetano, le possiamo anche perdonare. Il capitano Lichtsteiner  a un certo punto s’ è accodato ai neo-aquilotti, mimando anche lui il gesto in questione. Forse è stato il più astuto. Ma si, le emozioni… nulla di grave.. Amici come prima, e rossocrociati che più non si può.

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