Marchesi, sul clima non si tratta

Caro Piero Marchesi, chiedere ai giovani di andare loro a pulire i boschi e le strade dimostra di non aver compreso qual è il senso di queste manifestazioni e le loro richieste. Perché è vero che ognuno di noi nel suo piccolo deve fare qualcosa per l’ambiente: ma è ancora più vero che questi ragazzi in piazza stanno chiedendo proprio a voi, politici e governanti, di fare qualcosa a livello strutturale

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Dicci qualcosa, Tracy!

Undici anni sono passati dalla pubblicazione dell’ultimo disco, l’intimista Our Bright Future, e in tempi come questi, di urla, di muri, di nuove discriminazioni e guerre contro i poveri, manca quella voce profonda ma al tempo stesso pacata, lo sguardo lucido sulle contraddizioni dell’America trumpista e del mondo invaso dalle Destre populiste. La voce di Tracy Chapman è tristemente assente, oggi, nei giorni in cui Trump costruisce muri e nel mondo il razzismo e l’omofobia dilagano come una nuova peste morale.

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Massimo Volume, parole che squadrano l’animo informe

È difficile parlare dei Massimo Volume senza un massiccio dispiegamento di citazioni, perché nella loro opera le parole sono davvero tutto, racchiudono il senso dell’esperienza musicale della band bolognese, di cui “Lungo i Bordi” è l’apice compositivo. Un disco da ascoltare più volte, per rendersi conto dell’abisso in cui, salvo rare eccezioni, è precipitata la scrittura musicale italiana, e per ritrovare rari squarci di poesia.

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Timoria, la via italiana (smarrita) al rock

In “Viaggio Senza Vento” c’è tutto quello che ci si aspetta da un disco rock: suoni granitici, vagamente ispirati al nascente grunge in stile Soundgarden, come iniziale “Senza Vento”, ballad con massicci muri di chitarra alla maniera dei maestri anglosassoni (la splendida “Sangue Impazzito”), e sperimentazioni dal suono orientale, in “Verso Oriente”, impreziosita da un sitar indiano e dalla partecipare di Eugenio Finardi. E

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