Il fascino (letale) della divisa

George Floyd è morto soffocato. E non per il coronavirus, ma per il ginocchio di un poliziotto inchiodato al suo collo, nonostante urlasse di non riuscire a respirare. Il video l’abbiamo visto tutti, non serve riproporlo. George è l’ennesima vittima della divisa, e del macabro potere che esercita su molti individui a cui fornisce una sorta di aura di impunità nello scaricare la propria violenza repressa su una persona immobilizzata a terra.

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Di Falcone ieri, pagliacci e quaqquaraquà oggi

C’è qualcosa di doloroso, oggi, nel pensare a uomini di Stato, di diritto e giustizia come Falcone: la sensazione orrenda che siano davvero di essi non sia rimasto nulla, se non qualche foto con citazioni a caso da esibire sui social un giorno l’anno, per poi correre a chiamare il potentello di turno per un posto da usciere al Comune a danno magari di chi aveva più diritto.

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L’amore unisce, il virus separa, lo Stato ignora

Sono tantissime le coppie che la chiusura delle frontiere ha diviso nel mondo, tante anche fra Ticino e Italia, fidanzati e fidanzate, senza distinzioni di genere o orientamento sessuale. Persone che, oggi, sono appese a una speranza di una data, a notizie che si rincorrono. Concubini, li chiama la legge, con un termine che evoca immagini di lussuria, peccato, lascivia. Persone, li chiamo io, amanti, se vogliamo, nel senso autentico di persone che amano, ma che per gli Stati, dalla Germania all’Italia, alla Spagna, alla Svizzera all’Olanda, non sono nessuno, perché non c’è una firma, non c’è un pezzo di carta. Perché allo Stato, alla burocrazia, l’amore non basta. Non produce, non è da accudire e tutelare. Alcune testimonianze raccolte sui social.

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Feltri fa schifo, ma è peggio chi lo legittima

Il problema non è tanto Feltri, ma, prima di tutto, che un personaggio del genere, le cui posizioni sono arcinote, riesca ad avere spazio su una rete nazionale senza alcun contraddittorio. Decenni di decadenza e degrado culturale e soprattutto politico hanno ormai reso molte persone quasi assuefatte alla violenza verbale, rendendola un elemento quasi normale del dibattito politico quotidiano.

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Il virus e il tempo del progettare

Una frase che mi è stata detta mi ha colpito oggi: “Questo che stiamo vivendo è il tempo del progettare”. Sembra una di quelle frasi fatte che ormai leggiamo ovunque in questi giorni: non saremo più gli stessi, distanti ora per star vicini domani, e via dicendo. Ma forse, nella sua semplicità, e in quel termine, progettare, dice molto di più: perché progettare non è fantasticare, e non ha neanche la rigidità del pianificare.

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Il coronavirus blocca le blacklist delle casse malati

È di pochi giorni fa la notizia che il Consiglio di Stato ha decretato la revoca della sospensione dalla copertura assicurativa per i cittadini inseriti nelle famigerate “liste nere” dei debitori delle casse malati fino al termine dello stato di necessità dovuto all’emergenza coronavirus. In Ticino, dunque, uno degli 8 Cantoni a stilare le suddette liste, anche ai morosi verranno fornite le cure necessarie che saranno pagate dalle casse malati.

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