Siate maledetti

Sono stato in un altro Inferno, che nemmeno il Padre mio sembra voler vedere, dove persino il Diavolo rifiuta di regnare. Ho cercato il Padre, con mille nomi in cento lingue l’ho chiamato, ho urlato il suo nome dall’abisso dell’Umanità. Non ha risposto, o forse la mia voce era coperta dal pianto della sua Creazione violentata dai suoi Figli pervertiti. Siano maledetti.

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Canto di dolore del Mediterraneo

Io appartengo a me stesso, e ai popoli che su di me si affacciano. Io non ho confini, quelli ve li siete inventati voi, spartendovi le mie vesti come la tunica di Cristo in croce, quel Cristo che innalzate davanti a voi come uno scudo per la vostra misera, disumana figura, che se potesse scendere da quella croce camminerebbe, anzi, correrebbe sulle mie acque per distruggere i vostri squallidi banchetti nel mercato della propaganda.

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Carola, soccorritrice e non criminale

Lo diciamo da sempre, l’abbiamo scritto più volte: soccorrere persone in pericolo non è un crimine ma un atto necessario e umano. E la vicenda della Sea Watch e della capitana Carola Rackete, così come delineata dai giudici, lo dimostra: Carola è libera, perché la sua decisione di entrare nel porto di Lampedusa nonostante il divieto era motivata dalla necessità dell’ “adempimento a un dovere”, quello appunto di soccorrere e salvare vite umane

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Asilanti in protesta e haters scatenati

Da due giorni, circa 30 persone ospitate nel bunker per i richiedenti asilo di Camorino sono entrate in sciopero della fame per protestare contro le precarie condizioni della struttura della protezione civile, gestita dal DSS e dalla Croce Rossa Svizzera. Ovviamente, neanche a dirlo, alimentando la psicosi collettiva dell’”asilante con lo smartphone sempre in giro a far nulla” e risvegliando l’ormai consueto, prevedibile odio sui social

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