Il giorno in cui morì il grunge. Per ben due volte.

Due anime diverse del grunge, Kurt e Layne, due modi diversi di reagire al malessere esistenziale della generazione dei primi anni Novanta: nichilismo autodistruttivo da una parte, resa e abbandono a un tragico destino dall’altra. Se Cobain uccideva il grunge nel 1994, Layne Staley 8 anni dopo ne bruciava il corpo ormai consunto, una tragica coincidenza di date, a segnare la fine del movimento partito da Seattle per cambiare il modo di intendere la musica da allora in avanti.

Read more

Il disco della domenica: Mellon Collie and the Infinite Sadness

Di pochi album si può dire che segnano realmente una cesura nel percorso storico-musicale di un epoca, riassumendo e superando quasi in modo dialettico tutto quello che è stato prima e preparando quello che sarà dopo. Uno di questi è senza ombra di dubbio “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, il doppio album degli Smashing Pumpkins del 1995, capolavoro della mente contorta e arrogante di Billy Corgan

Read more

Marchesi, sul clima non si tratta

Caro Piero Marchesi, chiedere ai giovani di andare loro a pulire i boschi e le strade dimostra di non aver compreso qual è il senso di queste manifestazioni e le loro richieste. Perché è vero che ognuno di noi nel suo piccolo deve fare qualcosa per l’ambiente: ma è ancora più vero che questi ragazzi in piazza stanno chiedendo proprio a voi, politici e governanti, di fare qualcosa a livello strutturale

Read more

Dicci qualcosa, Tracy!

Undici anni sono passati dalla pubblicazione dell’ultimo disco, l’intimista Our Bright Future, e in tempi come questi, di urla, di muri, di nuove discriminazioni e guerre contro i poveri, manca quella voce profonda ma al tempo stesso pacata, lo sguardo lucido sulle contraddizioni dell’America trumpista e del mondo invaso dalle Destre populiste. La voce di Tracy Chapman è tristemente assente, oggi, nei giorni in cui Trump costruisce muri e nel mondo il razzismo e l’omofobia dilagano come una nuova peste morale.

Read more