Anni Lanz, colpevole di umanità

Anni Lanz è stata condannata, all’età di 72 anni, per aver avuto pietà, per essersi rifiutata di lasciare crepare di freddo un altro essere umano in un Paese ostile. Rea confessa di umanità. Perchè la legge dice che doveva lasciarlo là, che doveva pensarci qualcun altro, quel qualcuno che da giorni non fa altro che prendere a calci e buttare in strada centinaia di disperati. Ma Anni ha seguito il suo cuore e la sua coscienza, e per questo, oggi, paga il prezzo dell’umanità.Ma Anni ha seguito il suo cuore e la sua coscienza, e per questo, oggi, paga il prezzo dell’umanità.

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Locarno: un centro storico a misura d’uomo

Un centro storico di origine medievale valorizzato come merita, liberato dall’aggressione del traffico parassitario e restituito a luogo di incontro sicuro e vivibile per i suoi abitanti, rilanciandone l’attrattività a livello turistico e commerciale. È quanto chiedono la sezione di Locarno e i Verdi del Locarnese per la Città Vecchia della città sul Verbano in una pubblicazione uscita alcuni giorni fa e a cui è stata associata una petizione, dal titolo affascinante: centro storico a misura d’uomo

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Addio Stan Lee, papà dei nostri eroi

Stan Lee ci lascia in eredità questo mondo fantastico, un universo in cui, appunto, i supereroi camminano accanto agli uomini, fanno l’altalena con le ragnatele fra i grattacieli di Manatthan, volano nei cieli di New York o scendono dall’Asgard per amore. Un mondo in cui ognuno di noi può sognare, un giorno, di sviluppare il suo superpotere, scoprire all’improvviso di essere un X-Man e provare a salvare il mondo: magari nei fine settimana, perchè nel frattempo si lavora..

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“Sarò l’incubo di Trump”: Ilhan, dai campi profughi al Congresso.

Donna, musulmana, con l’hijab e rifugiata somala, Ilhan Omar è protagonista di una delle storie più belle delle ultime elezioni di midterm USA. “Sarò l’incubo di Donald Trump”, sono state le sue prime parole dopo l’elezione. E i suoi propositi sono chiari: superare il razzismo trumpiano, far trionfare l’inclusività e la speranza.

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Desirée, fra sciacalli, doppie morali e degrado assassino

Anche la morte orrenda di una ragazzina torna sempre comoda alla propaganda razzista, alla fanghiglia dei forcaioli, alla plebe infoiata dagli autoproclamati tribuni del popolo.Le vittime sono tutte uguali, che se ne parli o meno, che tornino comode alla propaganda di regime o che possano, invece, finire nel dimenticatoio. E il vero assassino di Desirée ha un altro nome. Si chiama degrado, abbandono, marginalità.

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