Un Cantone sempre a rimorchio

Secondo i dati Ilo, il tasso di disoccupazione in Ticino è dell’8,1%, mentre a livello nazionale siamo al 4,6%. In Lombardia era a fine dicembre al 5.1%. I dati Svizzeri potrebbero sorprendere perché ogni mese ci propongono ben altre cifre: circa 2% a livello nazionale e 2,5% in Ticino. Dove sta la discrepanza? Semplice. I dati “ufficiali” pubblicati dalla Seco considerano solo gli iscritti agli uffici di disoccupazione e aventi diritti alla rendita, mentre i dati Ilo valutano (tramite campione) tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro. Come si vede le due statistiche hanno dimensioni ben diverse. In realtà sarebbe opportuno abbandonare i dati ingannevoli della Seco e passare a una metodologia in linea con i dati Ilo o dell’Ufficio europeo di statistica, perché i primi non fanno altro che mostrare solo una parte minima della realtà.

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Di occupazione, sottooccupazione e illusioni

Salvo errore mi sembra che nemmeno un politico di spicco abbia commentato i dati emersi dall’indagine (Rifos) sulla (dis)occupazione parziale. A livello nazionale 356mila persone dichiarano che vorrebbero lavorare di più, cioè incrementare la loro percentuale di occupazione. In Ticino questa situazione riguarda tre lavoratori su 10 o, detto altrimenti, 17mila lavoratori (il 30% in più rispetto al 2010).

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