Dragi Radovan, benvenuto in prigione!

È stato un discreto psichiatra, un poeta mediocre, un politico corrotto e un abile truffatore. Questo è Radovan Karadžić, condannato alcuni giorni fa all’ergastolo per i più gravi massacri ed eccidi avvenuti durante la guerra in Ex Jugoslavia. Questo è Karadžić, e se deve passare alla Storia, come vorrebbero i suoi sostenitori nazionalisti e negazionisti, lo deve fare con il giusto nome: criminale di guerra.

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Genitori stranieri e figli svizzeri: storie di ordinaria incertezza e ingiustizia

Negli anni si sono rincorse diverse storie di genitori stranieri separarti dai propri figli: racconti di madri nubili a cui, dopo aver dato alla luce un bambino di nazionalità svizzera, non viene rinnovato il permesso di dimora, oppure storie di padri espulsi perché senza lavoro oppure in assistenza. Oggi veniamo a conoscenza di un’altra testimonianza, quella di un madre che per visitare il suo bambino in Svizzera deve pagare una garanzia di 30’000 franchi.

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Pravda za Davida: in piazza Krajina è vietato morire

La gente, la mia gente, è stufa di mangiarsi la cenere dell’odio e di bersi il fumo delle promesse elettorali. I bosniaci vogliono respirare aria pulita, trasformarsi in tante piccole fenici e rinascere dalle proprie spoglie. Perché qui in Bosnia, che sia a Piazza Krajina, alla Baščaršija a Sarajevo o al ponte vecchio di Mostar, è vietato arrendersi. È vietato morire

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Il genocidio della dignità

Venerdì scorso il Tribunale Federale di Losanna ha accolto il ricorso di Poggi contro la condanna per ripetuta discriminazione razziale, inflitta dalla Corte di appello e di revisione penale di Locarno nel giugno 2017 per le sue opinioni negazioniste sul massacro di Srebrenica pubblicate sui media nostrani. L’ex deputato leghista esulta “è una bella giornata per la libertà d’espressione” ma, al contempo stesso, è uno schiaffo morale per un’intera comunità e per la verità.

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La rivincita del contadino e della terra

Difendere i diritti degli agricoltori non significa fare gli ecologisti o portare avanti un pensiero naïf. Significa voler portare avanti quell’antica tradizione che ci tiene ancora legati a questa immensa massa di terriccio e sassi che è il nostro pianeta. Significa coltivare le vecchie saggezze della vita contadina. Significa sapere cosa abbiamo nel piatto, avere sicurezza e consapevolezza di ciò che mangiamo. Significa prenderci cura della nostra economia, renderla più sostenibile, onesta, giusta, innovativa, duratura.

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