Petrov, l’uomo che salvò il mondo

Se oggi il mondo, malgrado tutto, è ancora un luogo vivibile, lo dobbiamo soprattutto a un uomo che definire eroe non è affatto esagerato. Dovremmo ringraziare il colonnello Stanislav Petrov. Un analista. Un semplice analista russo. Di quando la Russia era ancora parte dell’Unione Sovietica. Stanislav è stata la classica persona giusta, al posto giusto, al momento giusto

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Netflix ha dichiarato guerra al sonno

C’è una guerra che non ti aspetti, quella che il capitalismo sembra aver dichiarato al sonno. È la nuova frontiera. Un nuovo terreno di conquista. Se le piazze hanno ormai lasciato il posto ai centri commerciali dove le famiglie del nuovo millennio trascorrono felici il loro tempo libero, parte di quel tempo prezioso per riposare, leggere, fare una passeggiata o mille altre cose – tra cui volendo anche oziare – è sempre più conteso da chi ci costringe a consumare di tutto e di più. Anche quelle storie che amiamo farci raccontare e che oggi ritroviamo sotto forma di serie tivù e che tanto successo riscuotono.

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Quando il Black Friday diventa verde

Si dice che il lupo perda il pelo ma non il vizio. Eppure chi l’ha detto che le cattive abitudini debbano rimanere tali? Chi? In Francia torna anche quest’anno il Green Friday, una campagna promossa da numerose associazioni che hanno deciso di responsabilizzare il consumatore al momento dell’acquisto, in occasione di quella follia chiamata Black Friday. Soprattutto in termini d’impatto ambientale.

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Greta Thunberg e i viaggi nel tempo

Le teorie della cospirazione sono come l’erba gramigna. Difficili da estirpare e capaci di proliferare ovunque e su tutto. L’ultima della serie chiama in causa nientemeno che Greta Thunberg. Ma tra terrapiattisti, astronauti attori perché lo sbarco sulla Luna non c’è mai stato – il filmato lo avrebbe realizzato nientemeno che Stanley Kubrick – c’è davvero solo l’imbarazzo della scelta.

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B., l’ape influencer

“Mamma, papà da grande voglio fare l’influencer!”. C’è davvero poco da stupirsi se a dirvelo è uno dei vostri figli. Quella di chi, attraverso la Rete e i social, dispensa consigli e influenza le nostre scelte è già da un po’ la moda del momento. Al punto che ormai è addirittura diventato un mestiere come tanti. Perfino ambito. A far notizia e incuriosire è però un progetto francese che ha deciso di dar voce al primo insetto influencer del web: un’ape. ll progetto in questione si chiama B. e il suo obiettivo – è piuttosto facile intuirlo – quello di attirare l’attenzione sulla capitale importanza che le api hanno in natura

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Robbiani e quelle targhe grigionesi

Di fronte alle questioni sollevate, alle interrogazioni e alle interpellanze del sciur Robbiani da Mendriis, ogni volta un po’ di più, a lasciarci di stucco è il fatto che ce n’è davvero per tutti. Sempre vigile e sull’attenti. In barba perfino a certe tradizioni che i mendrisiensi li vorrebbero come dei durmioni (dormiglioni). Il loro soprannome in dialetto. Il Massimiliano, lui, invece vede e provvede. Lui no. Non dorme mica in piedi.

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Lugano mia, portami via

“La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.” Era questa l’avvertenza di Francesco De Gregori contenuta in una canzone-poesia dell’album “Scacchi e tarocchi”. Era il 1985. Così, se davvero la storia siamo noi, probabilmente la stessa cosa vale con le canzoni. Ci appartengono. Ci Nutrono. Alimentano la nostra fantasia. Ci raccontano chi siamo, certo. Ma anche dove viviamo. E da dove veniamo. E finiscono per essere noi. Di recente due canzoni, più di tutte, m’hanno lasciato di stucco, confermando proprio questa mia teoria. E tutte e due, guarda caso, parlano di Lugano.

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Di crisi in crisi, da quel giovedì nero

Il ventiquattro ottobre di novant’anni fa è ricordato, nella nostra storia moderna, come un giorno sciagurato. Infausto al punto da essere diventato per sempre: il Giovedì nero. Eravamo nel 1929 e proprio quel giovedì lì si verificò il primo crollo della Borsa di New York dando, di fatto, il là alla Grande Depressione. La grave crisi economica e finanziaria che, partendo dagli Stati Uniti e spandendosi a macchia d’olio, sconvolse l’economia mondiale

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