Goliath, la balena che girò l’Europa

Non è per ritornare a parlare dell’ammasso di ferraglia di dubbio gusto (almeno questo è il personalissimo parere di chi scrive) e che rimarrà spiaggiato al Parco Ciani di Lugano fino al 12 ottobre, che torniamo a scrivere di balene. L’installazione “Echoes – a voice from uncharted waters”, in questo caso, è solo il pretesto da cui partire per raccontare di un’altra megattera, di nome Goliath che, qualche decennio fa, ebbe un rapporto piuttosto stretto ma anche singolare con la Svizzera italiana.

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Al Ciani, ferraglia a forma di balena

Fino al 12 ottobre, il Parco Ciani di Lugano ospiterà l’installazione intitolata “Echoes – a voice from uncharted waters”. Tradotto in italiano, “Echi – una voce da acque inesplorate”. Un’opera che il LAC, in collaborazione con altre due istituzioni culturali, ha commissionato all'artista austriaco Mathias Gmachl. In pratica si tratta della stilizzazione di una balena. Un’opera realizzata in acciaio, dal non indifferente peso di cinque tonnellate, per un totale di diciassette metri di lunghezza.

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La Svizzera che affonda nel passato

Non so voi, ma ci sono giorni in cui io mi sento più pesante di quanto segni la bilancia al mattino. Confesso che accade piuttosto spesso, sebbene non si tratti né per quel che ho mangiato è neppure perché sono depresso più del solito. L’ultima volta mi è successo domenica scorsa di fronte all’esito delle urne. Quei due no al bando dei pesticidi e la bocciatura della riduzione della CO2 m’hanno immerso in un incubo che avrei preferito non vivere. Perché quella di essere bloccati da qualche parte, di faticare a muoversi al punto di non riuscire nemmeno a stare in piedi o fare un passo è una delle sensazioni più orribili.

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Test antidroga e rock and roll

Tra le code più curiose che hanno fatto da strascico e tenuto viva la polemica nata dalla presunta sniffata di cocaina da parte del cantante dei Måneskin, Damiano David, durante la diretta della finale dell’Eurovision Song Contest, c’è stato anche il polverone social sollevato dalle parole del presidente della Fondazione cultura di Palazzo Ducale a Genova. Ma chi è costui? Facile. Si tratta del comico genovese Luca Bizzarri, uno piuttosto a suo agio nell’arena del web, soprattutto se c’è da usare il cervello al posto dei muscoli. Bizzarri si è chiesto: ma perché mai un cantante dovrebbe fare il test antidroga dopo aver vinto Sanremo o l’Eurosong? Già. Perché?

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Cazzotti e mascherina

Trentasette, trentanove e quarant’anni. Sono queste le età anagrafiche dei quattro viaggiatori che un paio di giorni fa, su di un treno in transito, sono arrivati alle mani con la polizia ferroviaria pur di non indossare la mascherina. È accaduto alla stazione di Giubiasco. Ma di storie di mascherine e di furboni, che in un modo o nell’altro hanno cercato di opporsi all’obbligo o di aggirare l’ostacolo, le cronache di questi mesi ce ne hanno raccontate più d’una. Quello dei quattro, finito con spintoni, spray al pepe e infine l’arresto, non è affatto un episodio isolato.

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Addio Franco, genio addio

Aveva 76 anni ed era malato da tempo. Francesco Battiato, detto Franco, è morto questa mattina a Milo, nella sua Sicilia. “Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo/ Con una idea: che siamo esseri immortali/ Caduti nelle tenebre, destinati a errare/ Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione”, ha scritto sul suo profilo Instagram Vasco Rossi. Sono i versi che Vasco ha scelto per ricordare il “Maestro Franco Battiato”. Il cantautore che, più di tutti, nel corso della sua lunghissima carriera, ha saputo spaziare andando dal pop alla musica colta, passando però anche per il rock progressivo e la sperimentazione musicale. Regalandoci, tra l’altro, alcune perle come “La cura” e “Centro di gravità permanente”.

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Bellinzona, siamo sindaci o caporali?

A Bellinzona, la mia città, è ballottaggio. Che lo sarebbe stato lo si era già intuito (o temuto) di fronte ai risultati delle comunali dello scorso 18 aprile. Quella risicata sessantina di voti che separavano il sindaco uscente Mario Branda dal municipale Simone Gianini, il più votato in casa liberale, lo facevano presagire. E infatti così è andata. Ma torniamo a quel primo risultato, nell’attesa di sapere fra qualche giorno l’esito del ballottaggio.

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Massimo Suter à la carte

Una settimana fa, nella Svizzera italiana, dopo mesi di chiusura forzata dei ristoranti a causa della pandemia, è arrivato finalmente il permesso di riaprire almeno le terrazze, anche se non tutti gli esercizi pubblici ne hanno una. Così solo i ristoratori più fortunati hanno potuto rimettersi ai fornelli. Per chi ha potuto riaccendere i motori, complice il bel tempo, gli affari tutto sommato non sono andati poi così male. Ma come in ogni favola degna di questo nome non poteva mancare l’orco o, come in questo caso, il Calimero di turno.

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A breve deepfake per tutti

Deepfake. Tradotto letteralmente dall’inglese significa “profondamente falso”. Ma deepfake, dal 2017 a oggi, sta soprattutto ad indicare quella tecnica per la sintesi dell’immagine umana grazie a un software, in grado di simulare e creare immagini false, profondamente fase, ma che sembrano vere. Così se, per caso vi siete imbattuti in Jim Carrey che recita in Shining o addirittura in un porno con Angelina Jolie protagonista, sappiate che quelli non sono né Jim e neppure Angelina, ma solo l’immagine della loro faccia appiccicata su quella di Jack Nicholson o di una pornostar.

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