Tachicardia da aspettative

Leggendo la storia della “studentessa dei record”, laureata con ben 11 mesi di anticipo in medicina, mi è venuto il batticuore (neanche a farlo apposta, visto il tema). Il fattore ansiogeno non sta nella vicenda – parecchio fumosa – in sé, ma nel come è stata raccontata e nel messaggio trasmesso. Questa esaltazione del dover bruciare a tutti i costi le tappe di un percorso; il dover eccellere in tutto; la contabilizzazione ossessiva del tempo, nonché lo “spaccio” della retorica “se vuoi, puoi fare tutto, nulla è impossibile” sono tutte narrazioni estremamente tossiche. Tossiche perché non fotografano la realtà dei fatti e contribuiscono solo ad annullare tutto ciò che non si conforma all’esempio portato. Hai bocciato? Ci hai messo più tempo? Hai cambiato percorso? O, semplicemente, sei rientrato nei tempi previsti? Beh, spiace, ma non vai bene. Sei pigro, lento, sbagliato. Sei “out”.

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Oppressi, oppressori e domande

Domandarsi perché l’oppresso muoia per difendere la sua terra, la sua famiglia e la sua vita e non chiedersi perché l’oppressore abbia fame di quella terra, il desiderio di sterminare quella famiglia e la voglia di uccidere quella vita è un invito alla guerra. È un incitamento al conflitto. È voler colpevolizzare la vittima, resa responsabile della propria ingiustizia, e al contempo assolvere il suo carnefice da ogni crimine. È un tappeto rosso steso per tutti coloro che aspirano a conquistare nuovi territori e nuove ricchezze a discapito dei diritti e della dignità dei loro prossimi. È una dichiarazione di complicità.

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Cose che succedono in treno

Sei di corsa, ma sono le 19 e hai davanti 3 ore di viaggio. Così compri al volo un’insalata, una di quelle già pronte che hanno più imballaggio che verdura. Sali sul vagone, sistemi computer e bagagli. Apri la confezione di insalata. Non trovi la forchetta. Non c’è la forchetta. È mesi che non prendi quell’insalata, ma la forchetta c’era. L’hanno tolta per ragioni ecologiche. È una buona cosa, a parte tutto il resto della plastica usa e getta dell’imballaggio e il fatto che ora ti devi mangiare l’insalata con le mani. Uno, due bocconi. Poi alzi lo sguardo. Una passeggera impietosita ti offre una forchetta. Sorridi. Ringrazi. E la prendi.

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La mia opinione su Will Smith

La mia superficiale, non richiesta, non progressista opinione sul Will Smith punch.
Esiste anche una femminilità tossica, e la subiscono quelli che un minuto si stanno divertendo beati con una battuta che non farebbe ridere nemmeno in seconda media, e un minuto dopo aver visto la più scazzata delle espressioni sul viso della moglie (ma non faccio fatica a immaginare anche un calcio agli stinchi) si tirano su come una molla e vanno a fare un Avanger a caso sul palco degli Oscar.

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La democrazia, solo un concetto di marketing?

Radio Suisse Romande oggi. Interviste a persone in Ucraina e Transnistria favorevoli alla Russia. Quando affermano che se l’Ucraina volesse aderire all’UE loro dovrebbero prendere le armi per difendere le loro idee e la loro libertà, capisco quale fossato mentale esiste ancora fra l’Europa occidentale, e in particolare la Svizzera, e molte regioni dell’est europeo, dominate per secoli da dittature, siano esse imperiali, religiose, comuniste o mafiose. E da false recenti democrazie considerate tali solo perché permettono l’illusione del consumismo. Dittature zariste e comuniste che hanno pure permesso di continuare a coltivare precedenti realtà e mentalità tribali e feudali. Come ad esempio nel Caucaso. Dove oggi la Russia continua a sostenere pericolosi terroristi, guerrafondai e mafiosi sanguinari.

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La doppia morale

Non pubblicherò foto sebbene sia molto tentata di farlo. Stamattina ho ragionato a lungo su questo tema che tiene occupata la testa, dei tanti, che si occupano da sempre di aiutare migranti in difficoltà e cioè perchè questa ondata di solidarietà non si sia prodotta prima, quando a crepare e cercar rifugio erano i siriani, gli afgani, i pakistani, i sudanesi, gli eritrei, gli etiopi. Perché un bambino e una madre che annegano nel mediterraneo siano passati indifferenti nelle coscienze di chi ora, prende un pulmino e va in Polonia a raccogliere e portare a casa, letteralmente, profughi ucraini. Non c’è una risposta univoca ma credo dipenda dalla narrazione che viene fatta delle situazioni. Mi spiego, la mia impressione è che la gente agisca in modo acritico e senza pensare a fondo a quello che fa: se la maggioranza pensa che una cosa sia sbagliata allora è sbagliata, se invece la maggioranza pensa che una cosa sia giusta allora è giusta.

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Permesso S disastro annunciato

Leggo dell’intenzione del Consiglio Federale di attivare questo permesso della durata di un anno per gestire la crisi umanitaria imminente e dare accoglienza. Si tratta di un escamotage per scaricare, “sgravare” secondo le dichiarazioni ufficiali, l’onere dell’accoglienza sui cittadini e i rifugiati stessi e non rinforzare invece il sistema asilo (rivisto al ribasso e reso sempre di più difficile accesso negli ultimi quindici anni).

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