Pink Floyd e la Bella ciao ucraina

Erano passati 28 anni dall’ultima volta. E c’è purtroppo voluta una guerra per sentire riecheggiare le note di una nuova canzone dei Pink Floyd. Il brano, reso pubblico la scorsa settimana, s’intitola “Hey Hey Rise Up” ed è stato inciso per raccogliere fondi a sostegno dell’Ucraina. L’idea è partita da David Gilmour, la cui nuora è ucraina, così come, per metà, lo sono anche i nipoti del chitarrista. A ispirarlo è stato Andriy Khlyvnyuk, il leader di una delle più celebri rock band ucraine, i Boombox. A cantare questa “Bella ciao” ucraina è lui, Andriy, che su Instagram aveva postato la canzone di protesta da cui è partito tutto.

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Lanegan, una voce nel buio

Prima con gli alberi che urlano e poi con le regine dell’età della pietra. In mezzo una lunga e sorprendente carriera da solista. Ma numerose sono state pure le collaborazioni. Grossomodo potremmo sintetizzarla così la carriera musicale di Mark Lanegan. Del gigante buono dai denti d’oro. Dell’ex cantante degli Screaming Trees e dei Queens of the Stone Age, morto qualche settimana fa all’età di 57 anni.

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Måneskin, amore e odio

Dalle strade di Roma all’apertura dell’ultimo concerto a Las Vegas dei Rolling Stones. Da quartetto di strada a superstar globali. Piacciono sì, ma non a tutti. Perché c’è chi i Måneskin li stronca senza appello. È il caso del musicologo Quirino Principe. Secondo lui il successo della band romana è un fenomeno legato a “una specie di Covid mentale”. Una cosa che “fa accapponare la pelle, ma non diversamente da tante altre cose, come alcune figure istituzionali che raccomandano ai giovani di studiare la grande poesia italiana riferendosi a Mogol”. Ma quella dei Måneskin è davvero l’epoca dell’imbecillità al potere?

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Nirvana, la rabbia giovane

Era il 10 settembre di trent’anni fa quando venne lanciato il singolo “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, canzone che era anche il brano d’apertura del loro secondo album intitolato “Nevermind”. Un inno alla ribellione che “odora di spirito adolescente”, accompagnato dalle immagini di un video musicale che vede Kurt Cobain, Dave Grohl e Krist Novoselic esibirsi nel bel mezzo di una palestra attorniati da una folla di ragazze e ragazzi. Un video musicale che inizialmente esplose grazie ad MTV e che, oggi, è fra i pochi ad aver superato il miliardo di visualizzazioni su Youtube e di ascolti su Spotify. Tutto ciò è accaduto nel breve tempo di una canzone giocata sull’alternanza di strofa e ritornello, con il ritornello che è il tripudio, la felicità alterata di una festa del liceo e le strofe, invece, l’hangover del giorno dopo.

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Semplicemente Amy

Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Brian Jones, Robert Johnson. Fanno tutti parte di un club piuttosto esclusivo. Si tratta del Club dei 27. In pratica sono tutte leggende della musica rock morte nel fiore della loro giovinezza. Avevano soltanto 27 anni quando sono morte tragicamente. L’ultima stella cadente entrata esattamente dieci anni fa a far parte di questo firmamento è stata Amy Winehouse. Amy fu trovata morta nel suo letto, nella sua casa di Londra, al numero 30 di Camden Square. Era il 23 luglio del 2011.

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De Gregori, il Principe ha settant’anni

Una settimana fa, il giorno di Pasqua, il cantautore romano Francesco De Gregori ha compiuto settant’anni tondi tondi. Un anniversario festeggiato dal diretto interessato in sordina. Lontano dal clamore del palcoscenico. Giusto un brindisi in compagnia di familiari e amici. E nessun’intervista, malgrado i numerosi attestati di stima giunti da ogni dove.

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Epica Etica Etnica Pathos, i 30 anni di un manifesto decadente 80

Compie 30 anni “Epica Etica Etnica Pathos”, ultimo lavoro dei CCCP, profeti e mullah del punk filosovietico italico. Un album che ha ampiamente senso definire epocale, manifesto della disgregazione parallela di un intero mondo a partire dalla caduta del Muro di Berlino, e per effetto domino successivamente della stessa Unione Sovietica da una parte, e della band che ne segue le sorti dall’altra.

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La guerra dei Black Sabbath

Dopo “La buona novella” di Fabrizio De André, l’omonimo album dei The Trip continua il viaggio a ritroso nel tempo con un altro di quegli album che, malgrado compiano cinquant’anni esatti proprio quest’anno, la loro età non la dimostrano affatto. Paranoid è il secondo lavoro discografico dei Black Sabbath, una band di Birmingham all’epoca ancora semisconosciuta, uscito nei negozi del Regno Unito il 18 settembre 1970. A pubblicarlo è la leggendaria etichetta discografica Vertigo Records.

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Un viaggio psichedelico a suon di rock

A volte la musica del passato ci regala tesori inaspettati, gemme che riaffiorano dal fondo di un mare oscuro che tutto cancella e dimentica. Così, quando ciò accade, finisce che lo stupore e l’emozione, si mescolano alla soddisfazione per questo piccolo miracolo. Cosa questa che è successa, per esempio, esattamente cinquant’anni fa con il primo album omonimo della band italiana “The Trip” che, all’inizio dei primi anni Settanta, si affacciò sulla scena progressive italiana.

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