Dialogo su campionati in pausa

– E così è calato il sipario sui campionati nazionali …
– Con un paio di belle sorprese: Napoli ed Arsenal, in testa alle loro classifiche. Sempre bello quando i «soliti noti» sono sotto. La pausa in questo periodo, anomalia e assurdità messe assieme, ha indotto alla crisi di panico tutti quelli che amano ordine e puntualità («sapesse, signora mia, una volta alle 15.00 spaccate iniziavano tutte le partite di Serie A, testimone e prova: «Tutto il calcio minuto per minuto», fa niente se i treni arrivavano con ritardi resi ridicoli solo dalle FFS di oggi»). Adesso gli orari sono una caccia al tesoro ed i calendari idem. Ci si ferma a geometria variabile (altro «cliché» a giustificare l’ingiustificabile): chi tornerà dal deserto di Doha dopo 2 settimane, altri dopo 4. Poi si ricomincia con l’identico andazzo: chi gioca a Santo Stefano (gli inglesi), chi dopo i postumi di capodanno (il 4 in Italia) e chi a fine mese gennaio (i tedeschi, il 28). Il tutto per un Mondiale che ha trovato sintesi e spiegazione perfetti con Eric Cantona: «Aberrazione ecologica e orrore umano». Detto tutto e finiamola qui.

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Dialogo sul potere, diciamo così… e un calendario moscio

-Questa è stat una settimana un po’ particolare, o sbaglio? 
-Sbagli, è sempre così. Sul campo ci sono regole che i calciatori sono tenuti a rispettare, e vigono pure delle sanzioni in caso di infrazione. Fuori invece, o perlomeno nei suoi paraggi, «vale tutto» (per dirla con una fantastica formichina de laRegione, altrove orientata). All’esterno non mancano fantasia e improvvisazione. Per i lettori una festa che si ripete ogni mattina.

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Dialogo sui tifosi e sugli imperfetti

– Ma cosa è accaduto a Milano, sulla sponda degli ultras interisti? 
– Con la forza hanno impedito ad un bel po’ di spettatori di vedere il secondo tempo della partita. In pratica li hanno «deportati fuori», anche con metodi violenti… Pagare il biglietto, affrontare una trasferta, accompagnare i figli nella loro «prima volta» (evitare le partite di cartello, contro la Samp chi vuoi che ci sia?) e ritrovarsi fuori. Espulsi da quello che qualcuno chiama ancora «il dodicesimo uomo in campo». Ci vorrebbe un Giancarlo De Cataldo per raccontarla bene questa «curva criminale». Però lasciamelo dire: il fatto mi ha meravigliato fino ad un certo punto.

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Dialogo sui mondiali e… Shaqiri

– Ci siamo, ancora 3 settimane e… 
– … il mondiale più discutibile della storia del calcio prenderà il via. In questi giorni ne abbiamo lette giustamente tante: le morti sui cantieri, il clima torrido, l’assurdità di certi prezzi, la democrazia che non c’è in Qatar, e …  . Però  domenica 20 novembre, alle 17.00, tantissimi occhi del tifo pallonaro saranno lì, a vedere … l’Ecuador. L’ Ecuador!

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Dialogo su Juventus e… dintorni

– Impossibile non parlare della Juve questa settimana.
– Per la tristezza della metà dei tifosi italiani e la gioia dell’altra metà. È così essere amati e odiati. Fra i secondi voglio citare subito, prima di dimenticarmene, Paolo Nori che si autocita da «Che dispiacere» (bel giallo, questo): «Ah, anch’io, tengo per il Torino, ma quando perde la Juve sono quasi più contenta di quando vince il Torino. Mi sembra che, quando perde la Juve, in Champions League, per esempio, i giornali sportivi siano sempre troppo corti, ne vorrei sapere di più».

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Dialogo su follie e megalomanie (ticinesi)

– Ti vedo imbronciato, eppure il calcio sta settimana ha offerto anche belle emozioni. Tra campionati e coppe ne abbiamo viste delle belle  …
E i 131 morti allo stadio in Indonesia dove li metti ? 131 fino a martedì, poi si sono persi i conteggi, almeno alla nostre latitudini. E lo scandalo relativo alle violenze sessuali nel calcio femminile statunitense ? Dai, lasciamo stare, se giudichi buona una settimana così allora ciao, con le mani e con i piedi ma ciao, con … . Morire allo stadio, che dovrebbe essere luogo di festa sempre, è assurdo. Uno saluta in casa prima di andare a vedere la partita e … non torna più. Fertig. Allucinante. Se poi pensiamo che il tutto è nato per rabbia contro i propri beniamini … .

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Dialogo sulle… dimissioni ed il Mondiale Assurdo

– La parola della settimana, inutile farla lunga, è «dimissioni». Che nessuno inoltra, tanti suggeriscono, molti auspicano.Quando poi è riferita ad altri allora diventa quasi un ritornello…
Immagino a chi ti riferisci, anzi c’è l’imbarazzo della scelta: Allegri, Inzaghi, Zhang … Senza ovviamente escludere Salvini. No, nessuno sembra essere propenso a questo gesto che, ce lo ha insegnato Dino Zoff, «rimane rivoluzionario». Lui lo fece in risposta ad una critica rivoltagli da Silvio Berlusconi, aggiungendoci un «non accetto critiche da chi… ». Detto tra parentesi era il Presidente del Consiglio, allora, il «meno male che Silvio c’è». Dino: la dignità, e abbiamo detto tutto. Comunque le dimissioni più gravi sono state inoltrate e praticate, firmate proprio da uno che non vuole lasciare il posto. Allegri in pratica ha dimissionato il gioco, e lo va in giro a dire. («Contano i calciatori, non il gioco»: sono parole sue). Semm a post.

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Dialogo sulle Nazionali

La «settimana delle Nazionali» è sempre un po’ particolare, o perlomeno diversa.
– Decisamente. Anche se, nello scorrer degli anni, le cose sono cambiate. Fino a poco tempo fa le Nazionali erano un richiamo sicuro, con gli indici di ascolto pronti a toccare nuovi record. Ora … decisamente meno. Anche la possibilità di vedere nuovi scambi o schemi tra calciatori militanti in club diversi (chi se li scorda Kuhn e Odermatt?, le bandiere di Zurigo e Basilea … a scambiarsi il pallone in un centrocampo che ha ottenuto meno di quanto meritasse ?) non ha più lo stesso fascino. Avversari che nel nome della Nazionale diventano colleghi se non «quasi amici»… ci sono ancora, ma non è la stessa cosa. 

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Dialogo sul Berlusca, Totti e… il Bellinzona

Cominciamo con un sorriso ?
… Va bene, con le più belle battute lette in settimana. La prima riguarda il Liverpool visto a Napoli, sai cosa ha scritto il super tifoso inglese Jack O’Malloy ? «sembrava l’Inter vestita di rosso». La seconda riguarda Silvio Berlusconi, o quel che ne resta. Dopo settimane di «prediche tattiche» è riuscito a licenziare l’allenatore del Monza. E fin qui … niente di nuovo sul fronte pallonaro, anche a Londra, sponda Chelsea (che rimane una delle più vincenti d’Europa) i nuovi boss hanno voluto segnare il «cambio di proprietà. Silvio ha fatto di più: in una puntata di «Porta a porta», quella trasmissione che fa uso ed abuso di plastici, ha confessato che …«da giovane ero un grande atleta: sono arrivato a correre i 100 metri piani in 11 secondi netti!». Un rapido calcolo e qualche dato statistico ci direbbe che, fosse andata così, sarebbe andato in finale alle Olimpiadi di Helsinki, nel 1952. Però niente, Bruno Vespa si fregava le mani… .

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Dialogo su Akanji e Okafor, le nuove promesse rossocrociate

Con i gironi delle coppe europee si inizia a fare sul serio…
… Senza privarci delle imbecillità vaganti e sempre presenti attorno al mondo del calcio. A Liverpool si invitano i tifosi alla stanzialità («Non andate a Napoli: vi rapinano»), a Parigi non lasciano entrare gli juventini con la loro maglia bianconera e questi, con nonchalance, trovano sfogo in cori beceri contro il Napoli. Il Napoli ? No, non ci siamo. E la deriva continua, senza la minima reazione da parte degli organi preposti. La Uefa si è impegnata con una campagna contro il razzismo (forse perché costretta da certe sue star ? non proprio bianche con gli occhi azzurri ?, il sospetto è lecito) ma poi basta, è finita lì. 

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