Cara nipote, corro da te

Un nonno che corre incontro alla nipote per salutarla ogni volta che se ne va. Un gesto fatto per dimostrare il suo amore e continuare così una tradizione di famiglia che va avanti da anni. Haley Gamez è una giovane donna statunitense che da bambina amava trascorrere le vacanze in Texas in compagnia dei nonni. Quando Haley doveva ritornare a casa, il giorno dei saluti era sempre molto malinconico e, così come accade a tutti i bambini che vivono lontano dai nonni, l’idea di doversi separare per un po’ di tempo le causava tristezza. Per rendere il momento della separazione meno difficile per entrambi, nonno Eska ideò un modo originale per salutarla: quando l’auto della famiglia di Haley si allontanava per andarsene, il nonno iniziava a correre al loro fianco, gridando: ”Ci vediamo alla prossima, ti voglio bene”. E anche oggi, nonostante l’età che avanza e il fatto che Haley non sia più una bambina, nonno Eska continua a correre. A correre da lei.

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Tanti auguri papà!

La vita è come una clessidra, i cui granelli di sabbia rappresentano i momenti belli e brutti. Nella sabbia troviamo anche le persone che ci accompagneranno in questo percorso e, fra le figure cardine della nostra vita, troviamo anche i papà. Oggi è San Giuseppe, la loro festa e noi vogliamo celebrarli così.

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Quel simbolo Zeta

Era il 2013 quando usciva nelle sale il film “world war z”, con protagonista Brad Pitt. Non una guerra ma un apocalisse zombi, che travolgeva in pochi giorni il mondo tranquillo dei protagonisti. Oggi la “Z” è il simbolo dell’invasione russa e sta per “Zo pobedu”, ovvero “per la vittoria” in russo. Gli zombi sono sostituiti dai soldati di Mosca, la distruzione della società ucraina però è reale, e fa piombare il paese nel caos come nel film di Marc Forster. L’invasione di morti viventi è una metafora forte e agghiacciante, che non può non farci pensare agli orrori di una guerra vera, senza esclusione di colpi.

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Il sindaco polacco: “Salvini, ricordi quando….”

Salvini in visita in Polonia, viene umiliato dal sindaco della cittadina di Przemysl, che estrae a sorpresa la maglietta con l’effigie di Putin che il leader leghista aveva orgogliosamente indossato in vista a Mosca sulla piazza rossa. Una figura infame che da la misura di come sia ormai caduto in basso il leader leghista che fino a un paio di anni fa faceva il bello e il brutto tempo in Italia.

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Caro Lucio, 10 anni senza te

Il primo marzo 2012 a Montreux se ne andava per sempre il grande cantautore bolognese Lucio Dalla. Simbolo della canzone italiana, Dalla ha regalato alla musica e a tutti noi brani memorabili, come “Piazza Grande”, “Anna e Marco”, “Attenti al lupo”, “L’anno che verrà”, “Futura”, “Canzone”, “La sera dei miracoli”, “4 marzo 1943”. Con la testa e il cuore sempre rivolti ad Est, stasera – volendo ricordare Lucio – vogliamo regalare anche un attimo di bellezza.

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La pace che se ne va nel vento

Correva l’anno 1963 e Bob Dylan cantava per la prima volta quella che sarebbe diventata a tutti gli effetti una delle più famose canzoni pacifiste: Blowin’ in the wind . In un passaggio, il cantautore statunitense attacca l’indifferenza della gente nei confronti della guerra. Pensando a ciò che succede oggi in Ucraina, riascoltare quelle parole ci sembra più che necessario. Un piccolo gesto che di certo non cesserà gli scontri, ma forse potrà servire a riaccendere la coscienza di questa società che ha scelto di spegnerla.
“E quante orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?”

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Como dice addio alla “sua” Marinella

“Penso che oggi ognuno di noi sia parente di questa donna”. A dirlo è Mario Landriscina, sindaco di Como, la città che ha dato il suo ultimo saluto a Marinella Beretta, l’anziana signora trovata morta, dopo due anni, nella sua abitazione. Nel giorno dei funerali, svoltesi nella chiesa del suo quartiere a Prestino (zona periferica di Como) e offerti dal comune di Como e da una ditta di onoranze funebri, sono state tantissime le persone che hanno raggiunto la chiesa per mostrare vicinanza alla donna. Vicini di casa e persone che hanno lavorato nella villetta di Marinella hanno raccontato qualcosa della signora.

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