Il caleidoscopico mondo dei viaggi nel tempo

In parole povere, Dark è il brillante risultato di uno storytelling non-lineare (con cui altri film come “The Millionaire” hanno già sperimentato, spesso con risultati ottimi al box office) del mistero e dell’horror. Horror che grazie al cielo non si basa su spaventi improvvisi o immagini disgustose e truculente. Dark fonda la sua componente horror sulla creazione a regola d’arte d’atmosfere tristi, angoscianti e apocalittiche senza calcare la mano su scene terrificanti. Crea un’atmosfera unicamente attraverso la storia e il modo in cui è raccontata, guadagnandosi appieno l’appellativo di “dark”, traducibile semplicemente in “buio, oscuro”.

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Marte, nuova frontiera della fantasia

Marte! Il Pianeta rosso, il dio della guerra romano e la possibile ultima frontiera della razza umana lì a portata di mano. Ebbene sì, io ci credo ancora, anche se le possibilità che un uomo ci metta piede nell’imminente collasso climatico e geopolitico sembrano davvero minuscole. . Nel frattempo, al netto di tutto ciò, mi è permesso fantasticare con Missions. Una serie nella quale ho trovato ciò che cerco da sempre nella fantascienza: mistero

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Space Force, deficienti e risate in orbita

Pensateci, se “Marina militare americana” o “Esercito di terra americano” hanno nel nome una certa forza, il termine “Forze spaziali” ricorda invece più lo space ranger Buzz Lightyear, il personaggio immaginario protagonista dei quattro film d’animazione della serie Toy Story. Famoso per il suo tormentone: “Verso l’infinito… e oltre!”. Ed è proprio sulla Space Forse, su questa nuova e ancora misteriosa organizzazione militare che si basa una delle nuove hit del piccolo schermo – la serie chiamata appunto “Space Force”, dato che un nome più divertente semplicemente non c’era bisogno di trovarlo.

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Quel buco nero del futuro

“The Expanse” va a dar man forte ad altre serie che nella scena odierna della serialità hanno fatto dell’Universo fantascientifico una realtà adulta e matura contendendosi un mercato in cui la competizione con il genere fantasy e le miniserie improntate al genere comedy si fa sempre più agguerrita, ricordandoci proprio gli intrighi e le trame che popolano questo piacevole e ricco universo espanso.

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Quando la buona scrittura si vede

La robustezza della scrittura di una serie TV la puoi valutare da certe svolte e da come vengono gestite dagli sceneggiatori. Ho seguito le prime due stagioni di Colony su Netflix con piacere: non mi aspettavo niente, tutto sommato è una serie di fantascienza di seconda categoria. Ma da subito avevo notato una certa radicalità delle scelte narrative. Colony è prima di tutto una serie politica, che pone il dilemma etico tra resistere alla dittatura o adeguarvisi.

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Emancipazione e pregiudizio

Ispirata all’autobiografia di Deborah Feldman, la serie di Netflix “Unhorthodox” racconta la storia di una ragazza diciannovenne newyorkese di nome Etsy, abbreviazione di Esther Shapiro.
Sono le origini e la situazione di Etsy a fare da sfondo agli avvenimenti di questa miniserie in quattro episodi. Etsy è di fede ebraica chassidica, una dottrina religiosa basata sul rinnovamento spirituale dell’ebraismo ultraortodosso.

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Dio è morto o ha trovato la bussola?

Visto come stanno andando ultimamente le cose, io direi che abbia senso confrontarsi con una serie che ha deciso di adattare e portare sul piccolo schermo nientemeno che un libro sulla morte di Dio. Proprio così. La serie “His dark materials” è un adattamento dell’omonima trilogia letteraria di Phillip Pullman. E,
ammettiamolo, riuscire in questo tipo di esercizio non è affatto facile perché i fedeli lettori della trilogia
letteraria in pratica non saranno mai soddisfatti della trasposizione video di un libro a loro caro

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Se questa è una donna

Splice racconta della progressiva e totale perdita di controllo da parte di una coppia di scienziati, Clive (Adrien Brody) e Elsa (Sarah Polley). I due stanno infatti lavorando a un progetto pilota per la creazione di un ibrido composto da DNA umano e animale per conto di una potente multinazionale. Vera star del film è però la creatura stessa (interpretata da Delphine Chanéac), cresciuta in poche settimane fino all’età adulta dai due che saranno costretti a confrontarsi con i risultati di un progetto pilota che si rivelerà incontrollabile.

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