Il personaggio: Franco Basaglia

Da lui ha preso il nome la legge italiana che nel 1978 riforma profondamente il sistema sanitario legato all’assistenza psichiatrica. Una logica che superava quella manicomiale, ovvero di deposito di “matti”. Basaglia, psichiatra e neurologo è stato un grande innovatore e riformatore, di radici antifasciste e socialiste, fu profondamente influenzato dai suoi studi filosofici e dalle letture degli esistenzialisti come Sartre e Heidegger.

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Ndrangheta in Svizzera, l’inchiesta di ‘Falò’ – Il Video

Il primo dei procedimenti contro i trafficanti che avevano portato in Svizzera oltre 1,5 miliardi di dollari, si svolse a Lugano nel 1985. L’inchiesta denominata ‘Pizza connection’, vide la collaborazione di F.B.I, polizia dello Stato di New York, pool antimafia di Giovanni Falcone e dei magistrati svizzeri Carla Dal Ponte e Paolo Bernasconi

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La ‘ndrangheta in cifre

Si compone di 400 ‘ndrine (cosche) per un totale di 60’000 affiliati

È presente in 30 paesi con un giro d’affari di 53 miliardi di euro

Il fatturato equivale a quello di Deutsche Bank e di McDonald’s messi insieme, pari al 3,5% del Pil dell’Italia

Traffico di stupefacenti: 24,2 miliardi

Riciclaggio: 19,6 miliardi

Estorsioni e dall’usura: 2,9 miliardi

Appalti pubblici: 2,4 miliardi

Gioco d’azzardo: 1,3 miliardi

Traffico d’armi: 700 milioni di euro

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Mafia, una brutta storia di uomini

È il 23 maggio del 1992, un caldo sabato di maggio, quando l’esplosione di cinquecento chili di tritolo divide in due l’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, a poca distanza dall’uscita per Capaci. Cento metri d’asfalto si sbriciolano come biscotti e fanno letteralmente volare per aria le auto blindate di Giovanni Falcone, magistrato simbolo della lotta antimafia, e della sua scorta. Con lui muoiono anche la moglie e tre agenti della sua scorta.

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La via Libera di Don Ciotti

Don Luigi Ciotti è un prete di strada. Volendo lo si potrebbe definire così. Con un definizione un po’ pop. Popolare lo è sicuramente. Nell’indole e nello spirito. Ma la sua voce e la sua autorevolezza non riecheggiano solo sui marciapiedi, del suo pensiero si parla anche a Palazzo, nelle stanze del potere. Don Ciotti, che quest’anno compirà settantacinque anni, ha attraversato tutte le campagne della Sicilia liberate dalla mafia. E c’è chi lo avrebbe voluto perfino come ministro, soprattutto per il suo impegno civile contro i soprusi perpetrati dalla criminalità organizzata.

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La mafia in Svizzera c’è, eccome

“È difficilmente contestabile che le organizzazioni mafiose (Cosa Nostra siciliana e ‘ndrangheta calabrese) probabilmente sono molto più collegate tra di loro di quanto si affermi ufficialmente e che le stesse non soltanto ben conoscono il funzionamento della macchina statale, ma non hanno esitazioni a colpire chicchessia, ove ne ritengano l’opportunità.” Di ciò era profondamente convinto il giudice Giovanni Falcone. Ma il cancro della criminalità organizzata, non colpisce soltanto chicchessia, la presenza dell’illegalità, della corruzione e delle mafie ha da tempo superato i confini nazionali. Le organizzazioni mafiose si ritrovano a fare affari ovunque. In Germania come in Svizzera

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