Lisbeth Salander, un’icona di Lagercrantz.

«La ragazza che doveva morire» è un libro di piacevolissima lettura. Ogni tanto smuove ricordi dei primi libri (lei con il suo carattere tormentato, con il suo genio informatico e la sua insofferenza asociale, il suo essere in moto solitaria nella notte… ) ogni tanto stupisce e meraviglia. Forse non bellissimo, qualche pungente riferimento politico manca… , ma bello sì, questo libro.

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Un Andrea Vitali che non ti aspetti

Sappiamo tutti chi è Andrea Vitali. Il cantore di un mondo che fu, quello con i nomi dei nostri nonni o bisnonni e con le storie degli anni del fascismo in provincia. Sempre nei paraggi del lago di Como. Di quell’Andrea Vitali lì, con «Documenti, prego», appena pubblicato dalla Einaudi Stile Libero (ed è una novità questo cambio di editrice) non c’è niente. Ma proprio niente, nemmeno una lontanissima ombra. Infatti qui … si va dritti nell’incubo.

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Quando un libro cambia la realtà: «Cristo si è fermato a Eboli»

La rilettura è una pratica che, veda il lettore se giustamente, di solito viene applicata sui capolavori. I testi sacri, quelli in grado di trafiggere tempi e mode. Poi però può anche succedere che ti ritrovi a vivere nella vita reale un’esperienza che «chiama» obbligatoriamente un certo titolo. E allora, proprio per assaporare e capire meglio il tutto, vai a rileggerti quel romanzo. A chi scrive è accaduto in queste settimane con la visita ad un Comune che tutti assoceranno automaticamente ad un titolo: il paese è Matera ed il romanzo-testimonianza, (ma va detto?), è «Cristo si è fermato a Eboli»

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