Cercare il proprio io nel … fratello

È questa la prima grande forza del romanzo di Pennac: dimostrare come la letteratura, quella di Melville ma anche e soprattutto la sua, sia un qualcosa di reale, di fisico. Che aiuta, anche nei momenti più duri. La seconda è l’atto di amore che sottende tutta la pubblicazione: un gesto tenero e profondo. Per un libro che emoziona e … fa male. Come è giusto che sia. Grande Pennac!

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Luca Crovi, rivive la Milano che non c’è più

Quello che resta del noir di Crovi è il suo profondo amore nei confronti della Milano di questi anni. Ne fanno testo la modalità di espressione dei diversi personaggi, gli aneddoti, il senso del vivere che pervade ogni riga. E le mangiate negli scantinati, le bevute, il movimento della popolazione, la malinconia nei confronti di borsaioli e contrabbandieri, fuorilegge sì ma con un senso dell’onore.

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La paura? E’ una bugia

«E tu splendi» andrebbe adottato a scuola. Perché affronta problemi attuali (l’emigrazione da due punti di vista, l’elaborazione innocente di un lutto-assenza grave, la forza di crescere, la scoperta delle proprie radici, la paura del diverso che si trasforma in sfruttamento bieco, l’importanza della condivisione e la forza delle proprie emozioni) in modalità semplice e non banale. Per fare in modo che si continui a «voler splendere».

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