Uomini, ominicchi, quaquaraqua.

Premetto che non interverrò mai più su questo argomento a prescindere da qualunque finale dovesse sortire da una vicenda già grottesca. Mi piace però ricordare un episodio, di cosidetta ribellione, accaduto anni fa, precisamente nel 1976, e che vide coinvolto un altro tennista. Si giocava, a Santiago del Cile, la finale di Coppa Davis. Al potere in Cile c’era, a seguito di un golpe militare culminato con l’assassinio del Presidente eletto Allende, il dittatore fascista Pinochet.

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Per chi ha bisogno di odiare

“È molto pericoloso quando in una democrazia non ti è più permesso dire quello che pensi”. A dirlo non è il rappresentante di una minoranza perseguitata, bensì il consigliere federale Ueli Maurer. E non è neppure la prima volta che gli esponenti dell’Unione democratica di centro, che è pur sempre il primo partito svizzero, criticano il panorama mediatico elvetico. Reo, dal loro punto di vista, di non dare abbastanza spazio alla loro visione della democrazia.

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Agitu Ideo Gudeta: ricordare una donna

Ricordare una donna.
Ricordare che un femminicidio è un femminicidio anche quando ad essere offeso è il corpo di una donna nera, ambientalista, migrante, rifugiata, etiope, trentina.
Ricordare che nelle prime ore successive alla morte di Agitu, i giornali erano così eccitati dall’idea di tinteggiare l’ennesimo #episodiodirazzismo, di cui non era vittima una donna, ma una “Nera immigrata”. Una cosa altra. L’ultimo sesso.
di Djarah Kan

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Mi spiegate dove sbaglio?

Poco fa ho saputo che un altro conoscente è morto di Covid. Giovane. 63. È l’ottavo. No vax convinto, ahimè. Ma non c’entra con ciò di cui voglio parlare. Se non che mi è venuto da pensare una cosa. Queste convinzioni oltre ogni ragionevolezza, assomigliano molto a una forma di religione. Magari distorta. Ma questo credere a occhi chiusi a una teoria senza prove concrete è molto simile alla fede. E scusate se questo vi suona blasfemo. Ma siamo solo all’inizio.

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Non sono casi isolati

Ieri ho avuto una giornata veramente impegnativa.
Sveglia alle 6, come sempre. Fisioterapia alle 8. Dalle 9 alle 19 numero 0 di un nuovo programma che scoprirete presto. Alle 20.30 incontro docenti-genitori per la scuola di Sofia.
Rientrato a casa alle 22.30. Mezz’ora dopo ero a letto. Veramente stanco.
23.50 mi arriva il push di Solduno.
Un tizio ha sparato alla sua ex. Se confermato entrambi hanno 22 anni.
E invece di dormire ho iniziato a pensare. Un altro (tentato, e speriamo davvero che lo resti) femminicidio.

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