L’ultimo volo di Zaki

Zaki Anvari aveva 19 anni e il sogno di diventare un calciatore professionista.
Lo hanno ritrovato privo di vita nel vano carrello del tristemente celebre C-17A dell’esercito americano, schiacciato nella ressa mentre, insieme a centinaia di altri ragazzi, cercava di fuggire disperato dai talebani all’aeroporto di Kabul per poter continuare a giocare a calcio. Zaki era considerato da tutti gli esperti uno dei grandi talenti della nazionale giovanile afghana. In uno dei suoi ultimi post aveva scritto: “Sei il pittore della tua vita. Non dare il pennello a nessuno.”

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Gino Strada: un benefattore dell’umanità

Resterà il suo esempio, resterà la sua opera, resterà un’eredità che sta ora a tutti noi cogliere e proseguire. Resta il privilegio, per tutti noi, di aver vissuto i suoi giorni. Resta l’onere e l’onore, ora, per tutti noi, di proseguire e sostenere la sua opera. Perché è questo che avrebbe voluto.
Ed è questo che gli dobbiamo. Grazie di tutto dottor Strada. L’umanità intera ti è debitrice.

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Marco Chiesa contro le città di “sinistra”: Ohibò!

Il presidente UDC Marco Chiesa dà dei parassiti alle città governate dalla sinistra e dichiara loro guerra. Ohibò!
Chiesa organizza la festicciola UDC a Sonvico e dichiara guerra alla RSI perché non è andata a riprenderlo: “siamo incazzati neri, dice, è una schifezza!” Ohibò!
Giustamente la RSI ha focalizzato il Primo Agosto sugli eventi che riservavano un posto d’onore alle donne, in occasione del 50esimo anniversario del suffragio femminile.
È abbastanza ridicola e imbarazzante la scenetta di Sonvico: il presidente nazionale UDC che fa una crisi isterica perché la RSI non si mobilita per coprire la sua trasferta a Sonvico! Da super-ego-delirante! Ohibò!

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Aggredito perché giornalista

Le aggressioni che ho subito oggi a Firenze sono state ripetute, continuate e violente, in entrambe le manifestazioni indette contro il green pass e i vaccini: Fortezza da basso e piazza della Signoria.

Lo dico con chiarezza: non si è trattato solo di qualche agitato, che può trovarsi in (quasi) tutte le manifestazioni di piazza. Quelli di oggi – salvo certamente alcuni sparuti singoli – erano violenti, disorganizzati ma – so che il termine è forte – cattivi. Immagino più per paura che per cognizione, ma il risultato alla fine è stato lo stesso.
I colpi da dietro, l’acqua tirata sulla schiena, un pezzo di telecamera fatto volare, lo sportelletto chiuso con violenza per due volte, le spallate, i vaffan*ulo, i terrorista gridati, le pedate alle gambe, c’è stato tutto, ed è andato avanti per ore. Ripeto: ORE, salvo le parentesi temporali quando riuscivo a cambiare postazione senza essere seguito.

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Genova (mi) brucia ancora

Nel 2001 avevo 18 anni, assetato di vita e di esperienze.
Mia madre non mi ha mai proibito nulla, ma quando proposi che sarei andato a Genova per il G8 fu un No perentorio. A posteriori la ringrazio, ma in quei giorni bruciava rimanere li mentre il mondo mi scorreva a fianco verso Genova.
Il ricordo di quei giorni è il caldo torrido con i controlli alla dogana di Chiasso e i bus dei no global che vedevo scorrere verso sud da casa mia.

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Non è vero che le tutele ci sono già

Ho dovuto spegnere la diretta dal Senato.
Siamo davanti all’ignoranza più totale. Quella che parla di “bambini acquistati su internet”, di “dittatura della minoranza sulla maggioranza”, ma anche di “istruzione della teoria gender nelle scuole”, così come di “politica degli influencer fatta coi like” (come se un politico debba confrontarsi con imprenditrici come Chiara Ferragni, e non con un altro politico…).

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