La musica stonata dei cori razzisti

La musica stonata dei cori razzisti

Di Corrado Mordasini

È tollerabile, nel calcio, essere espulsi solo perché si reagisce a sequele di insulti e improperi
Decisamente sì, è quello che è successo recentemente, durante l’ennesimo coro razzista, al giocatore brasiliano della Shakhtar Donetsk, Taison Barcellos Freda. Come Balotelli poco prima di lui, esasperato dai continui sfottò razzisti dei supporter della Dinamo Kiev, ha mostrato il dito medio e ha scagliato la palla sugli spalti, per poi mettersi a piangere. Risultato? Espulso. Era successo anche a Balotelli, che nella partita di Verona Brescia di domenica 3 novembre scorso, aveva reagito agli insulti, rimediando un’espulsione poi però ritirata da parte dell’arbitro che aveva appurato i fatti.
Comunque il razzismo nel calcio è storia vecchia, alcuni supporter delle squadre, frange di vera e propria teppaglia, spesso sfogano la loro rabbia in risse al di fuori degli stadi e in cori razzisti all’interno. Cori razzisti, che spesso sono elementi di pressione e ricatto nei confronti delle società stesse

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Il Personaggio

La complicità di Salvini

Il razzismo e la discriminazione negli stadi hanno avuto un buon supporter nell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Per Salvini, non si possono penalizzare club e tifosi solo per i cori di alcuni, Salvini va a mangiare coi capi Ultras i fagioli con le cotiche, Salvini anche qui sdogana la violenza di alcune frange per tornaconto elettorale e fa danni, tanti danni…

In cifre

Le cifre del tifo violento

386 gruppi ultrà in Italia, di 111 politicizzati, circa 10000 tifosi di estrema destra…

Il Video

Quei cori razzisti che sporcano gli stadi

Mario Balotelli, Kevin Prince Boateng, Sulley Muntari, Kalidou Koulibaly. Solo alcuni dei calciatori vittime degli episodi di razzismo negli stadi italiani negli ultimi anni. E spesso hanno reagito con gesti clamorosi

Approfondimento

Legnate tra rossi e neri

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