Aumento premio cassa malati, cosa può fare il Cantone?

Nulla vieta al Cantone di istituire una Cassa malati cantonale. Magari fornendo una riduzione “automatica” del premio per ridurre la burocrazia. La Cassa malati cantonale potrebbe essere basata sul modello managed care, un sistema dove il paziente è guidato dal proprio medico di riferimento all’interno di una rete di operatori selezionati. Nel contempo l’ente pubblico potrebbe fornire servizi ambulatoriali tramite dei centri della salute.

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Il virus della fede liberale

Gli intellettuali liberali sono purtroppo una specie in via d’estinzione nel nostro piccolo Ticino: figure di grande spessore come Andrea Ghiringhelli, Arnaldo Alberti e Dick Marty sembrano essere gli ultimi rappresentanti di una tradizione plurisecolare che ha fatto grande il liberalismo ticinese. La brillante e feconda fiamma dell’Illuminismo ormai spenta, il PLRT di oggi somiglia più ad una moderna lampada al neon, un involucro di bell’aspetto che emana una luce fredda, statica, sterile. E così ci si deve accontentare degli Alessandro Speziali di turno, con le loro “riflessioncine filosofiche” (sic) intrise più di cultura pop che di filosofia politica.

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Uomo: sale o veleno della terra?

Con il capitalismo si è affermato un rapporto degenerato tra uomo e natura: da essa si sottrae, si cattura e si conquista ma nulla si ridà. L’unica controparte che Madre Natura riceve dalla nuova relazione a carattere unilaterale, sono i nostri rifiuti troppo spesso tossici. In seguito alla pandemia e alla pausa forzata riscopriremo la nostra intelligenza ecologica o ci affermeremo come sciacalli del pianeta Terra?

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Kerala, la zona “rossa” dell’India

Lo Stato del Kerala, è uno dei più a rischio epidemia della federazione indiana essendo al terzo posto per densità di popolazione, con 849 abitanti per km2, sotto la direzione politica e amministrativa del CPI(M), il Partito Comunista d’India (Marxista), ha saputo appiattire in modo esemplare la curva di contagi contando attualmente un numero di tre soli decessi per 33,5 milioni di abitanti.

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Figli, a scuola!

Non sono un medico, né tantomeno un infettivologo o un virologo. Sono un genitore che valuta, s’informa, pensa e poi cerca di decidere il meglio per i suoi figli. E da genitore, non da medico, non ho dubbi, i ragazzi devono tornare a scuola. Devono tornare ad una vita normale, a frequentare altri bambini, a confrontarsi con i maestri che per 9 mesi all’anno sono il loro punto di riferimento fisso. Devono ricominciare a condividere gli spazi, le gioie e i dolori della vita di tutti i giorni.

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Scuola e disuguaglianze

Penso che la scuola a distanza debba limitarsi al minor tempo necessario per non mettere a rischio la salute degli allievi e degli insegnamenti, perché ogni giorno di prolungamento di questa situazione è un giorno in cui la forbice tra chi ha maggiori possibilità e chi ne ha meno si allarga. Perché la scuola a distanza portata fino alla fine dell’anno scolastico potrebbe creare un vero e proprio fossato, rendendo nuovamente la provenienza di classe sociale un elemento troppo influente sulle possibilità di riuscita nella vita, svuotando la scuola di quel compito prioritario di ascensore sociale e di garante di pari opportunità.

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