Dopo 171 anni, è tempo di cambiare

Marina va votata non solo perché unica donna ancora in lizza per uno dei due seggi alla Camera alta, ma per le sue ben note qualità e la sua passione politica che altri hanno ricordato pubblicamente prima di me. La Costituzione federale nel suo preambolo ricorda i valori della coesione interna del Paese, della libertà, della democrazia, dell’indipendenza, della pace, della solidarietà, dell’apertura al mondo, della responsabilità verso le generazioni future e dell’attenzione verso i più deboli: Marina Carobbio Guscetti incarna appieno questi valori e questi obiettivi ed è quindi ora che, dopo 171 anni di dominio maschile, ci sia anche lei a rappresentarci in qualità di prima donna ticinese al Consiglio degli Stati.

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Con Marina, verso i confini

Guardando più in là dei ‘confini’ partitici, tra questi, a mio avviso, solo una persona si è già messa in viaggio, attraverso la costruzione di ponti — e non di barriere, al fine di superare con coraggio, tenacia e determinazioni certe chiusure che ancora ci opprimono. Il 17 novembre, quindi, io mi metto in cammino sulla strada del cambiamento, attraverso il ponte dell’umanità, con Marina, verso i confini. Vieni anche tu

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Il silenzio dei perdenti

Fra le innumerevoli atrocità di cui l’essere umano è causa, e che fanno pentire al Creatore di averci donato questa bella terra, ce n’è una in particolare che richiama sinistre memorie e che mette a nudo la sconfortante inconsistenza e la mancanza dei principi fondamentali delle nostre classi dirigenti. Parliamo dell’invasione da parte delle forze turche nei confronti del Rojava, provincia autonoma curda nata a seguito della guerra civile siriana.

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Per tutti, non per pochi

I nostri valori costituzionali affermano che la forza di un popolo è commisurata al benessere dei più deboli dei suoi membri. Ma al di là dal Gottardo, sotto la cupola federale, nella Sala dei Passi Perduti, fra lobbisti e rappresentanti di grandi interessi, i valori cambiano. Piuttosto che ai più deboli, spesso colpevolizzati e ritenuti responsabili dei loro mali, troppi politici tendono a guardare ai propri interessi e a quelli dei più forti, da cui ricevono lauti compensi per le loro prestazioni

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