Uomo: sale o veleno della terra?

Con il capitalismo si è affermato un rapporto degenerato tra uomo e natura: da essa si sottrae, si cattura e si conquista ma nulla si ridà. L’unica controparte che Madre Natura riceve dalla nuova relazione a carattere unilaterale, sono i nostri rifiuti troppo spesso tossici. In seguito alla pandemia e alla pausa forzata riscopriremo la nostra intelligenza ecologica o ci affermeremo come sciacalli del pianeta Terra?

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Kerala, la zona “rossa” dell’India

Lo Stato del Kerala, è uno dei più a rischio epidemia della federazione indiana essendo al terzo posto per densità di popolazione, con 849 abitanti per km2, sotto la direzione politica e amministrativa del CPI(M), il Partito Comunista d’India (Marxista), ha saputo appiattire in modo esemplare la curva di contagi contando attualmente un numero di tre soli decessi per 33,5 milioni di abitanti.

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Figli, a scuola!

Non sono un medico, né tantomeno un infettivologo o un virologo. Sono un genitore che valuta, s’informa, pensa e poi cerca di decidere il meglio per i suoi figli. E da genitore, non da medico, non ho dubbi, i ragazzi devono tornare a scuola. Devono tornare ad una vita normale, a frequentare altri bambini, a confrontarsi con i maestri che per 9 mesi all’anno sono il loro punto di riferimento fisso. Devono ricominciare a condividere gli spazi, le gioie e i dolori della vita di tutti i giorni.

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Scuola e disuguaglianze

Penso che la scuola a distanza debba limitarsi al minor tempo necessario per non mettere a rischio la salute degli allievi e degli insegnamenti, perché ogni giorno di prolungamento di questa situazione è un giorno in cui la forbice tra chi ha maggiori possibilità e chi ne ha meno si allarga. Perché la scuola a distanza portata fino alla fine dell’anno scolastico potrebbe creare un vero e proprio fossato, rendendo nuovamente la provenienza di classe sociale un elemento troppo influente sulle possibilità di riuscita nella vita, svuotando la scuola di quel compito prioritario di ascensore sociale e di garante di pari opportunità.

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Neoliberismo ed economia del ricatto

Il mondo nel quale viviamo è guidato da logiche neoliberiste che portano gli Stati ad alleggerire le proprie politiche sociali, fiscali e ambientali: i grandi capitali rivendicano condizioni che siano loro sempre più favorevoli per accumulare patrimonio, di conseguenza le istituzioni politiche si trovano a mediare tra nuove tensioni dovute a mancanza di stabilità lavorativa, di ridistribuzione del capitale e deperimento degli spazi verdi.

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Neoliberismo e perdita di potere locale

Per non intralciare gli affari di grandi imprese internazionali si crea una netta scissione tra politica interna e macroeconomia e ciò in nome di un male interpretato concetto di libertà individuale. La libertà delle multinazionali di diventare multimiliardarie corrisponde col fatale destino di moltissimi di vivere poveramente o di essere catapultati in un mercato del lavoro caotico e incerto.

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Principi per una ricostruzione equa, democratica e ambientale

Se da un lato ci auguriamo che la crisi coronavirus passi presto, senza che il pegno da pagare in vite umane sia troppo elevato, dall’altro si impone un profondo ripensamento della struttura economica e sociale del nostro modo di vivere. Dal momento in cui ci riteniamo una specie intelligente, unito al fatto di avere più tempo a disposizione, una riflessione in questo senso sarebbe opportuna. Risulterebbe imperdonabile riprendere tutto come prima e ritornare alla “vecchia” normalità, quando sappiamo che proprio questa rappresenta il problema.

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Oh, ridi pagliaccio

La coulrofobia è la paura dei clown, una paura che è innescata dalla mente con un meccanismo psicologico. Tale meccanismo va in tilt quando non riusciamo a decifrare le espressioni di chi abbiamo davanti (il pagliaccio), perché ha la faccia piena di trucco.
Per anni questa paura è stata forse tramutata in astio, ovvero qualcosa di negativo e subdolo verso una ben definita categoria dei persone, le quali oggi non sono riconoscibili perché portano maschera, camice e visiera.

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