Il profondo solco tra dignità e libertà d’espressione

La difesa della libertà d’espressione è sì un diritto da difendere, ma se si scontra con l’interesse di una comunità (o di una sua parte) a voler essere tutelata da discriminazione e odio, va da sé che in un gioco di proporzioni, il diritto alla propria dignità prevale. Perché, non prendiamoci in giro, appellarsi alla libertà d’espressione, in questo contesto, è una scappatoia per poter continuare a “professare” l’omofobia.

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Le ruspe e il club delle ville fantasma

Ancora qualche giorno e Villa Foppa, a Vacallo, entrerà a pieno titolo a far parte del famigerato club delle “ville fantasma” che infestano le dolci colline del Mendrisiotto. L’edificio, che, nonostante le vergognose lacune del Piano regolatore di Vacallo, presenta un indubbio valore artistico e architettonico, lascerà infatti spazio a tre palazzine di appartamenti (probabilmente da 2 o 3 ½ locali di “alto standing”).

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“Vietato l’ingresso ai cani e ai f*oci”

Parafrasando una celebre scena de La vita è bella, il titolo di questo intervento riassume, in maniera molto stringata, i contenuti della votazione del prossimo 9 febbraio sul divieto di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Una definizione sicuramente semplicistica e riduttiva, d’accordo; tuttavia le motivazioni portate a sostegno delle proprie tesi dal comitato referendario sono di una vacuità sconcertante, che rasenta il grottesco ma che, sotto sotto, nasconde altresì un serio pericolo per la nostra democrazia.

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Il razzismo col metro di Patti Chiari

Stando ad un test effettuato dalla redazione di Patti Chiari e mandato in onda nella puntata di venerdì sera, i ticinesi, ahimé, sarebbero endemicamente razzisti. A mio parere il test è fuorviante e assolutamente non rappresentativo di un intero cantone.

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Dopo 171 anni, è tempo di cambiare

Marina va votata non solo perché unica donna ancora in lizza per uno dei due seggi alla Camera alta, ma per le sue ben note qualità e la sua passione politica che altri hanno ricordato pubblicamente prima di me. La Costituzione federale nel suo preambolo ricorda i valori della coesione interna del Paese, della libertà, della democrazia, dell’indipendenza, della pace, della solidarietà, dell’apertura al mondo, della responsabilità verso le generazioni future e dell’attenzione verso i più deboli: Marina Carobbio Guscetti incarna appieno questi valori e questi obiettivi ed è quindi ora che, dopo 171 anni di dominio maschile, ci sia anche lei a rappresentarci in qualità di prima donna ticinese al Consiglio degli Stati.

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Con Marina, verso i confini

Guardando più in là dei ‘confini’ partitici, tra questi, a mio avviso, solo una persona si è già messa in viaggio, attraverso la costruzione di ponti — e non di barriere, al fine di superare con coraggio, tenacia e determinazioni certe chiusure che ancora ci opprimono. Il 17 novembre, quindi, io mi metto in cammino sulla strada del cambiamento, attraverso il ponte dell’umanità, con Marina, verso i confini. Vieni anche tu

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