Il cardiocentro è sotto attacco?

Nessuno ha tentato di mettere in dubbio in nessun modo la professionalità o la bravura di medici e personale del Cardiocentro, al limite si mette sotto accusa una gestione finanziaria disinvolta. D’altronde si parla di debiti e per parecchi milioni. Gli “amici” smentiscono e dicono che porteranno le prove che il Cardiocentro non ha nemmeno un franco di debito. Bene, le aspettiamo e saremo i primi a essere felici se quei milioni di debiti non esistono.

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Il Cardiocentro e i 23 milioni di debiti

Eccoli qua, i veri giochi. La dura realtà, che non ha nulla a che fare con il cuore, le operazioni o salvare vite, che peraltro è il lavoro di ogni medico, è di fronte a tutti: il mantenimento di privilegi; il primo, di mettere chi si vuole dove si vuole, il secondo di gestire senza interferenze i soldi del Cardiocentro. I risultati si vedono, e sono lì sul tavolo: 23 milioni di buoni motivi.

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Il cuore dei ticinesi è un’arma

Questi medici salvano vite, verissimo, lo fanno anche quelli del San Giovanni o del Civico, lo fanno quelli dello Iosi o del Beata Vergine, tutti in mani pubbliche. Noi ticinesi, anni fa, abbiamo aiutato Moccetti a partire, ma gli accordi erano che poi il Cardiocentro sarebbe confluito nell’ente ospedaliero. Moccetti rimane lì al suo posto, nessuno lo caccia e nessuno gli toglie competenze o diritti, mal si capisce perciò, oppure si capisce benissimo, il perché di questa levata di scudi.

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