B., l’ape influencer

“Mamma, papà da grande voglio fare l’influencer!”. C’è davvero poco da stupirsi se a dirvelo è uno dei vostri figli. Quella di chi, attraverso la Rete e i social, dispensa consigli e influenza le nostre scelte è già da un po’ la moda del momento. Al punto che ormai è addirittura diventato un mestiere come tanti. Perfino ambito. A far notizia e incuriosire è però un progetto francese che ha deciso di dar voce al primo insetto influencer del web: un’ape. ll progetto in questione si chiama B. e il suo obiettivo – è piuttosto facile intuirlo – quello di attirare l’attenzione sulla capitale importanza che le api hanno in natura

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L’acqua a stelle e strisce di Nestlé

Era la terra dell’abbondanza. La California, un tempo, era la meta preferita dai cercatori d’oro. Ma oggi che l’acqua si fa ogni giorno che passa sempre più preziosa, ben al di là di qualsiasi metallo più o meno luccicante, ecco che dallo Stato che fino a ieri andava a fuoco, ci arriva un’altra di quelle storie che danno davvero da pensare. Lì basta infatti un semplice licenza ottenuta con un pugno di pochi dollari per imbottigliare l’acqua di un qualche fiume e farne un business più che redditizio.

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L’ombra lunga di quel muro

“Niente più guerre. Niente più muri. Un mondo unito.” Recitava uno slogan scritto su quel muro che da quarant’anni è il simbolo del conflitto tra due diverse ideologie politiche, economiche e sociali. Trent’anni dopo, tuttavia, molte delle promesse di libertà e democrazia che quel crollo sembrava preannunciare, in realtà, si sono scolorite e la speranza di un futuro migliore, nel frattempo è marcita di fronte a una società liquida, alla globalizzazione e alle favoletta di un tardo capitalismo non tanto migliore di quel nemico storico abbattuto a picconate il 9 novembre 1989. Nel presente, nuovi muri, emblematici di nuove fratture e di nuovi contrasti, sono lì da vedere. Eretti e cementati dall’odio. Mattone dopo mattone. Mentre l’inganno è ancora quello di sempre.

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Dubochet e il suo Nobel per clima

C’è anche un premio Nobel svizzero tra i ricercatori che con una lettera aperta hanno aspramente criticato la condotta fin qui tenuta dal Consiglio federale riguardo alla politica climatica e ambientale. Il nocciolo della questione riportato nero su bianco è il seguente: “Il Consiglio federale, come altri governi, non è in grado di adottare misure efficaci, rapide e nuove per contrastare la crisi climatica e ambientale, la cui urgenza si manifesta ogni giorno. Questa inerzia non può più essere tollerata.” Un’inerzia e un’inadeguatezza che vanno denunciare sostenendo perfino la disobbedienza civile e rivendicazioni promosse da Extinction Rebellion.

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