Blocher e la paura di una dittatura

Un po’ Berlusconi, un po’ Salvini, con una spruzzatina di Trump e due gocce di Orban. Ecco cosa penso sinceramente di lui, dell’ex Consigliere federale democentrista Christoph Blocher, del miglior rappresentante di sempre della destra estrema in Svizzera. Soprattutto quando lo sento ripetere le stesse identiche cose dette dai suoi compagni di merende. Come se la destra sovranista avesse lo stesso identico suggeritore pronto a imbeccare la squadra. In una recente intervista il grande vecchio ha perfino sventolato lo spettro della dittatura, giudicando “pericoloso” il comportamento delle autorità elvetich

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Metalli preziosi, non dagli oceani

A minacciare gli ecosistemi e le profondità marine, ci si è messa anche l’estrazione mineraria. Proprio per questa ragione, in più di un’occasione, la comunità scientifica internazionale ha richiamato i governi del Pianeta sui rischi di questa pratica scellerata che danneggia gravemente gli oceani già alle prese con ben altri problemi non da poco come l’inquinamento e le conseguenze della crisi climatica. Oggi la (buona) notizia è che la stragrande maggioranza dei governi in accordo con le ONG e i gruppi che si battono per l’ambiente hanno votato per l’applicazione di una moratoria su queste miniere sottomarine di metalli preziosi.

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Un algoritmo ci ucciderà tutti?

Le macchine, prima o poi, porteranno la razza umana all’estinzione. A prefigurare questo fantascientifico scenario alla Terminator, non è però la trama del blockbuster hollywoodiano di turno, ma l’astrofisico Stephen Hawking che, qualche tempo prima di morire, in un’intervista alla BBC, spiegò come l’evoluzione della tecnologia fosse molto più veloce di quella della vita biologica. “I primi esperimenti di intelligenza artificiale stanno dando risultati brillanti: presto le macchine potrebbero sviluppare un’autocoscienza e sopraffare l’uomo” disse in quell’occasione Hawking.

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Alloggi sfitti, l’argento va al Ticino

Fra non molto andremo a votare sulle “pigioni trasparenti”, intanto però, a proposito di trasparenza, risulta che il totale degli appartamenti sfitti in Ticino è cresciuto ancora, superando le 7’000 unità. L’ultimo rilevamento statistico del primo di giugno di quest’anno parla chiaro. Un decimo dello sfitto in Svizzera si trova in Ticino. Con interi edifici fantasma che restano tali. Per alloggi vuoti, siano essi in vendita o in affitto, appena costruiti o in là con gli anni, a livello nazionale il Ticino si piazza secondo.

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Marmitte e motori, rabbia e rumore

Mattino, mezzogiorno e sera, prima e dopo i pasti. Ogni giorno tutti i giorni. Ma è soprattutto di notte che si possono ascoltare le prestazioni migliori, se così le vogliamo chiamare, di alcuni conducenti esaltati e vanesi che nella loro ristrettezza di pensiero sono convinti che far scoreggiare la marmitta della propria auto, o della propria moto, sia motivo di vanto e che, per dirla in gergo, faccia di loro dei gran fighi.

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Libertà, dove sei finita?

Libertà, dove sei finita ?

Di Fabrizio Quadranti

Domenica sera, a Villa Olmo (Como), per Parolario è arrivato un Maurizio Maggiani in splendida forma per presentare il suo ultimo titolo: «L’eterna gioventù». Il suo nuovo romanzo edito da Feltrinelli, è una storia di anarchia, una saga famigliare di sconfitti.

Di generazione in generazione un Don Chisciotte dopo l’altro:«chiamateli pure perdenti, però vi ricordate chi furono i vincenti ? no. Ecco.La storia ogni tanto va fatta anche con questi occhi, la storia della famiglia Florio l’ha già scritta qualcun altro: io mi occupo di questa famiglia di ribelli, morti ammazzati e artisti…». Un romanzo di pane e rose, di ideali e morte, fame e rabbia, un romanzo di libertà. Ma ne riparleremo su Gasbook.

Qui interessano alcuni rilievi emersi dalla serata. Maurizio Maggiani, classi 1951, non vuole parlare di attualità, alla cronaca preferisce i ricordi della sua infanzia fatta di ore e ore passate attorno al tavolo di casa, quella contadina dei nonni, quando finita la cena … si raccontava, e si narrava (la sua prosa è infatti un bel pastiche di oralità contadina mischiato alla neolingua operaia). Dai ricordi ecco però due lampi.

«Me li ricordo sì, quei due compagni subito ritirati dalla prima elementare perché delle macchie erano improvvisamente comparse sul loro volto. Eccome se li ricordo … e il senso di sollievo, di liberazione, quando in classe è poi arrivato il dottore con il vaccino.» . E poi, ancora, ho un altro ricordo: «quando nell’occupazione delle università e nelle manifestazioni urlavamo «da solo sei nessuno/ insieme siamo tutto». Ed ora eccoci a fare i conti con «il corpo è mio e me lo gestisco io». Cosa è successo in questi anni alla parola libertà ? E’ stata tradita, di più: umiliata, stuprata.». Parola di Maurizio Maggiani. Anarchico.

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