Quando Gobbi chiede scusa

Soltanto perché le videocassette non vanno più di moda e il videoregistratore è ormai da tempo in cantina a far la muffa. Ma l’aver visto Gobbi intervenire mercoledì al Quotidiano e sentirlo scusarsi per almeno una è delle tante cose fatte un po’ troppo alla Norman, davvero non ha prezzo. È una di quelle scene da vedere e rivedere un po’ come per i migliori gol di Maradona. Forse non con lo stesso entusiasmo, ma comunque con una certa gioia. Perché chiedere scusa è segno d’intelligenza

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Trump e le trivellazioni in Alaska

Quale sarà l’ultimo regalo avvelenato della presidenza Trump? Probabilmente, prima del cambio di guardia alla Casa Bianca, Donald riuscirà a vendere i diritti d’estrazione di petrolio e gas in una grande area naturale dell’Alaska: l’Artic National Wildlife Refuge (ANWR), una delle ultime distese selvagge ancora salvaguardate negli Stati Uniti. Se davvero vi riuscisse sarebbe l’ultima pugnalata inferta da Trump alla salvaguardia dell’ambiente, un tema al quale non ha mai prestato nessuna attenzione.

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Quando la scuola non può essere a distanza

Ad aver fatto discutere e ad aver diviso l’opinione pubblica nel corso del primo lockdown c’è stata la chiusura delle scuole. In Ticino, nel resto della Svizzera così come un po’ dappertutto in Europa, di fronte allo stop delle lezioni negli istituti scolastici, si sono subito adottate strategie d’insegnamento alternative a partire dalla didattica a distanza. Ma l’insegnamento a distanza, le lezioni seguite da casa su di un computer sono state davvero utili? Cosa hanno imparato i nostri figli?

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Bimbi usati: faccia tosta di Glencore

A pochi giorni dalla votazione sull’Iniziativa per delle multinazionali responsabili, il gigante minerario svizzero Glencore ha tentato di screditare gli inizianti chiedendo l’apertura di una procedura giudiziaria contro di loro. Ha chiesto che sia messo un termine alle critiche mosse contro lo sfruttamento minorile in una delle sue miniere di carbone in Bolivia. Sfruttamento minorile denunciato dall’associazione “Public Eye.”

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A che ora è la fine del mondo?

Pensare che ci possa essere un interruttore, simile a quello della luce, con il quale sia possibile accendere o spegnere qualsiasi cosa è molto pericoloso. Lo è, per esempio, se pensiamo a un rimedio efficace che ponga un freno al graduale e costante surriscaldamento del nostro Pianeta. In questo caso, spegnere a uno schiocco di dita globale, le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’uomo, non arresterebbe un bel niente. Perché invece che ad un interruttore, per capire davvero a cosa stiamo andando incontro, alla catastrofe che abbiamo già innescato, dobbiamo piuttosto pensare a un treno che viaggia a una velocità folle.

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