Nessuna guerra ai gas serra

Mentre in Polonia si discuteva sul clima, su quali strategie adottare per scongiurare gli effetti evidenti del surriscaldamento globale, la legge in discussione al Consiglio Nazionale riguardante un’ulteriore riduzione delle immissione di CO2 è stata bocciata senza margini d’appello con 92 voti contro 60 e 43 astenuti.
Un risultato che per taluni è il segno evidente di come la maggioranza del parlamento sia sotto l’influenza delle lobby economiche del petrolio e del gas. Di sicuro c’è che, per ragioni tra loro agli antipodi, ad affossare la legge è stata una malsana alleanza tra PS e UDC.

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I vignettisti di destra non fanno ridere

Le produzioni di Ghisberto e Marione sono rappresentazioni di parte (e ci mancherebbe) ma totalmente prive di humor. Sono l’equivalente dei manifesti fascisti dove il cattivo ebreo o il militare sovietico venivano dipinti con la gobba, il naso adunco e le mani feroci pronte a ghermire. Non esiste una battuta reale, o se c’è è talmente scarsa da lasciare perplessi anche i bambini delle elementari.

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Napoli, l’esasperazione dell’italianità

In un mondo rionale, dove i malandrini a volte sono ancora persone d’onore, eredi dei guappi settecenteschi e dove nessuno avrebbe voluto vedere finire quella rapina con un morto, esiste ancora la pietà. Esiste quello che noi abbiamo perso, e che quei rioni colorati e sofferenti ma struggenti e feroci mantengono ancora: la vita, la passione, l’onore e la disgrazia. Il miracolo di Napoli è poi questo. Napoli vive di vita propria, e lo fa senza remore e rimpianti.

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Donne che odiano le donne

Donne preoccupate di come avrebbero votato le donne. Donne che han deciso di punire le donne. Di punire se stesse e chi si batte anche per loro e lo fa per quei principi che fondamentali e basilare lo sono solo sulla carta. E mica da sempre e per sempre. Ma che altre cittadine e cittadini uniti nella battaglia hanno saputo conquistare per l’intera collettività. Anche per quelle donne che odiano le donne.

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Siamo tutti gilets jaunes?

Qualcosa di simile a ciò che accade in Francia sta succedendo in molti Paesi europei ed extraeuropei. E sta succedendo perché per decenni, in omaggio al neoliberismo cavalcato da destra e da sinistra, si è difeso il capitale non nazionale, come sarebbe anche comprensibile, ma quello internazionale che deve essere libero da qualsiasi vincolo. In fondo non si è fatto altro che gettare le basi per un nuovo fascismo anche se contemporaneo, più subdolo e forse anche più pericoloso.

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